due chiacchiere

Archivio degli articoli in angolo pc, pagina 32

Una funzione di ricerca che non succhia

In inglese, credo sia britannico che americano, quando una cosa non funziona bene o è di scarsa qualità, si dice che it sucks. Tale aggettivo si poteva associare, fino a qualche settimana fa, anche alla funzione di ricerca del mio blog. Che negli anni ha subito varie evoluzioni: da quella stardard offerta da WordPress, a quella “potenziata agli enzimi” attualmente in uso nella versione corrente di questo sito. Sebbene WordPress sia un robusto sistema per la gestione dei contenuti, è risaputo che una delle sue pecche più importanti è la ricerca in archivio. Non ci sono scusanti: it sucks. Restituisce semplicemente i risultati in ordine inverso di pubblicazione, senza tener conto della rilevanza, e senza possibilità di usare caratteri jolly o simili. E mentre gli sviluppatori passano il tempo ad aggiungere funzionalità  per l’editing in linea delle immagini, a mio avviso dovrebbero più concentrarsi su cose fondamentali ed utili a tutti, tipo appunto la ricerca. Ma tant’è… a caval donato non si guarda in bocca. E poi per fortuna ci sono i plugin. Leggi il resto di Una funzione di ricerca che non succhia

Disintossicarsi da Facebook

Qualche settimana fa mi ha contattato privatamente uno dei lettori di questo blog, anzi per l’esattezza una lettrice, per condividere il suo senso di frustrazione nell’essere stata disabilitata da Facebook perché non usava il suo “vero” nome e cognome ma uno pseudonimo che l’ha sempre contraddistinta. Questa, in effetti, è una cosa che io non ho mai capito di quella rete sociale dove la gente costruisce fattorie: che differenza fa, dal loro punto di vista, se creo un account sotto il mio vero nome o come Mario Rossi. Voglio dire, come fanno a controllare che le credenziali che io sto usando corrispondono al vero? Fintanto che non uso la piattaforma per cose illegali, il nome non è che una delle tante etichette che ci portiamo addosso, che sia reale o inventato. La lettera di FB, così si firma la lettrice, mi porta poi a riflettere sull’ampio discorso della “disintossicazione”, roba per la quale in Cina ci sono dei veri e propri centri di recupero! Leggi il resto di Disintossicarsi da Facebook

Una nuova mappa autoreferenziale

Da un po’ non si vedeva spuntare in rete una di quelle mappe piene di linee e pallini che rappresentano la “topografia” della blogosfera italiana. L’aveva fatto qualche anno fa Nova24 (pare che l’immagine non sia più disponibile, ma io da qualche parte ho sempre il poster a tutta pagina che uscì nell’edizione cartacea), e ci riprova oggi Vincos, usando i dati di Blogbabel e Vox Populi, che rimangono (critiche e vendite su eBay a parte) i punti di riferimento per monitorare il chiacchiericcio nella rete italica. Sinceramente non mi è chiara l’utilità di questi studi, se non per ragioni demografiche e vagamente sociologiche, ma è sempre divertente vedere se il proprio blog c’è. Io devo aver perso almeno due decimi di vista (e dire che già me ne manca parecchia), ma alla fine sono riuscito nell’impresa di trovarmi. Sono in buona compagnia, accanto a Robin Good, Pandemia, Tagliablog, ed altri. Leggi il resto di Una nuova mappa autoreferenziale

Marcare correttamente i contenuti

Sin da quando questo blog è nato, sono sempre stato “fissato” con la corretta marcatura semantica dei contenuti. Per carità, nulla di particolarmente complesso: mi piace semplicemente marcare gli acronimi come tali (dandone, quando possibile, la dicitura estesa), le parole in lingua straniera (anche se ho rinunciato oramai a marcare web, link e blog, ad esempio), le abbreviazioni ed avvisare il lettore che una pagina a cui faccio riferimento è in una lingua straniera (con l’attributo HREFLANG). Oltre ovviamente a fornire una descrizione di senso compiuto per ogni articolo ed una manciata di parole chiave, non particolarmente ottimizzate per la SERP (lo ammetto quello non è stato mai il mio mestiere). Sono tutti piccoli accorgimenti che colgono i famosi due piccioni con una fava: rendere le pagine più accessibili, e far contento Google. Già, perché una cosa di cui sarò sempre convinto è che maggiore accessibilità implica miglior search engine optimization, sempre. E chi dice che investire in accessibilità è solo tempo e soldi buttati, si sbaglia di grosso. Leggi il resto di Marcare correttamente i contenuti

