Un paio di mesi fa la navicella spaziale Orione, parte della missione Artemis I, è rientrata sulla Terra. Ancora una volta, i giornali non hanno dedicato molto spazio all’evento, evidentemente più interessati al 41 bis che al futuro dell’umanità. Ora Orione è tornata al Kennedy Space Center, e la NASA ha iniziato la lunga fase di analisi dei componenti, inclusi i manichini imbottiti di sensori che simulavano la presenza di essere umani a bordo. Qualcuno allora potrebbe chiedere: ma scusa, non mandiamo astronauti sulla Stazione Spaziale Internazionale in continuazione? Perché fare degli esperimenti con dei manichini? La spiegazione è abbastanza semplice: la Stazione Spaziale Internazionale si trova all’interno dell’orbita bassa terrestre, a circa 400 chilometri di altezza (pensa un po’, mettendo l’Italia in verticale, è come dire la distanza in linea d’aria tra Roma e Milano), quindi protetta dal campo gravitazionale magnetico della Terra contro le radiazioni cosmiche e gli spruzzi di particelle solari. La Luna è ben più lontana, a circa 380 mila chilometri dal nostro pianeta, ed un viaggio intorno al satellite è molto più complicato dal punto di vista fisiologico e logistico. Leggi il resto di Artemis 1, missione conclusa nel silenzio generale
Archivio degli articoli in ripostiglio, pagina 18
La scuola superiore multidisciplinare
Sembra incredibile, eppure l’anno prossimo la figlia grande varcherà per la prima volta la soglia della scuola superiore. Un paio di settimane fa abbiamo partecipato ad un evento organizzato dalla high school del comune per i ragazzi della terza media: due ore passate ad ascoltare presentazioni di alcuni docenti sui i vari corsi disponibili, e testimonianze e consigli condivisi dagli attuali studenti. E così ho pensato di annotare su queste pagine alcune riflessioni su quello che ho imparato. A partire dalla fondamentale differenza tra licei e scuole italiane e le loro controparti americane: qui esiste un’unica scuola superiore, che accomuna tutti gli indirizzi possibili ed immaginabili, preparando gli studenti a diventare dal tecnico elettricista al letterato, passando per l’ingegnere ed pianista. Leggi il resto di La scuola superiore multidisciplinare
Tanti auguri dalla postina
Era il lontano Natale 2009 quando condividevo la cartolina di auguri che il nostro postino ci aveva lasciato nella buca delle lettere. Ora è cambiato il paesino in cui abitiamo, ma la postina che da anni ci porta la corrispondenza anche qui fa la stessa cosa del buon vecchio Bruce. In realtà, come accennavo qualche settimana fa, quest’usanza di scambiarsi bigliettini di auguri è molto diffusa nel Paese a stelle e strisce, e per le persone che compiono lavori socialmente utili, è accompagnata da un piccolo pensiero in denaro o nella forma di un buono acquisto valido in una delle tante catene commerciali disponibili in zona. Il cosiddetto tip (letteralmente, la mancia) non si dà solo ai camerieri al ristorante: durante il periodo natalizio, noi lasciamo un biglietto da 20 dollari ai netturbini (attaccato al coperchio della spazzatura che raccolgono il giovedì), uno alla postina, ed uno al genitore di classe che poi fa un regalo unico agli insegnanti delle figlie. Anche Sunshine, che insegna in paese, si fa una bella raccolta di regalini vari dai genitori dei bimbi che segue 😉
La bolletta si paga con un assegno
Ora che la vacanze sono finite per tutti, iniziano pian piano ad arrivare gli estratti conto con le spese delle carte di credito effettuate durante le feste. Per fortuna qui in America, non serve doversi recare al più vicino ufficio postale per pagare queste bollette: l’impiegata delle Poste anzi ti guarderebbe alquanto stupita se ti presentassi con il bollettino per inviare il pagamento. Certo, molti oramai optano per l’addebito diretto sul conto corrente, più comodo e senza il pensiero di dimenticarsi di quest’incombenza. Ma ci sono ancora quelli che preferiscono vedere l’estratto conto con i propri occhi, e verificare che non vi siano stati errori nella fatturazione.
