Dicembre m’ispira sempre a fare il punto sull’anno appena trascorso, a riflettere su cosa avrei potuto fare meglio (tanto!), un po’ come gli ebrei che espiano le proprie colpe durante l’annuale rito dello Yom Kippur, dopo aver celebrato il loro capodanno. Si è trattato di un anno abbastanza prolifico dal punto di vista del blog: non immaginavo, quando ho deciso di riprendere le trasmissioni, di avere così tanto da dire. Eppure ho scritto finora la bellezza di più di 250 articoli e raccolto più o meno 300 commenti dai miei lettori. Per i più curiosi, i più attivi sono stati Trap, seguito a ruota da Emanuele ed a poca distanza da kOoLiNuS, tutti e tre in zona Champions. Poi distaccati di varie lunghezze ho trovato Fiordicactus, Aldo e Davide. Ma si è trattato anche di un anno di cambiamenti: ho trovato un nuovo lavoro, ho chiuso il mio plugin delle statistiche, ho lasciato Tophost dopo 16 anni. Un processo di svecchiamento che, forse, metto in atto inconsciamente per contrastare l’avanzamento dell’età? Leggi il resto di Un anno di (nuove) chiacchiere
Archivio degli articoli in ripostiglio, pagina 19
Le cartoline di Natale per parenti ed amici
In questi giorni siamo tutti artisti e fotografi qui nella terra a stelle e strisce. Devi sapere infatti che da tempo immemore esiste in America quest’usanza di preparare un biglietto natalizio con alcune foto di famiglia da inviare a parenti ed amici per augurar loro buone feste in un modo più personale che la classica cartolina con l’albero di Natale che si compra in cartoleria. Esistono, ovviamente, tanti servizi online (no, questo non è un post sponsorizzato, non preoccuparti) che consentono in pochi click di scegliere il proprio stile, personalizzarlo con le foto dell’anno, ed infine ordinare il risultato finale che verrà comodamente recapitato a casa nel giro di una settimana. Poi comincia l’opera di imbustamento e spedizione di queste creazioni artistiche in giro per il mondo (nel nostro caso letteralmente). I frigoriferi, sotto Natale, si riempiono così di facce sorridenti e, in alcuni casi, di brevi storie che riassumono cos’ha fatto quella famiglia durante l’anno appena trascorso. Leggi il resto di Le cartoline di Natale per parenti ed amici
Colui che propone un brindisi ufficiale
Nelle commedie americane in cui i protagonisti si sposano, si vede spesso uno dei testimoni avvicinarsi al microfono e fare un discorso ufficiale ai novelli sposini, ricordando magari qualche avventura, oppure un momento commovente di quando erano giovani, o ancora prendendo in giro questo o quell’altro invitato. Beh, devi sapere che quel ruolo ha un nome ben preciso nella lingua inglese: toastmaster. Qui la parola toast è usata nella sua accezione meno comune: non come tramezzino al formaggio da sgranocchiare durante la pausa pranzo, ma per indicare “a call to a gathering of people to raise their glasses and drink together in honor of a person or thing, or an instance of drinking in this way”, ovvero un brindisi. Da qualche mese ho scoperto che esiste un club mondiale a cui chiunque può iscriversi, dove i membri si allenano nella raffinata arte del parlare di fronte ad una platea, il Toastmasters Club. All’università dove lavoro, alcuni colleghi hanno organizzato una sezione locale del club, aperta ai dipendenti sia in sede che in smart working. E così, spinto dalla perenne voglia di migliorare il mio inglese, mi sono iscritto. Leggi il resto di Colui che propone un brindisi ufficiale
Queste criptovalute non fanno per me
Correva l’anno 2015 quando scrivevo delle mie avventure con le criptovalute per la prima volta. Giusto per curiosità, avevo comprato un Bitcoin alla strabiliante cifra di 200 dollari, e dopo averlo tenuto per più di due anni, decisi di venderlo a poco più di 800 dollari, pensando di aver fatto un affare d’oro all’epoca. Peccato che poi nel 2021 la moneta virtuale sia schizzata fino a valere 60.000 dollari: ancora oggi mi flagello come il buon Tafazzi ogni volta che penso a quello che avrei potuto fare con quei proventi 😖 Ma vabbè, quello che è fatto è fatto, inutile piangere sul proverbiale latte versato. Giusto per tentare la sorte un’altra volta, quando le criptovalute iniziarono a scendere a metà di quell’anno, decisi di mettere qualche spicciolo in una nuova azienda nata dalla mente dei fratelli Winklevoss, gli stessi che si erano lasciati turlupinare qualche anno prima da Mark Zuckerberg sulla questione di Facebook. In effetti, i proventi sbandierati da questa compagnia erano forse troppo belli per essere veri, ma la mia speranza era che questo settore si sviluppasse anche in concomitanza con gli effetti della pandemia sull’economia globale. Leggi il resto di Queste criptovalute non fanno per me
