Che io sia un incallito minimalista allergico alla spazzatura digitale di ogni tipo non è certo un segreto per chi mi conosce. In particolare, da anni cerco di adottare questa filosofia di vita su tutti i siti web che gestisco, ed il mio piccolo blog sperduto nella rete non poteva certo essere da meno. Così ho deciso di incorporare nel tema casalingo alcune funzioni precedentemente svolte da plugin di terze parti, come la cache, la disattivazione di Gutenberg (sul quale sto preparando un post a parte), e l’estensione delle funzioni dell’editor TinyMCE per aggiungere alcuni pulsanti che uso per rendere i miei contenuti più accessibili. Spremi che ti rispremi, sono riuscito a ridurre la lista a soli tre plugin, dei quali vorrei parlarti oggi. Leggi il resto di I tre plugin che uso sul blog
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Tacchino al chili
No, non c’è un refuso nel titolo, la parola in questione è da pronunciarsi “cili”, e non indica una misura relativa al peso del pennuto, quanto piuttosto una miscela di spezie originaria del Messico. La ricetta di oggi proviene da uno dei vari libri che Sunshine prende in biblioteca per cercare ispirazione su cosa cucinare la sera, per portare un po’ di varietà in tavola, senza la pesantezza dei piatti pieni di salsine che ti propinano nei ristoranti americani, ma al contrario studiate per essere salutari e nutrienti al punto giusto. Immagino non sia difficile trovare gli ingredienti necessari anche in Italia, quindi eccoti una proposta sfiziosa per un fine settimana in compagnia d’amici, magari all’aria aperta, con una tovaglia stesa sul prato smangiucchiando qualcosa tra una partita di pallone ed una pennichella. Leggi il resto di Tacchino al chili
Due chiacchiere con Ivan Messina
Non ringrazierò Nicola mai abbastanza per avermi fatto scoprire, circa un anno fa, il provider SupportHost, sui cui server ho trasferito prima il sito del mio plugin per le statistiche, e poi questo blog, stanco delle continue limitazioni e dell’antiquatezza del provider che mi aveva ospitato per quasi 15 anni. Neanche a farlo apposta, mentre un paio di settimane fa mettevo insieme due righe per tirare le somme sulla mia esperienza in questi 12 mesi, mi arriva un messaggio da nientepopodimeno che Ivan Messina, l’amministratore delegato della compagnia, chiedendomi se mi andasse di fare due chiacchiere (e ti pareva!) in video chat, come parte di una campagna marketing in cui i clienti diventano testimonial e condividono le proprie impressioni sulla qualità del servizio. Ovviamente ho accettato più che volentieri, e così ci siamo incontrati su Google Meet ed abbiamo discusso per una ventina di minuti alternando il serio ed il faceto. Abbiamo deciso di farlo in inglese, così che la sua campagna promozionale potesse rivolgersi anche ai loro clienti al di fuori dell’Italia. Non ci siamo preparati prima, ed in fondo è stato bello registrare anche quella spontaneità nelle mie risposte alle classiche domande che puoi aspettarti in questo contesto. Ti farò sapere quando andrà in onda. Leggi il resto di Due chiacchiere con Ivan Messina
Niente male questi… Amici
Qui in America la televisione italiana si può ricevere, dietro esborso del modico compenso di 15 dollari al mese, come pacchetto aggiuntivo al proprio abbonamento con il servizio via cavo che porta a casa il doppino telefonico o la fibra. A differenza dell’Italia, infatti, le antenne non sono mai state particolarmente diffuse nel Paese a stelle e strisce, spesso per la scarsa qualità del segnale nei sobborghi pieni di alberi, colli e valli varie, e così sono quasi sempre le compagnie telefoniche a portare a casa anche il segnale televisivo, sfruttando il filo che portano a casa per combinare entrambi i servizi. Piccola curiosità tecnica a parte, una volta scelto un pacchetto con una compagnia, è possibile pagare qualcosina in più per sbloccare canali aggiuntivi, come suppongo si faceva in Italia con Mediaset Premium ed i pacchetti Sky per guardare la Serie A o altri canali sportivi. Per gli emigrati che volessero guardare qualche trasmissione in Italiano, esistono due canali, Rai International e Mediaset International, che di fatto sono un collage dei programmi che le rispettive reti trasmettono, messo insieme da una redazione ad hoc, che decide per noi cosa vale la pena guardare, senza possibilità di fare zapping. Leggi il resto di Niente male questi… Amici
Giornate dell’accessibilità del web a Roma
Oramai di accessibilità del web si parla davvero poco, in un’era dove TikTok, Instagram e Snapchat la fanno da padrone. Per questo sono stato davvero contento di vedere che, in Italia, c’è ancora qualcuno che promuove iniziative volte a sensibilizzare l’opinione pubblica in materia. Il gruppo a cui partecipa anche Roberto Scano, da sempre uno dei profeti italiani del web accessibile, organizza anche per il 2023 la manifestazione Accessibility Days, che quest’anno si svolge sia in presenza che online. Se quindi ti trovi dalle parti dell’Università La Sapienza a Roma la prossima settimana, ti suggerirei caldamente di andare a dare un’occhiata e fare due chiacchiere con gli organizzatori. Ricordo ancora quando, nel lontanissimo 2007, partecipai all’evento Web senza barriere ed ebbi modo di scambiare due parole con Roberto: per me fu davvero un’esperienza quasi mistica. Che un po’ come San Paolo sulla via di Damasco, mi convertì definitivamente alla religione dell’accessibilità digitale.