Un sottodominio per le immagini

Uno dei “trucchi” suggeriti dai programmi che ottimizzano i siti web, tipo Google Page Speed o i Webmaster Tools, è quello di far caricare le immagini e gli altri elementi statici da un sottodominio separato. I browser, infatti, sono impostati per aprire solo un certo numero di connessioni parallele verso il server, in modo da non sovraccaricarlo. Spesso questo limite è basso, con la conseguenza che gli elementi vengono di fatto caricati in sequenza, uno dopo l’altro, senza sfruttare il possibile  “parallelismo” del server. Allora gli ottimizzatori suggeriscono di definire un sottodominio tipo immagini.duechiacchiere.it, al quale tutti gli elementi grafici faranno riferimento. Analogo si può fare per javascript e fogli di stile, volendo. Tophost, il provider che mi ospita, consente di fare questa cosa, e dunque ne ho approfittato al volo. Leggi il resto di Un sottodominio per le immagini

L’Italia è su Google Maps

Forse sono l’ultimo ad essersene accorto, ma mentre cercavo un indirizzo italiano su Google Maps, ho notato con mia grossa meraviglia che la scorsa estate si sono sbizzarriti a fotografare tutti gli anfratti del Belpaese, ed ora hanno messo online il risultato di questa minuziosa rassegna. C’è persino il minuscolo paesino al confine tra Molise, Puglia e Campania, dove la moglie ed io c’eravamo persi di notte alcuni anni fa. Per non parlare della Sicilia, che è praticamente coperta per intero. Insomma, una bella sorpresa per gli emigranti come me, che ogni tanto sentono l’umana nostalgia di passeggiare (anche se solo virtualmente) per i luoghi in cui hanno vissuto tanti anni. Leggi il resto di L’Italia è su Google Maps

Un tema a pezzi è meglio

Per gli esperti di WordPress, in questa puntata non sto per dire nulla di sconosciuto, ma per te che hai sempre voglia di imparare cose nuove, sarà una cosa interessante da sapere: il mio tema è diviso in tanti piccoli pezzi, come in un mosaico. WordPress, il sistema di gestione che uso per far funzionare il blog, “suggerisce” questo approccio già nei suoi temi predefiniti. In pratica, una volta scritto il codice HTML della generica pagina del mio sito, ne ho individuato i tasselli principali: l’intestazione, il menù di navigazione, il contenuto vero e proprio, i commenti, ed il piè di pagina. Ho dunque smembrato quel codice originario, salvando il rispettivo pezzo di HTML in un file a parte (con WordPress bisogna usare i nomi richiesti dal sistema: header.php, post.php, footer.php, e via dicendo). Leggi il resto di Un tema a pezzi è meglio

I falsi pregiudizi sui siti web

Per centinaia d’anni la progettazione di qualsiasi cosa ha sempre posto problemi di accessibilità. Non è certo una questione limitata ai siti web: dall’accesso ad un edificio agli ascensori, dalle automobili alle prese di corrente in cucina, dalla televisione ai giochi per bambini, sono tutte situazioni in cui, volendo, ci si trova ad affrontare l’argomento “accessibilità” dell’oggetto. La soluzione al problema è sempre stata che il progettista, usando la sua esperienza in materia, prende delle decisioni ragionate per rendere l’oggetto in questione usabile (o leggibile, o accessibile) dalla grande maggioranza delle persone. Conservando allo stesso tempo un dato margine di controllo sull’estetica e sulle funzionalità. E gli altri? Beh, semplicemente si sono adattati ad usare quell’oggetto come meglio potevano, magari aiutandosi con appositi ausili. In termini spiccioli, se il libro aveva dei caratteri troppo piccoli, l’ipovedente si comprava una bella lente d’ingrandimento.

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