Nuovo mese, nuovi colori. Abbandonato lo sfondo “piatto” monocolore che ha contraddistinto il tema nei dodici mesi precedenti, l’introduzione di un elemento grafico di fondo mi serve per caratterizzare meglio la stagione. E cosa potevo scegliere, se non le foglie d’acero che già copiose iniziano a staccarsi dagli alberi (senti senti come sono poetico, ammazza). A dirla tutta, la scelta come sempre è opera della moglie, alla quale vanno tutti i crediti per questa nuova idea. Intanto un altro mese ce lo siamo giocato, fra poco qui è tempo di zucche svuotate, di dolcetti e scherzetti, di mostri vari davanti all’uscio di casa. Sarà il mio primo Halloween, e voglio godermelo proprio tutto! Riguardo ai colori, ogni parere è sempre ben accetto nei commenti. Anzi, si accettano già suggerimenti per i colori di novembre.
Articoli recenti
La tristezza e l’allegria
Un po’ come fanno i concorrenti di “Chi vuol essere milionario” quando devono interpellare il pubblico, non esprimerò il mio punto di vista su due notizie apparse nelle scorse settimane in rete. Mi limiterò a riportare i fatti, e poi ognuno si farà l’opinione che crede. Un po’ di retroscena: circa quattro anni fa in Italia, l’allora Ministro per l’Innovazione Lucio Stanca, promosse una legge che tutt’oggi porta il suo nome: un elenco di requisiti che i siti che erogano un pubblico servizio devono (nota il tempo del verbo, non ho detto “dovrebbero”) rispettare, per essere accessibili alle persone disabili. Per esempio descrivere le immagini importanti per i non vedenti, o aggiungere i sottotitoli ai video per i non udenti. Anche in America esiste una legge del genere, più vecchia e più generica (non solo limitata ai siti web, ma estesa anche a televisione, edifici pubblici e servizi), che proprio in questi mesi molti vorrebbero aggiornare, per adeguarla all’evoluzione della tecnologia. Leggi il resto di La tristezza e l’allegria
Rossella Ninna incontra Sara Taricani
Terzo appuntamento con le interviste doppie. Questa settimana hanno risposto alle mie domande due donne della blogosfera italiana: Rossella Ninna (nel seguito R) e Sara Taricani (indicata dalla lettera S). Due stili diversi di essere donna sul web: entrambe hanno deciso di rivelare la propria identità, ma a livelli e con sfumature diverse. Ho voluto cogliere quest’occasione per capire un po’ meglio il loro rapporto con il blog, con i visitatori, e “quanto costa/conta” essere donna nella blogosfera italiana. Come sempre, grazie ad entrambe per aver partecipato e dedicato un po’ di tempo alle domande. Leggi il resto di Rossella Ninna incontra Sara Taricani
Si può dare di più
Chi non ricorda la canzone del mitico trio Morandi, Ruggeri e Tozzi che ha segnato la storia musicale italiana? Bene, credo che in occasioni come quella che sto per descriverti, sia proprio il caso di tirarla fuori dagli archivi: l’associazione Ammazzateci tutti sta per chiudere. Prendo spunto dal blog di Sara Taricani, per diffondere questa notizia. Il movimento Ammazzateci tutti è stato fondato in Calabria nel 2005 in piena autonomia dai partiti, con l’intento di accendere una speranza contro l’omertà e la paura legata al potere della mafia. Ad oggi si contano più di 8.000 volontari in tutta Italia, dalla Lombardia, alla Sicilia, dal Lazio, al Veneto, dalla Puglia, al Piemonte. Adesso chiedono una piccola donazione per poter continuare la loro attività. Io ho mandato i miei venti dollari: se già solo duemila persone mandassero 20 euro, avrebbero la cifra che gli serve per andare avanti. Quindi cantiamo tutti insieme: si può daaaare di piùùùù 🙂
Pronto, dica trentatré
No, non mi sono trasformato nel Luciano Onder della situazione: dopo la rubrica sulle curiosità della lingua inglese, non aprirò certo quella sulla medicina, anche perché non sarei competente in materia. Però sono trentatrè mesi che questo blog è in linea, minuto più minuto meno. Di cose ne sono cambiate da quando l’ho aperto, sia nella mia vita privata che qui nel diario: mi sono sposato, mi sono trasferito in America, ho rivoluzionato innumerevoli volte la grafica del blog, introducendo passo dopo passo elementi sempre più innovativi (i colori mensili, i disegni delle stanze, la possibilità di segnalare un articolo per email, giusto per citarne alcuni), mi sono innamorato di WordPress, e tanto altro. Anche la mia “popolarità” è cresciuta nel tempo: me ne accorgo dalle statistiche, dalle citazioni in giro per la rete, dalle manifestazioni (graditissime) di apprezzamento e di stima. Che mi convincono sempre a continuare quest’avventura, partita in una notte buia e tempestosa (non è vero, ma fa scena) di Dicembre 2005.
Non è mai troppo tardi
Bello. Se dovessi usare un solo aggettivo per etichettare il film Non è mai troppo tardi, sceglierei sicuramente questo. Jack Nicholson e Morgan Freeman ci propongono una storia commovente ed affascinante, che parte dall’interrogativo più vecchio del mondo: vorresti sapere la data della tua morte? Qualche tempo fa, partendo dallo stesso tema, Queen Latifah ne aveva fatto un film divertente e spensierato (molto apprezzata l’interpretazione di Gerard Depardeau nei panni del cuoco francese). Ma stavolta, il regista Rob Reiner ha deciso di partire da una prospettiva diversa: come due perfetti sconosciuti che scoprono entrambi in ospedale di avere poco da vivere, diventano amici e decidono di spendere questi ultimi momenti. Il titolo originale è (ovviamente) più azzeccato per me: la lista del capolinea, the bucket list. Tutto ruota intorno a questo foglio di carta su cui sono appuntati i desideri mai realizzati di tutta una vita: uno dopo l’altro, in qualche modo, i due protagonisti riusciranno a depennarla tutta. Leggi il resto di Non è mai troppo tardi
Gamberi e spinaci in padella
Siamo entrati ufficialmente nell’autunno oramai: le grigliate di pesce, le passeggiate in riva al mare, il totale rilassamento sono oramai un lontano ricordo. Per consolarti, ti propongo una ricetta fresca e facile da preparare: i gamberetti richiamano alla mente i profumi dell’estate, mentre gli spinaci mettono un po’ d’energia per tirare su il morale. La ricetta che segue è appositamente semplificata, per venire incontro alla cronica mancanza di voglia di mettersi ai fornelli, dopo una dura giornata di lavoro. Ti basta fare un salto al supermercato e comprare i pochi ingredienti necessari.
Acronis true image
Chi pensa che i programmi possano solo essere scaricati illegalmente, si comporta di fatto come un parassita che sfrutta tutte le risorse senza mai dare nulla in cambio. Non che voglia fare alcuna predica, ma da tempo (da quando ho iniziato a lavorare) ho deciso di usare solo programmi originali o gratuiti. In fondo a pensarci bene, nell’era dell’open source, basta poco per essere a posto con la coscienza. Alcuni programmi di qualità, comunque, si trovano solo a pagamento (sicuramente mi sbaglio, ma tant’è). L’ultimo mio acquisto risale a poche settimane fa: Acronis True Image 11. Dopo aver assistito a quello che è successo a BlogNation, ne sono ancora più contento. Leggi il resto di Acronis true image