Di tanto in tanto mi piace prendere una pausa dalle serie tv distopiche che solitamente guardo, sebbene non mi mettano ansia come capita ad alcuni miei lettori (ahò, che te devo di’, so’ strano). Qualche settimana fa mi hanno consigliato Doc – Nelle tue mani, una produzione italiana che sembra stia riscuotendo un discreto successo nel Belpaese, con il Luca Argentero di grandefratelliana memoria (lo ammetto, mi sento proprio vecchio al solo pensiero che io, quella edizione del Grande Fratello, l’ho vista in diretta). E così l’altra sera, grazie all’app RaiPlay, ho cominciato a guardare il primo episodio.
Per me che all’epoca ho amato il Dottor House, sin dalla scena d’apertura è stato come fare un piacevole tuffo nel passato: forse è solo la mia impressione, ma persino la grande sala d’attesa aperta sembra richiamare quella del Princeton Hospital dove lavorava il burbero dottore zoppicante. Come pure la fotografia e le inquadrature “in stile americano”, in cui la telecamera spesso non guarda la scena dall’altezza uomo, o mostra gli esterni dall’alto. Le analogie con House, in verità, mi pare abbondino: il fatto che i medici vanno a curiosare a casa del paziente, la ex moglie del protagonista che è dirigente sanitaria, gli specializzandi. Fino alla lavagna bianca che elenca i sintomi, nell’ufficio in cui fanno l’anamnesi. Leggi il resto di Andrea, un dottor House tutto italiano