Tempo di premi su queste pagine: prima i codici sconto per Tophost ed adesso nientepopodimeno che una licenza per Lavasoft Ad-Aware Pro 9, uno strumento indispensabile per tenere il proprio PC Windows pulito da trojan ed altri file sospetti. Occhio, sto parlando della versione Professional, non di quella gratuita 🙂 Forse un po’ insospettito, ti chiederai come mai questa improvvisa “botta” di generosità. Beh, sotto le feste siamo tutti più buoni, no? E poi domani festeggerò il quinto anno di blog, quindi mi sembrava un’occasione speciale e volevo celebrarla coinvolgendo tutti quelli che mi seguono. Vincere è facile. Leggi il resto di Vuoi vincere adaware pro 9?
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Un’illusione per natale
Sono mesi che ho sul desktop quest’immagine animata, con il proposito di pubblicarla prima o poi sul blog. Non ricordo dove l’ho trovata, ma il legittimo proprietario può farsi avanti per dichiararne la paternità 🙂 E così oggi che siamo alla vigilia di Natale, ho deciso di farti gli auguri in maniera un po’ originale. Si tratta di un’illusione ottica, secondo la quale la ragazza gira in senso orario o antiorario a seconda di quale si guarda 🙂 Incredibile come il nostro cervello possa essere beffato così facilmente!

Anche Apple contro Wikileaks
Se segui questo blog da tempo, sai che in genere non affronto argomenti di attualità, fatta eccezione per alcuni casi specifici (vedi il Rapporto del Censis di qualche settimana fa). Però dopo aver letto che anche Apple s’è messa contro quel “sant’uomo” di Assange (il capoccia di WikiLeaks), mi chiedo come mai nessuno si stia strappando i capelli per questa notizia, in giro per la blogosfera. Quando furono Amazon ed altri a dare un calcio nel popò all’organizzazione che sta rilasciando un sacco di indiscrezioni (utili?) sui vari governi del mondo, tutti a gridare allo scandalo, mentre ora che Steve Jobs si mette di traverso, tutti fanno finta di nulla? C’è qualcosa che non mi torna in questo mondo globalizzato ed informatizzato. La teoria dell’agenda setting colpisce ancora, e tutti siamo vittime.
La cooperazione e lo sport
Leggevo l’altro giorno sul giornale un bellissimo editoriale su come la società americana, da quando è iniziata la crisi economica un paio d’anni fa, si sia ulteriormente “compattata”. Ad esempio, molte persone senza lavoro hanno avviato varie iniziative di volontariato, dando persino vita ad un sito governativo che coordina il tutto. Allora l’articolo finiva per analizzare da dove “nasce” questo spirito positivo e solidale, e m’è venuto in mente un pezzo che avevo scritto un paio d’anni fa in merito. Come forse saprai, lavoro in un campus universitario. Sin dal primo giorno in cui misi piede qui, mi accorsi che, in confronto agli atenei Italiani, si respira uno spirito diverso. Dal gruppo di ragazze, tutte con la stessa maglietta, che si allenano per il prossimo torneo di pallavolo al gruppo di ragazzi nel campo di baseball, incitato dalle cheerleader. Leggi il resto di La cooperazione e lo sport
Altro che associazioni dei consumatori
Qui in America, quando si tratta di “spremere” al massimo la tecnologia, non siamo secondi a nessuno. Il numero di dicembre di Wired ne fornisce un lampante esempio: i forum dei consumatori dove scambiarsi notizie su offerte speciali, coupon e trucchi vari per risparmiare acquistando online. La nuova generazione di consumatori americani, che anziché perdere tempo su Facebook giocando a FarmVille come la controparte italiana, scova sconti strepitosi, gadget in omaggio ed altri affari d’oro. Non a caso il sito più famoso in tal senso da queste parti si chiama Slick Deals, di cui io sono frequentatore abituale. Leggi il resto di Altro che associazioni dei consumatori
Riso, zucchine e pomodori in padella
Ogni anno a fine Ottobre è usanza nel nostro dipartimento avere un party per celebrare l’arrivo di Thanksgiving, una tradizione fortemente voluta da uno dei vecchi direttori, e che non è mai stata abbandonata (e te pare che quanno c’è da magnà, la gente se tira ‘ndietro? aho). La particolarità di questo momento in cui tutti ci ritroviamo attorno ad un tavolo è che ognuno dei partecipanti è tenuto a portare una pietanza, mentre bibite e amenità sono a carico del dipartimento. Ogni anno è un’occasione per scoprire cibi ed usanze del mondo, vista la provenienza internazionale (come capita spesso in America) di molti dipendenti. Nel mio caso mi sono presentato con una quiche agli asparagi e pancetta, biscotti rococò ed una bottiglia di Barolo da 30 dollari. La mia collega indiana invece ha portato un piatto vegetariano, di cui ti propongo qui di seguito la mia reinterpretazione. Leggi il resto di Riso, zucchine e pomodori in padella
Inglesi ed americani a confronto
Abitando in Italia, sicuramente sarà più probabile che tu vada in Inghilterra che non negli Stati Uniti. Allora ho pensato di dedicare una lezione alle tanto “chiacchierate” differenze tra l’inglese britannico e quello americano. Nulla di difficile, ma qualche incomprensione si potrebbe creare, usando la parola sbagliata nel contesto sbagliato. Per esempio, se in America suggerisci al tuo amico di take the lift and go to the third floor, ti guarderà con aria perplessa: lift è l’ascensore britannico (elevator in America) ed è la voce del verbo tirare in americano. Oppure quando vai a fare il pieno di benzina, al distributore inglese dirai petrol, mentre qui sarà il gasoline (spesso abbreviato come gas). Ma il più divertente, che crea qualche confusione, è il verbo to hire: assumere una persona in americano, noleggiare (in genere un’automobile) per i londinesi. Quindi non dire mai I want to hire a car all’autonoleggio dell’aeroporto di New York, il tipo ti prenderebbe per matto. Leggi il resto di Inglesi ed americani a confronto
I love the way it hurts
Allo scoccare delle sette in punto, la radiosveglia s’accese come tutte le mattine, diffondendo nell’aria le ultime notizie del giornale radio. Nel letto le lenzuola si mossero leggermente, mentre Enrico emise una specie di mugugno-grugnito, evidente manifestazione del proprio disappunto nel doversi già svegliare. Il silenzio, la temperatura perfetta e la penombra invogliavano di certo a rimanere avvolti in quello stato di pace e quiete. Ma per fortuna il profumo del caffè appena fatto e di cornetti croccanti sfornati al momento, aiutavano il ritorno dal regno di Morfeo. Quando Laura si avvicinò al suo orecchio, Enrico ebbe come un dejà-vu, e l’impressione fortissima di aver già vissuto quella stessa identica scena. La sua posizione nel letto, il modo in cui Laura s’era avvicinata, persino le stesse notizie di cronaca alla radio. Si guardò intorno un po’ stupito, e Laura notò subito che c’era qualcosa che non andava. Lui non voleva farla preoccupare, quindi cambiò subito argomento, abbracciandola ai fianchi e tirandola verso di sé. Leggi il resto di I love the way it hurts