Breve nota di servizio. Non c’è nessun refuso nel titolo del post di oggi, che andrà in onda mentre io mi accingo ad atterrare in Italia per un viaggio del tutto inatteso. Mia madre ha avuto un malore ed è stata ricoverata in ospedale, dove al momento la situazione clinica non è chiara e stanno facendo dei test. E così ho deciso di fare un salto in Sicilia per andare a stare con i miei per qualche settimana, ed aiutare mia sorella nelle faccende quotidiane. Grazie al cielo con lo smart working (ma se è davvero così intelligente, perché non lo si incentiva di più?) potrò continuare a lavorare la sera da casa. La differenza di fuso orario con la California è di 9 ore, quindi ho chiesto di essere in ufficio dalle 7.30 alle 16.30 ora californiana, ovvero dalle 16.30 all’1.30 del mattino ora italiana 🥱😴. Poi recupererò un po’ di sonno nel weekend, immagino. Leggi il resto di Mamma, ho preso l’aereo
Archivio degli articoli in ripostiglio, pagina 10
Le targhe personalizzate americane
L’altro giorno mentre tornavo dal supermercato ho visto una macchina con una targa personalizzata, e così mi è venuta in mente l’idea per il post di oggi. Non so come mai in Italia questa cosa non sia mai stata lanciata A quanto pare, anche in Italia si può fare, ma in pochi ne approfittano: in fondo è un’idea carina che sostanzialmente porta qualche soldo extra nelle casse della motorizzazione civile. Già, perché qui nel Paese a stelle e strisce, è legale richiedere, dietro un compenso che si aggira intorno ai 50 dollari, una targa con lettere e numeri a propria scelta. Ovviamente ci sono regole che evitano l’uso di parolacce o allusioni a volgarità offensive (non si può richiedere una targa con scritto l’equivalente americano di vaffa…), ma per il resto tutto è lecito, sperando che qualcuno non abbia già avuto la stessa idea. In genere, come nelle foto qui sotto, si sfruttano le abbreviazioni e la pronuncia di lettere e numeri per esprimere i concetti più fantasiosi. Una nota di colore che non avevo mai condiviso prima. Leggi il resto di Le targhe personalizzate americane
L’importanza di Dio in America
Tutti prima o poi, guardando un film americano, leggendo un libro o ascoltando un’intervista ad un presidente a stelle e strisce, hanno incontrato la frase God bless America! Per noi europei abituati ad uno stato laico, è sempre stato difficile capire questo rapporto tra la religione e lo stato. Da un lato storciamo il naso quando ci parlano degli stati teocratici del Medioriente, ed allo stesso tempo non ci stupiamo di quest’ostentata fede cristiana da parte degli Stati Uniti. Ma confronti a parte, oggi vorrei trarre spunto da un video di Francesco Costa e da un recente articolo del Corriere, per fare due considerazioni sull’origine di questo rapporto tra gli americani e la religione. Leggi il resto di L’importanza di Dio in America
Diciassette anni dalla mia rivoluzione d’ottobre
C’era un tempo in cui la blogosfera era novità, era sperimentazione, era spensieratezza. Era il tempo in cui mi divertivo a confezionare video e contenuti originali per il blog. L’altro giorno mi è capitato per le mani un video che creai per introdurre il nuovo camu, disegnato all’epoca da un collega blogger con la passione per i fumetti, RX Strip. Una piccola rivoluzione che mandava in pensione il ragazzo che per quasi due anni aveva accolto i visitatori che approdavano su queste pagine. Così ho pensato di riproporlo per ricordare a me stesso come questo piccolo spazio sia sempre stato un laboratorio dove sperimentare nuove idee, un esercizio terapeutico per dimenticarsi, seppur per qualche minuto, di tutto il resto. Leggi il resto di Diciassette anni dalla mia rivoluzione d’ottobre
Guardare Dottor House mi è servito a qualcosa