In questi casi l’azienda creditrice invia a casa una busta che contiene l’estratto cartaceo insieme ad una bustina più piccola preaffrancata, che andrà rispedita con il bollettino in cui ci sono i dati del pagamento ed un assegno bancario. Qui le poste sono talmente affidabili che in 15 anni di permanenza sul suolo a stelle e strisce, forse ci è capitato una sola volta che un assegno si sia perso (ma non è stato incassato), e mi pare fosse successo dopo uno dei grandi uragani che hanno flagellato la zona di New York qualche anno fa. Ed è per questo che la banca qui ti da blocchetti da 100 assegni, e ne puoi richiedere fino a 2000 alla volta, come abbiamo fatto noi qualche anno fa, dato che a Sunshine piace pagare le bollette in questo modo, quella malfidata! Leggi il resto di La bolletta si paga con un assegno
Il postino ha un nuovo furgoncino
Del postino americano e dell’inconfondibile camionetta con cui gira tra i sobborghi avevo già parlato nel lontano 2008. Da un paio d’anni circola la notizia secondo cui finalmente, dopo decenni d’utilizzo, il furgoncino bianco Grumman LLV con il logo blu andrà in pensione, rimpiazzato da un modello che introduce ogni genere di comfort ed accorgimenti per migliorare la vita di coloro che passano la giornata a guidare tra le viuzze dei paeselli distribuendo lettere e cartoline. Dall’aria condizionata a nuove sospensioni per assorbire le irregolarità del manto stradale, dalla capienza maggiore del vano di carico al parabrezza gigantesco, i postini avranno finalmente un mezzo al passo con i tempi. L’anno scorso, il nuovo modello ha fatto il suo debutto pubblico al CES di Las Vegas, ed è stato accolto da una valanga di critiche generali sull’estetica, e qualcuno che dice che non sia abbastanza efficiente. Leggi il resto di Il postino ha un nuovo furgoncino
I buoni propositi per il 2023
Insieme alla tradizione di scrivere il post di fine anno, ne avevo un’altra in cui cominciavo l’anno nuovo con una riflessione su quello che mi sarebbe piaciuto fare nei successivi dodici mesi. L’incertezza a livello internazionale, le guerre, la pandemia che ancora si trascina dopo tre anni, i chiari di luna della politica economica americana, non mettono dell’umore giusto per fare piani a lunga scadenza. Da mesi accarezziamo l’idea di poter tornare in Italia per visitare amici e parenti dopo un’assenza di quasi sette anni, e continuiamo a coltivare questo sogno nel cassetto, mettendo da parte qualche spicciolo mese dopo mese in un salvadanaio virtuale dedicato a questo viaggio. Sarebbe anche l’occasione per festeggiare la fine della scuola media per la figlia grande (incredibile che l’anno prossimo sia già al primo anno di liceo). Lei non vede l’ora di passare un paio di mesi a godersi la dolce vita del paesello sulle colline di Benevento dove abita la famiglia di Sunshine, andando a fare colazione al bar dello zio ogni mattina, ed allenare il suo italiano claudicante con i parenti. Putin permettendo, questo è il buon proposito principale dell’anno della camu-famiglia. Leggi il resto di I buoni propositi per il 2023
Anche il 2022 ce lo siamo (quasi) tolti di mezzo
Come ultimo intervento dell’anno, vorrei riciclare oggi l’idea di fondo di un post scritto dieci anni fa.
E così anche per quest’anno è fatta. Prepariamo la nostra cartellina con sopra scritto 2022 e mettiamoci dentro tutti i ricordi, belli o brutti, di questi 365 giorni appena trascorsi. Questa del post di fine anno è una piacevole tradizione che rinnovo in maniera quasi propiziatoria come buon auspicio per l’anno che sta arrivando. Una tradizione che mi consente di ripetere lo stesso esercizio mentale: pensare a dov’ero la notte dello scorso capodanno. In salotto con la mia famiglia, con mia figlia che non voleva parlarmi per via di una stupida litigata un paio di giorni prima, tutta per colpa mia che m’ero impuntato su una sciocchezza, invece di fare l’adulto della situazione. Una litigata per la quale non penso mi abbia mai completamente perdonato.
Quest’anno saremo probabilmente di nuovo a casa, noi quattro a guardare la televisione mentre si fa il conto alla rovescia verso la mezzanotte, con un cuore pieno di speranza e, se possibile, di serenità. Per cominciare questo 2023 con il piede giusto, sebbene già si preannunci carico di sfide e difficoltà per il mondo intero. E tu, come passerai la notte di capodanno? Io ti auguro di avere la salute per progettare le tue idee, i soldi per concretizzarle, e la serenità nel cuore per poterle godere in pieno.
Buon Natale, piccoli lettori
Proprio come camu qui sopra, anch’io ho rispolverato la mia papalina natalizia dalla scatola nel ripostiglio, pronto ad indossarla domani sera mentre celebreremo questo Natale in famiglia. Approfittando di qualche giorno di ferie e delle scuole chiuse per le vacanze, passeremo queste feste ad esplorare le foreste nei dintorni, respirando quell’aria frizzantina e pungente tipica di questi giorni di fine d’anno. Andremo ad esplorare i mercatini di Natale che organizzano in un paesino qui vicino (ma mai belli come quelli che visitammo tanto tempo fa in Trentino, così suggestivi ed impregnati di quest’atmosfera che mette di buonumore anche i più burberi). Passeremo tempo a casa a decorare biscotti con la glassa, ed a giocare intorno al camino in cui brucia la legna che ho spaccato l’anno scorso. Con quest’immagine, vorrei augurarti di passare questi giorni con la serenità nel cuore, e l’armonia di avere intorno a te chi ti vuole bene davvero. Sgranocchiando le prelibatezze tipiche della tua zona tra una chiacchiera e l’altra. Leggi il resto di Buon Natale, piccoli lettori