Il giorno del ringraziamento
L’usanza di riunirsi in famiglia per celebrare il Giorno del Ringraziamento è una tradizione che, qui in America, accomuna gente di ogni religione, nazione e credo politico. Più che il Natale o il Rosh Hashanah, questo fine settimana di novembre rappresenta l’occasione per rivedere parenti ed amici almeno una volta all’anno, specialmente quelli che abitano in paesini diversi con i quali non ci si vede mai per un motivo o per un altro. Noi trascorreremo questa festa a casa della sorella di Sunshine, come al solito. Divoreremo il tacchino farcito di mollica di pane, olive ed altre verdure, e poi ci sollazzeremo con la selezione enogastronomica messa a disposizione dai commensali: ognuno porterà una pietanza, in genere sempre la stessa, come un rituale che si ripete di anno in anno. Sunshine è l’addetta alle torte e crostate, una di zucca ed una alle noci pecan (a quanto pare si chiamano così anche in italiano). Io intanto mi metto in tasca un paio di Maloox per il dopo cena 😅 Leggi il resto di Il giorno del ringraziamento
Artemis 1, l’uomo tornerà sulla Luna
Ho visto pochissimi articoli sulla stampa italiana a proposito del recente lancio del razzo SLS (Sistema di Lancio Spaziale), parte della missione Artemis 1 che dopo cinquant’anni si ripropone di portare (nuovamente?) l’uomo sul suolo lunare. Lasciando da parte le teorie complottistiche per un attimo, secondo cui la missione dell’Apollo 11 del 1969 fu tutta una messa in scena nell’epoca in cui Russia e Stati Uniti giocavano a chi ce l’avesse più grosso (il missile), mi fa piacere vedere che si ritorna finalmente a parlare di esplorazioni lunari e viaggi interplanetari. Lo so, c’è chi pensa che sia tutto un enorme spreco di soldi, considerando la lunga lista di problemi non risolti che ci affliggono sulla Terra, dalla coda lunga della pandemia, alle guerre, dalla povertà che dilaga in molte parti del mondo, al dissesto climatico che abbiamo causato negli ultimi cent’anni. Ma proprio perché siamo combinati così male sulla nostra palla, forse è il caso di investire più risorse nell’obiettivo di ricominciare da capo da qualche altra parte. Leggi il resto di Artemis 1, l’uomo tornerà sulla Luna
Dick’s, accessori per lo sport… a tutto campo
Durante i primi mesi dopo la ripresa delle trasmissioni, ho curato una mini serie che poi ha finito per dar vita ad una nuova categoria del blog. Tramite quei post, ti ho portato a visitare dai supermercati alle cartolerie, dalle farmacie (argomento che tutt’oggi rende questo blog alquanto popolare sui motori di ricerca) ai ristoranti. Qualche settimana fa siamo andati al centro commerciale a comprare dei calzettoni da calcetto nuovi per il torneo di Halloween della piccola (prima o poi dovrò dar loro dei nomi d’arte per il blog, note to self). Il negozio di riferimento per questo genere di acquisti si chiama Dick’s Sporting Goods. Si, proprio come la parolaccia per indicare i genitali maschili 😝Tant’è che io ancora oggi non riesco a spiegarmi com’è che un genitore possa chiamare il proprio figlio Dick (abbreviativo di Richard) qui in America. E così m’è venuto in mente di rispolverare quella rubrica, ed aggiungere questo negozio alla lista. Leggi il resto di Dick’s, accessori per lo sport… a tutto campo
Anche per gli spammer sto diventando vecchio
Visto che non so come altro passare il tempo a letto e che posizione trovare per sentire meno dolori, ieri mi son messo a ripulire lo spam sia nella mia casella di posta che qui sul blog, e non ho potuto fare a meno di notare cosa mi offrissero i venditori da strapazzo che stavano infestando le mie proprietà digitali: rimedi per la prostata, medicinali per l’emicrania ed il mal di schiena, fasciature per distorsioni della caviglia ed altra roba simile. E mi sono reso conto che questi disgraziati si erano adeguati all’avanzare della mia età. Di pubblicità di sesso con suadenti signorine dell’Est Europa neppure l’ombra, e nessuna traccia di richieste di trasferire qualche centinaio di dollari all’ereditiera africana il cui marito aveva lasciato un ingente tesoro all’estero. Solo roba per vecchietti pieni di acciacchi. Non so se sentirmi un po’ deluso o affascinato dal fatto che persino lo spam oramai riesce a tenere un mio profilo così incredibilmente accurato. Ne parlerò con il mio geriatra la prossima volta che ci vediamo. Leggi il resto di Anche per gli spammer sto diventando vecchio