Non serve vietare l’intelligenza artificiale, anzi
La notizia secondo cui in Italia sia stata vietato l’uso di ChatGPT è arrivata persino qui in America, dove tutti i massimi “esperti” continuano a dibattere sulle conseguenze che queste nuove tecnologie avranno sul genere umano. E mentre il Belpaese adotta un atteggiamento proibizionista, in Cina qualcuno affida a queste piattaforme persino la direzione di un’azienda. Quello che secondo me in molti non capiscono è che non c’è modo di fermare l’avanzata di questi strumenti, perché già sono intorno a noi in tantissimi aspetti della nostra vita quotidiana, e non ce ne rendiamo neppure conto.
Dalle automobili imbottite di dispositivi di sicurezza per mantenere la distanza dal veicolo che ci precede, e che frenano quando si rendono conto di un pericolo, fino ai sofisticatissimi algoritmi che comprano e vendono azioni prendendo decisioni complesse (a volte clamorosamente sbagliate) in millesimi di secondo. Dai cellulari che rimuovono i difetti dalle fotografie che scattiamo, alle aziende che utilizzano l’intelligenza artificiale in modi creativi, come la funzione “gomma magica” di Canva, che sfrutta algoritmi avanzati per rendere il ritocco delle immagini un gioco da ragazzi e permette di eliminare oggetti dalle foto in un solo click, ai cervelli artificiali che controllano ogni aspetto delle nostre interazioni sui social. Leggi il resto di Non serve vietare l’intelligenza artificiale, anzi
Anche le batterie sono stressate
In realtà volevo intitolare quest’articolo “Anche le batterie, nel loro piccolo, si stressano”, in omaggio ad un classico della letteratura comica italiana che diventò una mia grande fonte d’ispirazione ai tempi dell’università, ma per esigenze editoriali (all’omino talebano seduto sulla mia spalla piacciono i titoli corti) ho scelto qualcosa di meno prolisso. Quisquiglie a parte, l’ispirazione per il post di oggi mi è venuta quando, qualche settimana fa, ho acquistato un nuovo portatile (un Dell Latitude 5491 ricondizionato dalla casa madre, al modico prezzo di 230 dollari, per i più curiosi), per rimpiazzare il mio fedele Asus acquistato due anni e mezzo fa. Sebbene a livello di prestazioni quest’ultimo fosse ancora più che adeguato alle mie esigenze, il problema era la batteria (non rimuovibile), che oramai in meno di un paio d’ore passava dal 100% ad un misero 15% di carica. Sono andato a spulciare su eBay ed Amazon per vedere quanto costasse una batteria di ricambio, ed ho visto prezzi intorno ai 60 dollari. A questo si aggiungeva un complicato lavoro di smontaggio per aprire le viscere del portatile e rimuovere quella vecchia. Così, quando ho visto il Dell in offerta, non c’ho pensato due volte. Leggi il resto di Anche le batterie sono stressate
Celebriamo con i fatti, non con le parole
In questi ultimi giorni ho letto sia sulle polemiche sulla campagna Open to Meraviglia (eh già, perché quelli di memoria corta dimenticano che queste cose succedono sia a destra… che a sinistra) che sugli attacchi ad Elly Schlein per aver confessato in un’intervista su Vogue di avere una personal shopper da 300 euro l’ora (e quindi apparentemente lontana e distaccata dalla classe sociale che il suo partito dovrebbe difendere e rappresentare). Ho letto della kermesse sottotono che si è tenuta a Roma per la festa dei lavoratori, che più che un concerto, ogni anno diventa il luogo dove polemizzare a tutto spiano sull’operato del governo di turno. Invece non ho letto praticamente da nessuna parte che l’Italia, insieme alla Spagna, in questo primo trimestre del 2023, è tra le poche ad aver superato le previsioni degli analisti sul prodotto interno lordo, mentre la Germania arranca, e la Francia (altra cosa che i giornali stanno facendo di tutto per ignorare) da mesi si trova a fronteggiare una crisi interna ed uno scontento popolare senza precedenti. Insomma, come al solito la gente si lascia distrarre dalle cose stupide, per non pensare a quelle che contano davvero. Leggi il resto di Celebriamo con i fatti, non con le parole