Il mio amico Alessandro mi ha appena girato un collegamento ad un video veramente spassoso. La tecnologia attuale consente di non porre più limiti alla fantasia: capita così che qualcuno decida di girare un film in cui Superman si trova a combattere contro il signor Smith, il cattivo della trilogia di Matrix. Usando effetti speciali di tutto rispetto: il mondo dei cortometraggi creati dai “seguaci” dei supereroi si impegna molto su questo fronte. Leggi il resto di Superman contro il signor Smith
Archivio degli articoli in soggiorno e tv, pagina 18
Il caso Thomas Crawford
Mercoledì al cinema, ieri sera, a guardare l’ultimo film con Anthony Hopkins, Il caso Thomas Crawford. Partivamo ben disposti, viste le recensioni positive lette in giro per la rete, così siamo arrivati in orario all’inizio della proiezione. La trama è costruita sull’omicidio della moglie del protagonista, che viene scoperta dal marito in atteggiamenti intimi con un poliziotto. Tutto gira intorno alla realizzazione del cosiddetto “omicidio perfetto”, in cui l’assassino costruisce una catena di prove che lo rendono candido e puro come la neve. Il finale, che non ti svelerò, è sicuramente a sorpresa: l’avvocato incaricato di condannare il protagonista, da buon americano, non demorderà alle prime avvisaglie di sconfitta. Leggi il resto di Il caso Thomas Crawford
Gli eroi mandati in soffitta
Ma davvero gli italiani non capiscono nulla, oppure è la programmazione dei palinsesti che lascia molto a desiderare? Apprendo con un pizzico di tristezza che Italia 1 ha deciso di sospendere la programmazione di Heroes, il telefilm che dall’altra parte dell’oceano ha battuto ogni record di ascolti, a tempo indeterminato. Ecco cosa ci distingue dai cugini americani: loro guardano questi telefilm, noi preferiamo l’Isola dei Famosi oppure Uomini e donne. Per fortuna che in rete si trovano gli episodi originali, con tanto di sottotitoli in italiano. A questo punto sarei quasi tentato di dirti come va a finire, o meglio, cosa accade nella seconda stagione. La puntata numero 4 della scorsa settimana è davvero una delle migliori dell’intera serie, secondo me.
È già ieri, con Antonio Albanese
Ieri sera in “quarta” serata, ovvero praticamente dopo mezzanotte, hanno trasmesso un bel film di Antonio Albanese, È già ieri: la storia di un uomo che rivive all’infinito lo stesso giorno ogni mattina. Ho scoperto, grazie ai miei colleghi al lavoro, che in realtà si tratta di una rivisitazione di un film americano con Bill Murray, Ricomincio da capo. Del quale la versione italiana non sarebbe altro che una brutta copia storpiata. Sarà che non ho visto l’altro, sarà che dopo gli ultimi film in cui Murray dice solo tre parole in croce, l’ho un po’ rivalutato in negativo, sarà che alle Canarie (dove si svolge la trama) ci sono stato da poco, ma a me l’interpretazione di Albanese è piaciuta molto. Leggi il resto di È già ieri, con Antonio Albanese
Zelig, un viaggio nel tempo
La puntata della scorsa settimana di Zelig Circus mi ha fatto tornare alla memoria i pomeriggi passati a guardare l’antesignana trasmissione Fiori di zucca su Odeon: Stefano Nosei, Gioele Dix, e tanti altri comici che già all’epoca si mettevano in luce per il loro modo “nuovo” di essere divertenti. Ricordo sempre che aspettavo la sera, il Maurizio Costanzo show, per vedere se tra gli invitati c’era proprio Stefano Nosei. Con la sua “Mi ricordo lasagne verdi, e la muffa di margarina…” di cui però non si trova neppure il testo in giro: erano tempi in cui ancora il computer era un Commodore 64, e la rete era soltanto quella dei pescatori. E si leggevano i libri di Riccardo Cassini! Tu hai un tuo comico preferito?
Una democrazia malata
A guardare il film Sicko di Michael Moore passa la voglia di andare negli Stati Uniti, e quasi quasi anche il sistema sanitario italiano sembra migliore. Sicuramente viene da chiedersi: ma com’è possibile che una nazione così potente, esportatrice di democrazia (almeno così si definiscono), in cui la crescita interna è mediamente superiore a quella europea, soffra poi di contraddizioni così evidenti. Sul suolo americano sono nate molte delle cose che utilizziamo oggi, dagli iPod ad internet, dai codici a barre del supermercato ai sensori delle macchine fotografiche digitali. Eppure questa fucina d’idee non è in grado di curare in maniera soddisfacente i propri malati. Neppure quelli che hanno dato una mano per il prossimo. Leggi il resto di Una democrazia malata
Reign over me
Finalmente anche il mio sosia Adam Sendler ha fatto il suo primo film drammatico: Reign over me. Sebbene io lo preferisca in versione comica (come dimenticare le risate che mi sono fatto con Cambia la tua vita con un click), devo dire che la sua interpretazione mi ha colpito. La trama si ricollega agli attentati delle torri gemelle, che lentamente iniziamo tutti a metabolizzare, e che ancora con qualche difficoltà riusciamo a guardare su di uno schermo cinematografico. Ciò che mi piace dei registi americani è il loro modo di guardare in positivo anche le vicende più tristi: durante la proiezione pensavo a come noi abbiamo invece ricordato i nostri eroi (Falcone, Borsellino, il generale Dalla Chiesa, solo per fare alcuni nomi) nelle pellicole nostrane. Non sono un cinefilo di “spessore”, quindi non voglio esprimere un giudizio categorico, ma la differenza si nota.
Un ragazzo bastardo
Qualche settimana fa siamo stati al cinema d’estate: che goduria, con il venticello che accarezza i capelli… altro che aria condizionata. In programmazione c’era Il mio ragazzo è un bastardo, che in inglese è intitolato più felicemente “John Tucker deve morire”: questo secondo titolo, a mio giudizio, esprime meglio la trama della pellicola. La vicenda narrata si ambienta nelle scuole superiori americane, quelle che certi organi di informazione vorrebbero dipingere come piene di criminali e ragazzini con la pistola facile. Ma che in realtà sono spesso scuole ben più tranquille di quelle nostrane, in cui sbocciano amori tra cheerleader e capitani delle squadre di basket. Leggi il resto di Un ragazzo bastardo