Ero convinto che la sarcoidosi fosse una delle malattia più diagnosticate o almeno sospettate nella serie tv House, M.D., ma stando ad alcune veloci ricerche online, era invece il lupus eritematoso sistemico. Probabilmente perché quest’ultima è una malattia autoimmune che ha un’alta probabilità di scatenarsi per una miriade di motivi diversi, e quindi può coincidere con un ampio ventaglio di sintomi. Tutto questo è cio che mi passa per la mente da quando, dopo una serie di controlli ai polmoni, inclusa una biopsia, il mio medico ha sentenziato che io abbia la sarcoidosi. Ora, in passato non ho mai voluto parlare dei fatti miei sul blog: non per pudore personale, quanto piuttosto perché non ne vedo l’utilità sociale, però mi sa che pian piano mi stia ricredendo (sarà l’avanzare della senilità), e sento che condividere quest’esperienza possa essere un gesto catartico per liberare le emozioni che hanno attraversato la mia mente da quando ho intrapreso questo viaggio lo scorso febbraio. Leggi il resto di Guardare Dottor House mi è servito a qualcosa
L’obiettività dell’agenzia europea per il farmaco
Vorrei condividere oggi alcuni passaggi di un articolo apparso qualche mese fa sull’autorevole giornale europeo Investigate Europe (che sfortunatamente pubblica i propri articoli in varie lingue, ma non in italiano). Stando alle indagini che hanno condotto, hanno concluso che l’influenza delle grandi aziende farmaceutiche incombe sull’autorità di regolamentazione dei medicinali europea. Insomma, sembra che il proverbio “tutto il mondo è paese” in questo caso calzi proprio a pennello. Già, perché spesso si criticano gli Stati Uniti, io in primis, per come la sanità sia nelle mani delle multinazionali il cui solo obiettivo è quello di spremere i poveri disperati pazienti il più possibile. Ed ora scopriamo che anche l’Europa dei regolamenti e delle cose fatte per bene, non è immune dalle grinfie di chi pensa solo al portafogli. Leggi il resto di L’obiettività dell’agenzia europea per il farmaco
Il dramma di Gennaro Sangiuliano
Qualcuno potrà pensare che finora abbia evitato di proposito di parlare della vicenda che ha coinvolto il ministro Sangiuliano nelle scorse settimane, essendo io dichiaratamente vicino all’attuale governo. La verità è che mi sono interessato poco di quello che è successo semplicemente perché ritengo vi siano problemi ben più importanti di cui occuparsi, che non le avventure di un uomo che va inseguendo una gonnella. Che poi questa gonnella fosse in mala fede o meno, non sarà mai possibile stabilirlo con certezza, ed io non ho un’idea ben delineata a riguardo. Certo, le parole dell’ex marito della signora non dipingono un quadro roseo della situazione, ma ognuno si farà l’idea che vuole. Quello che mi ha stupito è stata la gogna mediatica a cui quest’uomo è stato sottoposto. Si vede che i tempi sono proprio cambiati, e che il puritanesimo anglosassone ha messo radici anche nel Belpaese. Perché non mi pare, ad esempio, che a Berlusconi ed alle sue olgettine sia stato riservato un trattamento analogo, anzi all’epoca Silvio era considerato da tanti il simbolo del masculo italiano ed orgoglio della virilità nostrana proprio per quelle sue imprese. Leggi il resto di Il dramma di Gennaro Sangiuliano
Un anno da donatore di sangue
Visto che ci siamo, concludo la settimana con un’altra ricorrenza. Ancora ricordo come fosse ieri quella sera di settembre dell’anno scorso quando, dopo 17 anni, varcai nuovamente la soglia di un centro per la donazione del sangue. La lunga assenza, come spiegavo l’anno scorso, era dovuta ad un divieto per noi europei che avevamo vissuto sulla sponda orientale dell’Atlantico durante il periodo della cosiddetta mucca pazza. La malattia, che ha un periodo di incubazione molto lungo, non può essere identificata a priori tramite analisi del sangue, e quindi per precauzione il ministero della salute americano aveva giustamente imposto delle restrizioni in merito. Restrizioni che sono state aggiornate un paio d’anni fa, rimuovendo l’Italia dalla lista dei Paesi che rientravano nel divieto. E così una sera, approfittando di un evento di beneficenza organizzato da una ragazza che frequenta la scuola della figlia grande, son tornato a contribuire nel mio piccolo. Leggi il resto di Un anno da donatore di sangue