due chiacchiere

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Da dove arrivano i soldi?

Ogni tanto mi capita di farmi delle domande un po’ strane, lo ammetto. In queste settimane, una delle frasi che più spesso si sentono in televisione o si leggono sui giornali è che la Banca Centrale “ha immesso liquidità sul mercato” per ridare fiato all’economia. Ma cosa significa esattamente questa cosa? In altre parole, come fanno i soldi ad entrare in circolazione? Per me che non ho studiato economia, è sempre stato un mistero che ha quasi del miracoloso. Al lavoratore i soldi arrivano dalla sua azienda, che a sua volta li guadagna vendendo i prodotti a privati o altre aziende. Fin qui tutto chiaro: ma risalendo in questo cammino all’indietro, come si fa ad arrivare alla Banca d’Italia? Ecco, c’è qualche anima pia di passaggio che abbia il buon cuore di spiegarmelo?

Incontriamo gli spartani

Demenziale ed incomprensibile: questi due aggettivi definiscono, in breve, il film che ho visto la scorsa settimana, Meet the Spartans. La moglie si è messa a guardarlo con pazienza, pur non avendo una particolare predilezione per il genere. Se ti è piaciuto Scary Movie, potresti voler guardare anche questo. Anche se bisogna ammettere che il livello di demenzialità è ancora più alto, e cosa più importante, le parodie non sono comprensibili al di fuori degli Stati Uniti: troppi richiami a spettacoli come American Idol, American Next Top Model e tanti altri spettacoli poco noti al pubblico internazionale. Un po’ come se da noi i Vanzina facessero un film con la parodia di Amici o di pellicole nazional-popolari, e poi lo trasmettessero in Germania: non ci capirebbe niente nessuno. Leggi il resto di Incontriamo gli spartani

Condividere i guadagni

Un paio di mesi fa, al raggiungimento della soglia dei cento dollari, Google mi ha pagato come da “contratto”, per le pubblicità esposte su questo sito. I soldi che finora ho guadagnato da quest’attività, li ho reinvestiti in buona parte per mantenere il blog stesso: rinnovando la parte grafica (il ragazzo appoggiato sui gomiti nell’intestazione), pagando lo spazio web e facendo un po’ di donazioni ai vari sviluppatori. Per come la penso io, non sono certo 100 dollari a cambiarmi la vita, e dato che li ho guadagnati anche grazie al lavoro di altre persone, è giusto dare a Cesare quel che è di Cesare. E poi qui in America, queste donazioni si possono dedurre dalle tasse. Leggi il resto di Condividere i guadagni

Daniele incontra Davide

Sta diventando una piacevole abitudine, quella delle interviste doppie, vero? Facendone una alla settimana, si ha il tempo di rispondere con calma, senza fretta, e di intavolare piacevoli discussioni. Questa volta hanno risposto alle mie domande due tecnici del panorama blogosferico italiano: danielesalamina (nel seguito D) e davide tagliaerbe pozzi (indicato dalla lettera T). Non mi sono mai interessato di “search engine optimization” in modo approfondito, ma seguo entrambi per capire un po’ meglio quali sono le strategie studiate da questa disciplina. Lascio la parola ai protagonisti, a cui ho chiesto di presentarsi brevemente. Come sempre, grazie ad entrambi per aver partecipato e dedicato un po’ di tempo alle domande. Leggi il resto di Daniele incontra Davide

Inglesi contro americani

Abitando in Italia, sicuramente sarà più probabile che tu vada in Inghilterra che non negli Stati Uniti. Allora ho pensato di dedicare una lezione alle tanto “chiacchierate” differenze tra l’inglese britannico e quello americano. Nulla di difficile, ma qualche incomprensione si potrebbe creare, usando la parola sbagliata nel contesto sbagliato. Per esempio, se qui dici take the lift and go to the third floor, ti guarderanno con aria perplessa: lift è l’ascensore britannico, che diventa elevator in America. Oppure quando vai a fare il pieno di benzina, al distributore inglese dirai petrol, mentre qui sarà il gasoline (spesso abbreviato come gas). Ma il più divertente, che crea qualche confusione, è il verbo to hire: assumere una persona in americano, noleggiare (in genere un’automobile) per i londinesi. Quindi non dire mai I want to hire a car all’autonoleggio dell’aeroporto di New York, il tipo ti prenderebbe per matto. Leggi il resto di Inglesi contro americani

La musica di sottofondo

Tempo di acquisti al centro commerciale virtuale della rete. Ero in giro per cercare spunti per un tema che mi hanno commissionato, e curiosando nei siti di chi la grafica la fa “di professione”, ho trovato un collegamento (non più attivo) ad un servizio di radio online, come lo desideravo io: semplice da usare, senza dover scaricare per forza tutti i brani sul proprio server, personalizzabile. Detto fatto, ho letto le istruzioni per inserirlo nel mio blog, e l’ho sostituito al precedente sistema (non più attivo) che avevo. Clicca sull’icona con il disegno delle note musicali nel menù scorrevole qui a destra per provare il nuovo gadget.

Il servizio ti consente di creare una personale lista di brani che vuoi ascoltare o far ascoltare ai visitatori del tuo blog. L’archivio a disposizione è davvero molto ben fornito, e si spazia dal jazz alla musica da discoteca, dalla new age agli autori italiani. Ad esempio, ho trovato un paio di brani di Simone Cristicchi, e li ho subito inseriti nella mia lista. Scegliere un brano è molto semplice: basta registrarsi al servizio, cercare il brano per titolo o autore, e poi aggiungerlo alla propria playlist. Che ne pensi della mia scelta musicale?

Heroes? No, zeroes

Non ho commentato ancora il ritorno sul piccolo schermo (americano) della serie televisiva Heroes, forse perché già in rete si è detto tutto quello che c’era da dire. Molti scettici, come sempre, non capiscono che gli autori usano sempre la stessa tecnica: molta confusione all’inizio, che pian piano viene spiegata. In fondo se la serie deve durare qualche anno, non si può pretendere di sapere subito tutto. Il tempo dell’Uomo da 6 milioni di dollari o di Starsky e Hutch è finito: il nuovo canovaccio usa tecniche diverse. Ad ogni modo, io confermo tutta la fiducia agli autori. Intanto, per la serie “oggi è venerdì”, ti propongo una parodia di Heroes, quasi più spassosa dell’originale. Leggi il resto di Heroes? No, zeroes

Un Grillo più accessibile

Il blog di Beppe Grillo, che ti piaccia o no, è uno dei più famosi del panorama blogosferico italiano. Ammirato, criticato, invidiato, seguito: da qualsiasi parte tu lo guardi, ammetterai che ha fatto e continua a fare tendenza. Non voglio esprimere qui la mia posizione in merito ai contenuti di quel sito, quanto segnalare una piacevole novità apparsa sui suoi ultimi video: i sottotitoli. Forse nessuno si è accorto, infatti, che da circa un mesetto YouTube ha attivato la possibilità di caricare un documento di testo con i sottotitoli associati ad un video. Ed il rispetto della redazione che cura il blog di Beppe Grillo, nei confronti dei disabili, non ha fatto attendere i risultati. Come vorrei che tante altre iniziative (VideoMarta, Salvatore Aranzulla, e via dicendo) prendessero esempio in questa direzione. Perché l’accessibilità del web, nell’era della multimedialità, non significa soltanto avere una pagina che “passa” i controlli del validatore automatico. Leggi il resto di Un Grillo più accessibile

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