In genere, c’è solo una cosa peggiore della morte: pensare al dover morire. Ma a rifletterci bene, forse c’è una cosa ancora peggiore: pianificare la propria morte. O meglio, fare in modo che quando non ci saremo più tutto, chi rimarrà sarà in grado di poter gestire le cose di cui ci occupavamo. Non c’è dubbio che l’intera questione non sia certo tra le più allegre da trattare, e non è evidentemente un frequente argomento di conversazione tra amici. D’altro canto, l’evitare di prepararsi quanto più possibile può essere uno degli errori più grossi della propria vita, che rischia di mettere nei pasticci l’intera famiglia. Capisco che, una volta morto, non te ne possa fregare granché, ma ammetterai che non è bello ragionare così. Ecco allora i documenti a cui dovresti pensare prima di lasciare questo mondo. Leggi il resto di I documenti a cui non vuoi pensare
Archivio degli articoli in salotto, pagina 37
Cosa fare se hai perso il portafogli
Ne avevo già parlato un po’ di tempo fa: perdere il portafogli è una delle cose più scoccianti che possano capitare. A parte il valore economico (io non ci tengo mai più di una trentina di dollari), il problema è dover rifare i documenti d’identità, bloccare la carta di credito, comprare un nuovo abbonamento per l’autobus e via dicendo. Senza contare quello che, giustamente, afferma Maurizio Ferraris in Sans Papier: la nostra “figura sociale”, senza documenti e carte varie, è praticamente azzoppata. Non possiamo più provare di essere chi diciamo di essere, non possiamo pagare un biglietto per tornare a casa, non possiamo guidare l’automobile e così via. Cose da far venire la pelle d’oca. Ecco dunque che oggi vorrei affrontare l’argomento “cosa fare se…”, per essere pronti al verificarsi della peggiore delle ipotesi. Leggi il resto di Cosa fare se hai perso il portafogli
Le parole chiave di luglio 2010
Era da un po’ che non pubblicavo l’elenco delle più buffe stringhe di ricerca con cui la gente è approdata su queste pagine. Anche grazie all’aiuto del mio plugin per le statistiche, adesso il compito mi è facilitato. Addirittura posso dirti a che ora, da quale città d’Italia, e che lingua parlava chi ha fatto quella ricerca. Anzi sto meditando di attivare una pagina che s’aggiorna da sola, dove far apparire una lista delle parole chiave recenti, così ognuno può spulciarla come e quando vuole 🙂 Ma ora sono troppo pigro per lavorarci su, e poi qui a New York fa un caldo che praticamente l’asfalto ti si scioglie sotto i piedi! Ed allora non c’è nulla di più rinfrescante di una bella risata. Leggi il resto di Le parole chiave di luglio 2010
Blogbabel, un anno fa
L’anno scorso, più o meno di questi tempi, la blogosfera italiana veniva sconvolta dall’evento più sensazionale di tutti i tempi: la risurrezione di BlogBabel. Un motore di indicizzazione della blogosfera, secondo alcuni, una classifica dei migliori contenuti italici per altri. Il fondatore di quel sito, Ludovico Magnocavallo, mise all’asta su eBay, se non ricordo male, la sua creatura. Poi l’asta venne ritirata, ci furono contestazioni, qualcuno da Macchianera se la prese a male, e gira e rigira alla fine fu Liquida a comprarsi questo (potente?) sistema 100% made in Italy. Io affrontai l’argomento alla fine della tempesta, quando le acque s’erano un po’ calmate. Ora che siamo a poche settimane dal primo anniversario dal Rinascimento Blogbabeliano, è forse l’ora di fare due conti. Leggi il resto di Blogbabel, un anno fa
Il paese delle formiche
Oggi ti segnalo un bel pezzo di Giangiacomo Schiavi sul Corriere della Sera. La domanda che si pone l’autore è se ha senso, nell’Italia dei quartierini e dei furbetti, dei politicanti e delle veline, studiare e pagare le tasse. Insomma, essere bravi ed onesti cittadini, alla fine paga ancora nel Belpaese?
