due chiacchiere

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Rocco Schiavone, un vice questore controverso

Come ho già detto varie volte, sto attraversando una fase della mia vita in cui mi sono stancato del machismo dei personaggi americani sempre armati fino ai denti, pronti a salvare la situazione tra salti improbabili da un grattacielo all’altro ed esplosioni teatrali altrettanto inverosimili. Così, quando mi stendo la sera sul divano a digerire la cena luculliana preparata da Sunshine, approfittando del fatto che le figlie adolescenti vanno a rinchiudersi nelle loro stanze e non monopolizzano più la TV del salotto come facevano da piccole, mi ritrovo sempre più spesso ad aprire la app di RaiPlay per soddisfare quella voglia di qualcosa… di buono, come diceva la pubblicità una volta. Un paio di mesi fa ho letto sui giornali italiani della polemica scatenata da una serie TV che non conoscevo, Rocco Schiavone. E così ho iniziato a guardare per curiosità il primo episodio. Leggi il resto di Rocco Schiavone, un vice questore controverso

Le feste comandate americane

Dato che oggi nel Belpaese si celebra la festa della Repubblica, mi è venuta l’ispirazione per la curiosità americana del giorno: le holidays del Paese a stelle e strisce. Prima di tutto, bisogna sapere che al contrario dell’Italia, qui non esistono i “ponti”, fatta eccezione per il Giorno dell’Indipendenza e Natale. Infatti, le altre varie ricorrenze non si celebrano mai in una data specifica, ma cadono il lunedì o talvolta il venerdì più vicino alla data ufficiale, con buona pace dell’omologo americano di Maurizio Landini. Così ad esempio, la festa dei caduti (il famoso Memorial Day) è sempre l’ultimo lunedì di maggio, e la festa dei lavoratori (meglio nota come Labor Day) è il primo lunedì di settembre. Queste due date, in particolare, marcano in maniera non ufficiale rispettivamente l’inizio e la fine della bella stagione. Leggi il resto di Le feste comandate americane

Un esperimento sociale su Reddit

Com’è che diceva quel proverbio italiano? “Se la montagna non va da Maometto, Maometto va alla montagna”, ad indicare che a volte bisogna rimboccarsi le maniche per ottenere quello che si vuole. Da un paio d’anni ho scoperto il piacere di leggere quello che la gente scrive su Reddit in maniera più assidua. Inizialmente trovai questa piattaforma cercando consigli su come aggiustare la nostra asciugatrice, e poi piano piano mi sono allargato ad altre comunità, dove si discutono argomenti curiosi e divertenti. Da poco mi sono reso conto che esistevano anche varie community in italiano, ed ho iniziato a seguire pure quelle. Ed è qui che, una notte, mentre mi addormentavo tra le coltri, ebbro dei miei gas, come cantavano una volta Elio e le Storie Tese, mi si è accesa la proverbiale lampadina: visto che oramai la blogosfera italiana è decimata, perché non condividere i miei post su piattaforme più gettonate ed andare, appunto, alla montagna? Leggi il resto di Un esperimento sociale su Reddit

Ma tu lo usi sul serio questo Gutenberg?

Sono oramai passati molti anni da quando l’idea di un editor a blocchi fece capolino nelle menti degli sviluppatori di WordPress. Era la materializzazione del salto generazionale di questa piattaforma da semplice pubblicazione di un blog a maturo sistema per la gestione dei contenuti. Fino a quel momento, gli sviluppatori avevano stiracchiato in lungo e largo le funzioni di base, cercando di soddisfare la richiesta di un qualcosa di più flessibile con soluzioni tipo Visual Composer e Beaver Builder, che io stesso ho usato in alcuni progetti al lavoro (non giudicarmi, era il 2015!), incluso il sito istituzionale dell’università dove lavoravo fino all’anno scorso. Era un modo per divincolarsi dalle catene del dover creare temi complicatissimi che prevedessero una marea di opzioni diverse (immortalate nel codice sorgente), per ogni possibile tipo di pagina che l’ufficio marketing potesse immaginare. Leggi il resto di Ma tu lo usi sul serio questo Gutenberg?

