due chiacchiere

Archivio del mese di Aprile 2022

Oreo ti augura buon fine settimana

Piccolo strappo alla regola che mi sono auto-imposto di non scrivere nulla nel weekend, per un piccolo saluto dal più mansueto della nuova cucciolata di gattini che abbiamo ricevuto in affidamento temporaneo dall’associazione con cui collaboriamo. Si chiama Oreo, come i biscotti americani che ricordano i Ringo Boys nostrani, ed ha circa 5 settimane. Lui ed i suoi fratelli Peppermint, Caramel e Brownie staranno con noi per un mesetto, finché non saranno grandi abbastanza per i vaccini ed il test contro la leucemia felina. Mi scuso per la qualità della foto, ma immortalare queste birbe non è cosa facile.

 

Ascoltiamo il buon Giulio Sapelli

Focus Economia è una trasmissione di Radio24 che seguo da quando ancora abitavo in Italia e dopo il lavoro andavo a farmi una nuotata alla piscina comunale. Grazie a Google Podcasts continuo ad ascoltare il buon Sebastiano Barisoni di tanto in tanto anche qui in America, perché a differenza delle tante testate giornalistiche di parte, è uno dei pochi che secondo me dice le cose come stanno, senza troppi fronzoli e senza sventolare bandiere politiche (anche se a volte gli ascoltatori lo etichettano come un leccapiedi di Confindustria).

Di tanto in tanto invita un ospite di eccezione per fare il punto economico della situazione, il professor Giulio Sapelli. Negli anni ho scoperto di essere molto in sintonia con quello che dice l’Uccellaccio (questo il soprannome dato all’accademico da Barisoni), e gioisco come un bimbetto di fronte al negozio di caramelle quando so che è ospite della puntata che sto ascoltando. La scorsa settimana i due parlavano della guerra in Ucraina e delle sanzioni a Putin. Sapelli, ancora una volta, ha echeggiato esattamente quello che io sostengo da tempo: le sanzioni non servono a nulla, la guerra va combattuta con le armi e con la diplomazia. Leggi il resto : Ascoltiamo il buon Giulio Sapelli

Supporthost, hosting italiano di qualità

Come forse ricorderai, tra le tante cose che mi tengono occupato, c’è il plugin per le statistiche che iniziai a sviluppare la bellezza di 16 anni fa, e che ad oggi conta più di 100 mila installazioni ed un nutrito gruppo di utenti (Davide, mi mancano i nostri scambi epistolari sull’argomento!) che continuano a suggerirmi nuove funzionalità. Nel lontano 2015 decisi di monetizzare i miei sforzi e mettere in piedi un sito dove vendere estensioni in gradi di arricchire Slimstat con funzioni tipo rapporti via email, analisi degli utenti e via dicendo. Leggendo le recensioni del tempo, la scelta di dove ospitare quel sito cascò su Bluehost, un provider americano di fascia media che all’epoca offriva tutto quello che mi serviva, dall’accesso via terminale alla possibilità di puntare i DNS su servizi tipo Cloudflare. Nel tempo però mi sono reso conto che la qualità del loro servizio clienti lasciava alquanto a desiderare. Poi è arrivato il Covid, e per quasi due anni ho smesso di mantenere il plugin. Fino ad un paio di mesi fa, quando finalmente ho ritrovato l’ispirazione per rimettere mano a questo progetto, complice il fatto che era arrivata l’ora di rinnovare il dominio. Leggi il resto : Supporthost, hosting italiano di qualità

Pasquale Sciarappa, un pugliese in America

Dato che ieri ti ho parlato di un italiano che ha fatto successo nel Paese a stelle e strisce, oggi vorrei segnalarne un altro che seguo con piacere. Nell’era dell’effimera notorietà che i giovani inseguono sulle piattaforme social come TikTok, che dura giusto il tempo di un breve balletto sculettante, fa piacere vedere che qualcuno riesce ancora a ritagliarsi il suo angolino di popolarità per la genuinità dei contenuti, piuttosto che per le fattezze fisiche messe in bella mostra. È il caso del signor Pasquale Sciarappa, uno chef pugliese emigrato tanti anni fa in un paesino del New Jersey, che ha saputo preservare il legame con la sua terra natia nelle tradizioni che continua a portare avanti in famiglia. Un vero e proprio personaggio come oramai, sfortunatamente, non se ne vedono tanti in giro, con il suo forte accento italiano, i suoi modi di fare semplici ed a tratti rustici, ma sempre veraci e divertenti. Il suo canale YouTube è pieno di ricette, che lui stesso presenta passo passo, dopo aver salutato i suoi spettatori con il suo inconfondibile Hello everybody! Leggi il resto : Pasquale Sciarappa, un pugliese in America

