L’altro giorno una mia amica insegnante mi ha suggerito di dare un’occhiata al sito di Fergal Kavanagh, docente d’inglese e DJ che ha deciso di unire le sue due passioni in un unico mestiere, o piuttosto in un mestiere unico: far imparare la lingua di Albione tramite le canzoni che tutti conosciamo e balliamo in discoteca. I testi dei nostri autori preferiti sono infatti una fonte inesauribile di spunti per chi vuole scoprire modi di dire, riflettere sulle coniugazioni dei verbi e capire, in fin dei conti, cosa sta dicendo Lady Gaga mentre indossa quegli strampalati vestiti durante i suoi concerti. Fergal organizza tour in giro per le scuole italiane, e se sei (o conosci) un docente, questa potrebbe essere un’occasione d’oro per attirare l’attenzione anche di quegli studenti generalmente poco interessati allo studio delle lingue straniere. Leggi il resto di Sintonizzati sull’inglese
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Cinque anni in America
Ricordo l’ultimo giorno in Italia come se fosse ieri. La moglie era partita da alcune settimane, per iniziare la caccia al lavoro nel nuovo Continente in modo che almeno uno dei due potesse portare la pagnotta a casa, in questa fase di transizione. Io dal canto mio avevo iniziato la frenetica ricerca di un impiego, spedendo curriculum a destra ed a manca, e racimolando un cospicuo bottino di 5 colloqui nelle prime due settimane, tutto tramite Internet (benedetto sia chi l’ha inventata). L’appartamento che ci aveva ospitati per 5 anni in Italia era oramai completamente vuoto, l’automobile era stata venduta (portarla qui in America costava 3000 dollari, più tutte le pratiche per l’omologazione), gli amici erano stati salutati. Tutto era pronto, insomma, per questo salto nel buio.
In realtà tanto buio non era: mia moglie, essendo nata e cresciuta in America, non era certo sprovveduta. Il mio datore di lavoro italiano, a sua volta, mi concedeva un’aspettativa non retribuita di 1 anno per motivi personali: una rete di protezione non indifferente, a ben pensarci. Ed infine il cambio favorevole (per me) tra euro e dollaro, che gonfiava magicamente i risparmi che avevamo da parte. Insomma, non ero certo l’immigrato con la valigia di cartone che s’imbarcava alla ricerca di miglior fortuna.
Troppo poco, troppo tardi
In questi giorni ho letto credo ogni possibile opinione sulle conseguenze del risultato elettorale in Italia. Dallo scetticismo internazionale (con punte notevoli come quella tedesca) alle varie diatribe interne su chi sarà il capo del governo, su quanto durerà questa legislatura, e se davvero Grillo riuscirà ad innescare la scintilla del cambiamento all’interno dei palazzi della politica. Il mio parere, in tutto questo, è riassunto egregiamente dalle parole di Alain De Carolis:
Badate bene una cosa: la mia opinione é che nonostante tutti gli sforzi ed i buoni propositi il M5S non riuscirà assolutamente a sistemare niente in Italia. Come direbbero qui: “too little, too late”. E’ troppo tardi per correre ai ripari: le cose non andranno meglio, anzi andranno molto peggio di ora. La ricchezza che fino a questi anni ci ha accompagnato non é un dono divino, non ci arriva perché siamo predestinati al successo. Tutt’altro! Essa é stata la somma di sforzi, di battaglie, di fortune ed intelligenze che si sono susseguite nei secoli: fango e sudore, lacrime e sangue. Costruire é stato arduo e ha richiesto vite intere, per distruggere invece é bastato un soffio…
Gli occhiali di Google ai nastri di partenza
Mentre in Italia eravate bombardati dagli ultimi sgoccioli di campagna elettorale prima, e dai vari talk show ad elezioni finite dopo, qui in America Google annunciava di aver lanciato un programma sperimentale per far provare alcuni prototipi di Glass ad un ristretto numero di utenti e giornalisti. Ho letto con particolare interesse alcune delle prove sul campo fatte da questi fortunati prescelti, ed ho iniziato a pensare a come potrebbe diventare il mondo fra qualche anno, quando l’ennesima diavoleria tecnologica avrà preso piede e gli utenti non sembreranno più usciti da qualche film di fantascienza.
Già, perché quello che era un sogno soltanto un anno fa, e poco più di un esperimento appena 18 mesi fa, si è materializzato in un vero e proprio prodotto. Un prodotto che potrebbe presto essere tra le nostre mani (o sulla nostra testa, piuttosto) entro la fine del 2013. Un nuovo tipo di dispositivo di elaborazione, indossabile, progettato per ridurre la distrazione, creato per permettere di catturare e comunicare in un modo che dovrebbe sentirsi completamente naturale a chi lo indossa. Leggi il resto di Gli occhiali di Google ai nastri di partenza
Total recall, un remake non all’altezza
Era da tempo che non noleggiavo un DVD da guardare con calma sull’autobus durante il tragitto tra casa e lavoro. Sia per far riposare un po’ gli occhi dopo una giornata a fissare schermi per computer, che per mancanza di codici sconto (eh, di questi tempi ognuno risparmia come può). Un paio di settimane fa, la compagnia telefonica che ci collega al resto del mondo ci ha mandato un coupon per provare gratis il loro nuovo servizio di streaming, convenzionato guardacaso con la catena di noleggio che abbiamo dietro l’angolo. Una specie di Netflix con la possibilità anche di noleggiare i dischi veri e propri. Così ne ho subito approfittato e, da inguaribile ammiratore di Arnold Schwarzenegger, ho preso Total Recall, per vedere com’era il remake di una pellicola storica che ha segnato un’intera generazione. Leggi il resto di Total recall, un remake non all’altezza
Fui talmente commosso dal suo candore…
Ma già allora, negli anni febbrili della creazione del nuovo regime (comunista russo, nota mia), quando la nuova ortodossia non si era ancora impadronita di tutta la vita culturale, com’era difficile, anche per noi comunisti occidentali intenderci con un comunista russo sulle questioni più semplici e ovvie. Quant’era difficile, non dico trovarsi d’accordo ma almeno capirsi, dialogare su ciò che la libertà significasse per un uomo dell’Occidente anche operaio. Ricordo di aver cercato un giorno, durante varie ore, di spiegarlo ad una dirigente della casa editrice dello Stato, perché almeno si vergognasse dell’atmosfera d’intimidazione e di avvilimento cui erano sottoposti gli scrittori sovietici. Leggi il resto di Fui talmente commosso dal suo candore…
Buon San Valentino con i biscotti
Anche quest’anno la moglie ha preparato i suoi biscotti di San Valentino, come da tradizione. Una piacevole sorpresa per il sottoscritto, dopo una giornataccia passata tra noiose riunioni di lavoro (ssssh, non dirlo al mio capo eheh) e treni della metro che non arrivano, con un condimento di pioggerellina noiosa per completare il bel quadretto. Come faccia sunshine a far tutto quello che fa ed infilarci pure il tempo per i biscotti per quell’odioso insopportabile di suo marito, per me rimarrà sempre un mistero. Leggi il resto di Buon San Valentino con i biscotti
Elezioni politiche 2013, ecco le schede
Visto che il mio precedente intervento sulla Costituzione ha inavvertitamente scatenato un acceso dibattito sulle imminenti votazioni politiche italiane, non potevo non pubblicare lo scatto fatto alle mie due schede subito prima di infilarle nella busta anonima e poi in quella preaffrancata da rispedire al Consolato di nostra competenza.