Un posto bello e inutile, destinato a morire

Una delle trasmissioni storiche che ascolto in maniera quasi religiosa sin da quando ero in Italia è Focus Economia di Sebastiano Barisoni. Ogni venerdì il conduttore mette insieme quella che la redazione ha battezzato “La poco invidiabile classifica della settimana”, in cui vengono raccontate cinque notizie di sprechi, abusi, furberie e ruberie da parte, in genere, della pubblica amministrazione nelle sue varie incarnazioni, dall’Atac di Roma ai forestali siciliani, da chi ha abusato dei contributi sulle ristrutturazioni agli impiegati che si mettono in malattia ma poi vanno a fare i porno attori. Una carrellata variopinta delle mille realtà del Belpaese, dove fregare il prossimo sembra essere spesso l’unico modo per sopravvivere. La scorsa settimana Barisoni ha raccontato l’incredibile notizia di un liceo classico romano che ha rifiutato qualche centinaio di milioni di euro dal PNRR per ammodernare la propria dotazione tecnologica. Motivazione? Troppa tecnologia fa male, dicono in breve i responsabili di questa decisione. Leggi il resto di Un posto bello e inutile, destinato a morire

Marvel’s Jessica Jones

Dopo aver finito di guardare con piacere la serie tv Legion qualche anno fa, sono tornato dal mio amico José, il mio spacciatore di fiducia quando si tratta di scoprire qualche nuova produzione che valga la pena guardare, per farmi dare l’imbeccata giusta. Lui, sofisticato connoisseur televisivo come pochi, mi ha scrutato attentamente tra le palle degli occhi, e senza batter ciglio ha emesso il suo verdetto: Marvel’s Jessica Jones. Evidentemente José deve avere un superpotere tutto suo, perché ancora una volta il suo consiglio si è rivelato azzeccato al cento percento. Devo ammettere che non conoscevo questo personaggio, ed in realtà la mia cultura generale nei confronti dei supereroi della Marvel è alquanto terra terra, principalmente per il fatto che durante l’adolescenza ero più attratto dai manga giapponesi che dai fumetti dei superuomini americani, dei quali già si vedeva più che abbastanza in televisione. Per questo motivo anni fa ho intrapreso un lento cammino per rimettermi al passo con i tempi, guardando a poco a poco tutti i film del Marvel Cinematic Universe in ordine cronologico, e serie come questa. Prima di proseguire, il solito avviso ai naviganti: nel seguito parlerò della trama, quindi fermati pure qui se non vuoi rovinarti la sorpresa. Leggi il resto di Marvel’s Jessica Jones

Non possiamo multare la ricerca

Negli scorsi mesi ho letto sui giornali italiani dell’animato dibattito sulla farina di grilli e sulle carni sintetiche, anche in seguito alla proposta di un disegno di legge per multare le aziende che osano fare ricerca in questo settore. Certo, posso capire il desiderio ancestrale di difendere le tradizioni alimentari scolpite nel nostro DNA mediterraneo, che si accompagna allo scetticismo verso gli ingredienti non sempre “salutari” che vengono impiegati per produrre questi cibi alternativi. D’altro canto ne avevo già parlato qualche mese fa, andando a sbirciare su come si muove l’equivalente mercato americano in questo settore, ed in quell’occasione avevo già condiviso il mio parere sulla necessità di investire in questi metodi alternativi, sia per motivi ecologici ed ambientali, sia per ridurre la sofferenza inflitta agli animali da macello negli allevamenti intensivi. Leggi il resto di Non possiamo multare la ricerca

Sono anche un po’ iraniano

Correva l’anno 2014 quando un mio collega mi parlò per la prima volta di questo servizio americano chiamato 23andMe, che per la modica cifra di 49 dollari (ora diventati 199, viva l’inflazione!) offriva di analizzare il mio DNA per capire da dove provenissero i miei antenati, ed allo stesso tempo di usare quelle informazioni per verificare la mia predisposizione a certe malattie genetiche ereditarie. Così richiesi uno dei loro kit, misi un po’ di saliva in una provetta, e la rispedii tramite corriere al loro quartier generale. Nel giro di qualche settimana, mi arrivò un’email che mi comunicava i dettagli per attivare l’accesso al mio profilo personale e svelare il mistero delle mie origini. Da allora, sono stato invitato a partecipare a numerose indagini scientifiche e test psicoattitudinali per completare il quadro delineato dal mio codice genetico. Tutto materiale che i ricercatori hanno messo a buon uso per identificare possibili cure per determinate malattie. Leggi il resto di Sono anche un po’ iraniano

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