Piero Armenti vuole farti scoprire New York

Quando si poteva viaggiare tranquillamente, prima del Covid, capitava di tanto in tanto che qualche amico mi contattasse per avere informazioni su dove alloggiare e cosa vedere durante il loro viaggio a New York. Per me erano sempre domande a cui non sapevo rispondere, dato che non sono mai stato in nessun albergo nella Grande Mela, ed a parte le solite attrazioni turistiche, non ho mai avuto modo di scoprire molti dei luoghi pittoreschi e meno frequentati dai turisti che la città nasconde tra le sue strade e viali. Poi un giorno ho scoperto il canale YouTube di Piero Armenti, e da allora indirizzo tutti coloro che mi fanno la fatidica domanda a guardarsi alcuni dei suoi video. Piero è un italiano che gestisce un’agenzia di viaggi americana, ma non la classica noiosa agenzia piena di volantini tanto belli quanto vaghi. Piero, infatti, ha deciso di metterci la faccia, come si dice in questi casi, curando un flusso di video informativi che farebbero invidia a Licia Colò dei tempi di Geo&Geo. Leggi il resto : Piero Armenti vuole farti scoprire New York

Gli ultimi saranno gli ultimi

Qualche settimana fa riflettevo sull’anacronisticità della festa della donna, che tra guerre e quant’altro, quest’anno è sembrata ancora più surreale del solito. E citavo un film con Paola Cortellesi che avevo visto l’anno scorso su RaiPlay, Gli ultimi saranno gli ultimi, di cui vorrei parlarti oggi, anche in occasione della festa dei lavoratori che si avvicina. La trama racconta di due storie parallele che finiscono per incrociarsi al momento opportuno, mentre sullo sfondo si delinea un ritratto desolante di un Paese che arranca ed annaspa nel mezzo di una crisi da cui non riesce ad uscire. Una pellicola che, a mio modesto parere, sottolinea come siano oramai finiti i tempi della commedia all’italiana a cui erano abituati i nostri genitori, che dipingeva un’Italia del dopoguerra contenta ed orgogliosa, sfrontata ed ingenua.

Un’Italia in cui Don Camillo e Peppone rappresentavano le colonne di un pittoresco scontro tra la cultura cattolica e benestante e quella comunista di protesta, ed offrivano la rassicurante certezza che c’era un certo ordine nel mondo. Oggi non è più così: l’occidente è diventato indecifrabile, ci sono movimenti civili, culture plurali, la destra e la sinistra si confondono, la religiosità si trasforma, la laicità e le ideologie si confrontano su altri terreni, e l’immigrazione modifica il nostro modo di guardare noi stessi e gli altri. Ed il cinema non può far altro che tenersi al passo con i tempi. Leggi il resto : Gli ultimi saranno gli ultimi

Gli enigmi per tenere la mente in allenamento

Il fine settimana lungo del 25 aprile è alle porte, e così oggi ho pensato di proporti un argomento leggero ed un’idea per passare qualche ora in allegria con amici e parenti, per stuzzicare la loro curiosità tra una salsiccia ed una pannocchia: gli indovinelli. Ne ho trovati alcuni che vanno dal veramente semplice al contorto, che richiederanno l’ausilio di un tovagliolo di carta ed una penna per essere risolti. Ovviamente t’invito a lasciare un commento con le soluzioni, se hai abbastanza coraggio 🙂 Oppure a rilanciare la sfida e proporne uno che ci farà scervellare.

  • Se ne hai uno, non lo condividi con nessuno; se lo condividi con qualcuno non ce l’hai più
  • C’è un signore che fa la barba molte volte al giorno, eppure alla fine della giornata ha ancora la barba. Com’è possibile?
  • Sei in una stanza al buio con una scatola di cerini. Accanto a te ci sono una lampada ad olio, una candela ed un pezzo di legno. Cosa accendi per primo?
  • Ha cinque dita, eppure non è vivo. Cos’è?

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Il mio polpettone di carne

Ricordo ancora quando, appena arrivato negli Stati Uniti, una sera la sorella di mia moglie e suo marito ci invitarono a cena a casa loro per festeggiare. Il menù prevedeva ravioli al sugo e per secondo meatloaf. Il mio inglese era ancora zoppicante, quindi m’immaginai una pagnotta (loaf) imbottita con qualche tipo di carne (meat). Sarà una specialità americana, pensai. Poi, una volta seduti a tavola, mi resi conto che invece si trattava di un altro dei miei piatti preferiti: il polpettone di carne. Era così buono che ne presi qualche fetta in più di quello che il galateo avrebbe comandato. Ovviamente mi feci dare la ricetta, ed ancora oggi rimane una delle pietanze che mi riesce meglio. Già nel lontano 2007 ne avevo parlato, ma oggi ti propongo la mia versione americanizzata. Leggi il resto : Il mio polpettone di carne

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