Hai presente quando la mattina, entrando in ufficio, la tua “capa” ti saluta con allegria, contenta perché ha tanti problemi da risolvere e si sente indispensabile come se senza di lei l’intera organizzazione implodesse. Lei soffre di quello che il mio collega definisce l’ottuso buonumore. Diversa da quella che Giorgio Gaber chiamava L’illogica allegria (la citazione è del mio amico Matteo) ma comunque sempre “stupida”: gli ottusi, in fondo, sono sempre un po’ allegri. E provocano nel sottoscritto un senso di “ribrezzo”: una cosa è vedere la mattina persone che sono realmente di buonumore, un’altra è sapere che quel sorriso nasconde un’acidità che può manifestarsi da un momento all’altro, qualsiasi cosa tu faccia. Il senso di questo articolo? Beh, semplicemente mi piaceva la definizione che ha coniato il mio collega.
Archivio degli articoli in salotto, pagina 63
Salerno – Reggio Calabria
Sempre a proposito di vacanze e giri per il Belpaese, al matrimonio calabrese abbiamo deciso di andarci in auto: le pulci ed i ritardi di Trenitalia ed i ritardi e gli scioperi di Alitalia non ci convincevano affatto. E poi vuoi mettere ad avere la libertà di spostarti come e quando vuoi senza dover chiedere niente a nessuno? Tanto ci pensa il navigatore a portarci dove desideriamo andare. Per arrivare a Catanzaro abbiamo percorso praticamente quasi tutta l’autostrada più “famigerata” d’Italia, la Salerno – Reggio Calabria, per gli amici A3. L’ultima volta che l’ho presa, circa un anno fa, avevo incontrato vari cantieri che rendevano la percorrenza molto frustrante. Stavolta devo dire che qualcosa è cambiato: solo due cantieri all’andata (con poca coda comunque) ed uno al ritorno. E varie nuove gallerie operative: talmente nuove che il navigatore m’ha detto “aho, ma ‘ndo stai?” 🙂 Leggi il resto di Salerno – Reggio Calabria
Accipicchia quanto costa la roba a Capri
Fare il turista è un vero e proprio mestiere, dalla fase preparatoria (prenota, organizza, pianifica, impacchetta, sistema) a quella esecutiva non ci si ferma un attimo a riposare. D’altro canto è il “giusto prezzo” da pagare se si vuole conoscere il mondo che esiste fuori dalla porta di casa. Giusto prezzo solo per modo di dire: i soliti furbi italici approfittando dell’arrivo dell’euro, hanno gonfiato abbondantemente i prezzi anche per il povero malcapitato che si trova tra le grinfie di venditori di souvenir, ristoratori e albergatori. Il nostro giro delle scorse settimane ha fatto tappa anche sulla costiera Amalfitana, tanto rinomata quanto cara: 22 euro per un piatto di spaghetti in riva al mare, a Positano. Leggi il resto di Accipicchia quanto costa la roba a Capri
Venerdì portasfiga
Accidenti, oggi è Venerdì 17. Io non sono particolarmente superstizioso, anche se ho i miei gesti scaramantici, un po’ come tutti, da compiere in un ordine ben preciso. Le credenze popolari risalgono ai tempi dei romani: come spiega Wikipedia, nella cultura italiana il numero diciassette viene tradizionalmente considerato un numero sfortunato perché un anagramma del suo numero romano, “XVII”, è “VIXI”, che significa “ho vissuto”, cioè io sono morto. Inoltre secondo la Bibbia, proprio il giorno diciassette sarebbe iniziato il diluvio universale. Si dice che porti sfortuna soprattutto il venerdì 17, perché secondo la Bibbia, di venerdì sarebbe morto Gesù. Una simile situazione si ritrova nei paesi anglosassoni nei confronti del numero 13.
Impiegati statali
Per l’angolo del buonumore ti propongo oggi un filmato preso da YouTube, che mostra cosa succede quando due impiegati statali americani si trovano su di una scala mobile che improvvisamente si blocca. E poi dicono che l’amministrazione pubblica è strana solo in Italia. Il contributo è in inglese, ma suppongo che non sia difficile capire ugualmente ciò che succede.
Non toccare quel tasto
L’angolo divertente di oggi riguarda le persone che prendono l’aereo, visto il periodo di vacanze oramai alle porte. Puoi prenderlo come un avvertimento, da tenere ben presente quando ti scapperà la pipì e non potendola trattenere, da “bravo ragazzo” ti infilerai nel bagno delle donne. Lo so, quasi la totalità degli aerei non contempla toilette separate per i due sessi, ma può darsi che la situazione descritta nel seguito capiti proprio a te. Le donne farebbero bene invece ad avvisare i maschietti, se vedono che gli scappa. Leggi il resto di Non toccare quel tasto
Scherzi della posta elettronica
Girando per la blogosfera prima di andarmene per qualche ora al mare, ho trovato una barzelletta carina, che probabilmente riciclerò sotto l’ombrellone più tardi. Chissà che questa non sia il primo di una serie di interventi orientati al buonumore, in fondo d’estate con le ferie che incalzano, non c’è di meglio che farsi due risate sorseggiando una bibita fresca. Senza stare troppo ad arrovellarsi il cervello con letture difficili o problemi insormontabili. Leggi il resto di Scherzi della posta elettronica
La piccola distribuzione
Ieri mi si è fulminata la lampadina del bagno. E fin qui direi che non c’è nulla di interessante per la collettività. Oggi pomeriggio, vinto dalla pigrizia, anziché andare al supermercato fuori città, ne ho comprata una nuova al negozietto sotto casa: che me l’ha fatta pagare 1,50 euro contro circa la metà che costava al supermercato. E poi mi dicono che la piccola distribuzione lamenta un calo della clientela a discapito delle grosse catene commerciali: capisco che i costi di un piccolo negozio sono mediamente superiori, ma perché l’uomo della strada deve pagare lo stesso oggetto il doppio del prezzo? Ok, la marca è diversa, ma in entrambi i casi non si tratta di un grande marchio noto. Leggi il resto di La piccola distribuzione