due chiacchiere

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Siamo tutti schiavi e non lo sappiamo

Un mio lettore, Paolo, ha commentato qualche giorno fa un vecchio articolo che avevo scritto chiedendo lumi su cosa voglia dire la frase “immettere liquidità nel mercato” che sentiamo spesso in questi ultimi tempi. Nel suo commento segnalava un video su YouTube (in realtà una sequenza di tre video) che prova a spiegare cosa sono le banche, come nascono e dove hanno condotto la società moderna. Un breve documentario che fa venire i brividi e che mette nero su bianco un’amara verità: siamo tutti schiavi del sistema, lavoriamo per pagare un debito che non si potrà mai estinguere, per sua stessa natura. Grazie Paolo per aver condiviso. Leggi il resto di Siamo tutti schiavi e non lo sappiamo

Niente male il tailandese

Era più di un anno che la moglie ed io non uscivamo a cena, vuoi per la perenne scarsità di fondi, vuoi per la poca fiducia nell’industria della ristorazione americana dopo quello che c’ha raccontato mio cognato da “dietro le quinte”, vuoi per mille altri motivi. L’altra settimana il mio capo c’aveva invitato a cena a casa sua, ma dato il meteo poco clemente ha dovuto disdire. Dato che noi comunque eravamo dell’umore di uscire, abbiamo deciso di provare il ristorante tailandese a cinque minuti da casa nostra. Anche sotto consiglio del capo sopra citato 🙂 Lui, incredibile ma vero, mangia questa roba praticamente ogni giorno a pranzo: è proprio un amante di tutto ciò che abbia una qualche affinità con il mondo asiatico, fidanzate comprese. Leggi il resto di Niente male il tailandese

La terminologia fiscale americana

Le curiosità sulla lingua inglese, stando ai miei archivi, si sono prese una bella pausa. Ma non temere, non ho abbandonato quest’appuntamento periodico, per la gioia di grandi e piccini. Lo spunto di oggi mi viene dai vari Form W-2 che ci stanno arrivando in questi giorni: un documento che potremmo considerare stretto cugino dell’italiano CUD, dove sono riassunti i compensi percepiti nell’anno appena trascorso, le tasse pagate e via dicendo. La struttura è molto simile, ed i numeri che contiene andranno trascritti sul Form 1040, che come puoi intuire è a sua volta l’equivalente americano del Modello 730. Leggi il resto di La terminologia fiscale americana

Ankle sprain, adesso so cosa significa

Per la serie, a volte le parole inglesi s’imparano in contesti di cui si farebbe volentieri a meno. Domenica scorsa, mentre scendevo le scale, non so come, non so perché, ho saltato un gradino ed ho preso una bella distorsione. Che, come dice il titolo, in inglese si chiama sprain 🙂 E sulla quale ho subito applicato degli impacchi di ghiaccio e l’equivalente del Lasonil che, ahime, negli Stati Uniti non è venduto. Ecco dunque spiegato uno dei motivi per cui ho scritto un po’ meno in questi giorni. L’altro è ovviamente la neve, che qui a New York non ci sta dando tregua e che sta mettendo a dura prova la mia schiena: ho già deciso di risparmiare un po’ e di comprarmi una di quelle macchinette “spala neve” per l’anno prossimo. Intanto, il fatto di non poter camminare m’ha fatto riflettere su quanto siano preziosi i nostri piedi 🙂

Tutti chiacchiere e distintivo

Stamattina, mentre l’autobus è bloccato per un incidente causato dalla gente che non sa guidare quando nevica, leggo sul giornalino gratuito degli scontri in Yemen per mandare a casa il loro capo di Governo. Stando alle fonti della notizia, la gente era stufa del regime imposto dall’alto, ed ha preso spunto dai recenti focolai in Tunisia ed Egitto per intraprendere un’azione simile. Ora dico io, in Italia siete sempre a lamentarvi che Berlusconi di qua, Berlusconi di la, che non se ne può più e via dicendo. Beh, non sarebbe ora di prendere esempio da questi coraggiosi cittadini e fare una cosa simile nel Belpaese? Lo so, l’incitazione alla violenza non è mai una cosa buona, ma mi pare che tutti quelli che si lamentano, alla fine, s’accontentano di tirare avanti. Ci vuole la rivoluzione, per cambiare le cose. Come in Yemen, Tunisia ed Egitto.

I biscotti a forma di s per il caffé

L’ho già detto in altre occasioni, una delle cose che mi mancano dell’Italia è la varietà di biscotti per la colazione. In una Nazione dove hanno almeno 40 tipi diversi di cereali e risi soffiati, la scelta sullo scaffale dei cookies è alquanto limitata. Niente tarallucci del Mulino Bianco, niente pan di stelle, niente Grancereale. Ogni tanto andiamo al mercatino italiano vicino a dove abita il suocero, ma è un lusso che non possiamo permetterci spesso. Così la cosa migliore è rispolverare qualche ricetta classica e mettersi ai fornelli preparando una scorta di biscotti da inzuppare la mattina nel caffelatte. Tecnicamente non sono “bis” cotti, ma noi mica stiamo a guardare il pelo nell’uovo, no? Leggi il resto di I biscotti a forma di s per il caffé

Il vincitore della Lotteria Italia

Per l’angolo dell’umorismo di oggi, non me ne voglia l’autore, ho preso ispirazione “pari pari” dal blog Pianeta Tempo Libero. Dove qualche tempo fa è stato pubblicato, in pieno stile Dagospia-WikiLeaks, uno scambio epistolare tra il vincitore della Lotteria Italia e la moglie. Qualcuno ancora ricorderà la vicenda della fortuna che ha baciato il padre di famiglia con tanti progetti per i suoi figli. A quanto pare le vicende familiari di quest’uomo sembrano aver avuto un risvolto quanto meno bizzarro. Eccoti la trascrizione integrale di due delle lettere intercettate. Leggi il resto di Il vincitore della Lotteria Italia

Miglioramenti mobili al tema

Da un po’ non mettevo mano al tema di questo blog, probabilmente perché da quando ho lanciato questa terza generazione della veste grafica, la considero alquanto stabile da non essere più toccata 🙂 Ma essendo stato recentemente dotato di iPhone, non potevo non sfruttare l’occasione per dare una limatina ai dettagli estetici visti dal piccolo schermo del telefono tuttofare. Come forse saprai, questo sito non cambia più aspetto a seconda che il dispositivo con cui è acceduto sia fisso o mobile (a meno che non sia un vecchio telefonino con wap, in quel caso si, vedrai una cosa diversa e semplificata). Però ho deciso di eliminare la barra qui a destra, quando il browser è Safari Mobile, per dare più spazio a quello che conta. Che ne pensi?

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