Non c’è nulla da fare, certe cose le dobbiamo proprio venire ad imparare qui nel Paese dell’Aquila calva: specialmente per quanto riguarda lo spirito del commercio, siamo ancora molto indietro rispetto ai cugini d’oltreoceano. Prendiamo i saldi italici per esempio. Si fanno due volte l’anno, sono pieni di fregature, e vengono presentati come un percorso ad ostacoli che mette il consumatore a dura prova: dopo l’acquisto hai 7543 secondi per riportarlo indietro, ma l’etichetta deve essere intatta, l’indumento piegato e stirato, lo scontrino immacolato, e devi fare quattro volte il giro del palazzo. Inoltre non ti ridanno mica i soldi, ma un buono che può essere usato entro altri 7543 secondi. Chiaro che, a queste condizioni, la gente ha paura a comprare e quindi il tutto si risolve nel solito flop stagionale. I commercianti si lamentano, la gente rimane delusa, persino il piatto del Fisco piange. Leggi il resto di I commercianti vendono bene
Archivio degli articoli in salotto, pagina 59
Prevenire è meglio che curare
Stamattina in tv, in uno dei tanti programmi di approfondimento offerti dal palinsesto televisivo italico, intervistavano una direttrice scolastica che ha chiamato i Carabinieri per far perquisire i ragazzi del suo istituto, alla ricerca di eventuali sostanze stupefacenti. Le lodi per questo gesto deterrente si sprecavano, fior di psicologi analizzavano l’aspetto sociale delle droghe e via dicendo. Ma nessuno si rendeva conto che il problema non è curare, quanto piuttosto “prevenire” il senso di vuoto dei giovani d’oggi, che viene riempito con il bullismo, con le canne, con le spericolatezze e via dicendo. Il problema è che i ventenni del 2008 ha tutto e subito: automobile, cellulari, soldi, scuola “facile” (e genitori che li difendono di fronte alle loro bravate). Hanno perso la percezione del valore di un risultato, ed hanno quindi bisogno di qualcosa di più forte. Leggi il resto di Prevenire è meglio che curare
Gli spagnoli investono sui giovani
Non è un segreto che il sottoscritto sia un fervente sostenitore della strabiliante rimonta spagnola in Europa: prezzo del carburante al di sotto della media, ritiro delle forze armate dai territori del Medioriente, dominio gratis ad ogni giovane che ne farà richiesta, matrimonio tra persone dello stesso sesso, sperimentazione sulla fecondazione assistita e molto altro. Un “sistema Paese” che funziona bene, grazie anche al primo ministro Zapatero, che non avendo ancora compiuto 50 anni e mostrando il coraggio delle proprie scelte, non si lascia intimorire da nessuno. Grazie anche ad una maggioranza stabile che lo sostiene. Non contenti, nel Paese della corrida ora annunciano l’ultima trovata: il Ministero della Sanità, in collaborazione con Microsoft, lancia l’assistente virtuale sui problemi dell’adolescenza, in particolare sulla sessualità. Leggi il resto di Gli spagnoli investono sui giovani
Ma alla fine chi paga?
Il mio amico Trap mi ha consigliato recentemente di condividere le foto scattate a Natale, attraverso uno dei tanti servizi di Google: Picasa. Già in passato l’avevo provato, ma poi pigro ed abitudinario come sono, non mi ero mai seriamente impegnato a catalogare i miei scatti con questo sistema. Poi la voglia di condivisione e la paura di perdere tutto, mi hanno invogliato a fare questa copia di sicurezza in linea. Il gigante di Mountain View mi offre fino ad un gigabyte di spazio, oltre ad un apposito programma di gestione (sia in linea che localmente sul proprio computer), per custodire al meglio i miei ricordi più belli. La domanda sorge spontanea, diceva anni fa il buon Lubrano: chi paga tutto questo spazio? Leggi il resto di Ma alla fine chi paga?
Con quale coraggio, mi chiedo
In questi giorni la Radio Televisione Italiana sta martellando il popolo del Belpaese con la sua pubblicità sul rinnovo del canone di abbonamento alla televisione. Scrivono (ma per decenza non dicono, se ci hai fatto caso) che sono necessari ben 106 euro per essere in regola con la legge. Ma con quale coraggio si può chiedere ad un precario che paga il mutuo di scucire centosei eurozzi che saranno usati dai famosi per la prossima edizione dell’Isola? Ci vuole una bella faccia tosta a mantenere una tassa di 75 lire per i terremotati dell’Irpinia su ogni litro di benzina, e poi a chiedere ad ogni Italiano un decimo del suo stipendio per pagare il profumato compenso del Direttore Generale della televisione pubblica. Leggi il resto di Con quale coraggio, mi chiedo
Sessant’anni e non li dimostra
Il primo gennaio del 1948 entrava in vigore la Costituzione della Repubblica Italiana, un documento in cui erano state raccolte le leggi che avrebbero consentito alla neonata nazione di progredire ed affermarsi come soggetto unico a livello internazionale. Di acqua sotto i ponti ne è passata davvero tanta: dal periodo di ripresa economica del dopoguerra, fino alla caduta del sistema dei partiti degli anni ottanta. Ma nella scuola del terzo millennio italico, viene ancora insegnata la base del nostro sistema istituzionale? Oppure davvero il sentimento nazionale è spesso sotterrato dalla paura di essere etichettati come “fascisti” o estremisti nazionalisti? Leggi il resto di Sessant’anni e non li dimostra
I buoni propositi per il 2008
Ogni anno è ormai tradizione da queste parti, che io faccia una breve riflessione pubblica sulle buone intenzioni da mettere in pratica nei 365 giorni (anzi 366 e sei ore in questo caso) che verranno. Tirando anche le somme su com’è andata con quelle elencate l’anno scorso. Ad esempio avrei voluto riprendere a fare sport o dare un’impronta più tecnica a queste pagine: nulla di fatto in entrambi i casi, visto che specialmente per il secondo, ho scoperto che la maggior parte delle visite riguardano l’argomento culinario, quindi la vocazione tecnica sarebbe stata uno spreco di forze. Leggi il resto di I buoni propositi per il 2008
Sempre peggio, povera Italia
La dolce vita è diventata acida, visto che l’Italia sembra essere vecchia e povera. Non sono parole mie, ma il titolo di uno degli articoli del Times più discussi degli ultimi tempi. Il confronto con la Spagna, condotto in questo interessante intervento, pone il Belpaese in una condizione di inferiorità su molti fronti. Già in tempi non sospetti, sottolineavo come il sorpasso del Paese della corrida nei confronti dello Stivale, sia una realtà concreta e tangibile. Basta andare in Spagna o in Francia, per toccare con mano la vera democrazia, il rispetto reciproco, l’unità nazionale. Oppure per scoprire che Zapatero regalerà da Gennaio un dominio internet a tutti i ragazzi spagnoli che ne faranno richiesta. Mentre da noi la benzina costa 40 centesimi in più ed il progresso tecnologico è nelle mani di “baroni” universitari fin troppo attaccati alla propria poltrona, per dar spazio ai giovani ricercatori.