Abbarbicati alla speranza di un Paese normale dove buongiorno vuol dire davvero buongiorno. Formichine inattuali nel generale appiattimento verso la società della convenienza, che rischiano di essere schiacciate tra scarpe gigantesche e pietraie desolate, come immaginava vent’anni fa Anna Maria Ortese in un memorabile racconto milanese. Un bimbo, scivolato per disgrazia sotto le ruote di un tram, che offre al padre angosciato una riflessione fulminea sul senso della vita: «Noi siamo come le formiche, vero, papà?».
Tenerife: una paella indimenticabile
Nella mia personale classifica dei posti più belli dove sono stato, se al primo posto c’è sicuramente Santorini, rimango indeciso chi piazzare subito dopo: il Giappone o le Canarie? In effetti si tratta di due esperienze completamente diverse, di due modi di fare vacanza che certo non possono essere confrontati. Ma una cosa è certa: ho capito che mi piacciono i luoghi del completo relax, quelli in cui passi la giornata in spiaggia, a rosolarti su una sabbia finissima, bevendo un qualche drink o giocando con gli amici. Forse perché io, in fondo, sono un uomo di mare, nato e cresciuto sulle rive del Mediterraneo, abituato sin da piccolo a sentirmi a mio agio a mollo nell’acqua. Quindi oggi voglio (ri)parlarti del nostro viaggio a Tenerife, a due passi dall’Africa più selvaggia: un avamposto europeo (ufficialmente è territorio spagnolo) nel bel mezzo dell’oceano. Leggi il resto di Tenerife: una paella indimenticabile
Automatismo dell’indignazione
Leggevo qualche giorno fa un interessante articolo di Mantellini sul recente clamore suscitato da un emendamento subito etichettato come “salva pedofili”. Un cavillo inserito zitto zitto nel più grande disegno della legge contro le intercettazioni. Già in passato m’era capitato di osservare come il “popolo del web” s’indigna troppo facilmente, senza dedicare un briciolo di tempo ad approfondire la questione. Le pecore di Facebook corrono a formare gruppi, spargono bugie e s’indignano a priori. Nel mio caso invece mi piace indagare, capire, approfondire. E non perché io sia di destra o di sinistra, ma solo perché non mi piace essere l’ennesimo pecorone che prende per oro colato tutto quello che legge sul primo blog che capita. Oggetto del contendere: stando ai soliti bene informati, l’emendamento depenalizzerebbe le violenze sessuali. Apriti cielo! Dice Mantellini:
Possibile che nessuno mostri una minima curiosità verso la natura del’emendamento? Gasparri è un fiancheggiatore dei peggiori pedofili? Statisticamente improbabile, Gasparri ha già un sacco di problemi suoi. E se tutto questo non bastasse, l’indignazione del “popolo del web” ottiene subito immediato supporto anche da chi le domande dovrebbe magari porsele per mestiere: Repubblica per esempio cavalca la tigre in un articolo di Carmine Saviano e domanda anch’essa, fin dal titolo e a gran voce, i nomi dei proponenti il turpe emendamento.
La bella Venezia americana
Se ti dicessi che in più di trent’anni di permanenza sul territorio italiano, m’è capitato di vedere Venezia soltanto una volta, stenteresti a crederci, vero? Beh, posso dirti che di quelle due giornate in Laguna, conservo dei bellissimi ricordi: le passeggiate tra i vicoli imbevuti dell’aroma del tipico fegato soffritto con le cipolle, piazza San Marco di sera con le orchestrine che intonano i valzer ballati da Al Pacino, la stazione ferroviaria che sbocca direttamente sull’acqua e tante altre meraviglie di questa città che tutto il mondo c’invidia. Specialmente qui in America, dove sono veramente innamorati di tutto ciò che è italiano, dall’abbigliamento all’arte, dall’arredamento alla tradizione culinaria, ovviamente. Senza timore d’essere smentito, posso spingermi a dire che gli americani amano l’Italia più degli italiani stessi. L’altra sera, ad esempio, una trasmissione televisiva ci ha portato a visitare virtualmente le meraviglie del Venetian Hotel di Las Vegas. Che immediatamente abbiamo aggiunto alla (lunga) lista di cose da vedere durante la nostra permanenza nel Paese a stelle e strisce. Leggi il resto di La bella Venezia americana