Una volta c’erano gli Intoccabili, memorabile pellicola con attori d’eccezione, in cui veniva pronunciata la famosa frase di Robert De Niro “sei solo chiacchiere e distintivo” urlata sulle scale. Avevo chiesto al regista di modificare la frase in “sei solo due chiacchiere e distintivo” ma non c’è stato verso di convincerlo. Oggi invece vanno di moda gli insopportabili: nel contesto individualista che ci stiamo costruendo intorno, li incontriamo uscendo di casa, sull’autobus, al semaforo a lavarci il vetro dell’auto, e soprattutto in ufficio. Vorrei riportare alcuni passaggi di un bellissimo intervento di Daria Bignardi sull’argomento. Leggi il resto di Gli insopportabili
Archivio degli articoli in salotto, pagina 62
Le vittime dimenticate di Beslan
Ieri mentre tutto il mondo commemorava l’annuale ricorrenza per l’undici settembre, data che è rimasta scolpita per sempre nella mente di tutti, io ho deciso di non scrivere nulla sull’argomento. L’anno scorso ricordavo cosa stavo facendo in quel momento, e la corsa frenetica a visitare siti d’informazione per conoscere i dettagli: da allora Bin Laden è diventato famoso al grande pubblico, mentre prima era uno “dei tanti” estremisti, ed i Talebani erano noti soltanto per aver deturpato le statue di Buddha da qualche parte nel mondo. Peccato che mentre la collettività piange le vittime delle Torri Gemelle, nessuno si sia ricordato un paio di settimane fa dell’attacco di Beslan, ad opera dei terroristi ceceni. Per i cui morti mi continuo a chiedere: esistono davvero quelli di serie A e quelli di serie B? Leggi il resto di Le vittime dimenticate di Beslan
Il Paese sull’orlo del baratro
Tornando a casa in auto, ieri pomeriggio, ho sentito una battuta che mi è poi rimasta in testa tutto il giorno, concisa ma efficace: “Il precedente governo ha portato l’Italia sull’orlo del baratro. Con quello attuale abbiamo fatto un passo avanti”, forse non nuova ma sempre carina. Tranquillo, non ho deciso di dare una svolta politica a questo blog, anzi al contrario visti i tempi di disillusione nei confronti di entrambe le coalizioni, certo di evitare l’argomento molto accuratamente. Però sono contento se ti ho fatto sorridere almeno per qualche minuto.
Ottuso buonumore
Hai presente quando la mattina, entrando in ufficio, la tua “capa” ti saluta con allegria, contenta perché ha tanti problemi da risolvere e si sente indispensabile come se senza di lei l’intera organizzazione implodesse. Lei soffre di quello che il mio collega definisce l’ottuso buonumore. Diversa da quella che Giorgio Gaber chiamava L’illogica allegria (la citazione è del mio amico Matteo) ma comunque sempre “stupida”: gli ottusi, in fondo, sono sempre un po’ allegri. E provocano nel sottoscritto un senso di “ribrezzo”: una cosa è vedere la mattina persone che sono realmente di buonumore, un’altra è sapere che quel sorriso nasconde un’acidità che può manifestarsi da un momento all’altro, qualsiasi cosa tu faccia. Il senso di questo articolo? Beh, semplicemente mi piaceva la definizione che ha coniato il mio collega.
Salerno – Reggio Calabria
Sempre a proposito di vacanze e giri per il Belpaese, al matrimonio calabrese abbiamo deciso di andarci in auto: le pulci ed i ritardi di Trenitalia ed i ritardi e gli scioperi di Alitalia non ci convincevano affatto. E poi vuoi mettere ad avere la libertà di spostarti come e quando vuoi senza dover chiedere niente a nessuno? Tanto ci pensa il navigatore a portarci dove desideriamo andare. Per arrivare a Catanzaro abbiamo percorso praticamente quasi tutta l’autostrada più “famigerata” d’Italia, la Salerno – Reggio Calabria, per gli amici A3. L’ultima volta che l’ho presa, circa un anno fa, avevo incontrato vari cantieri che rendevano la percorrenza molto frustrante. Stavolta devo dire che qualcosa è cambiato: solo due cantieri all’andata (con poca coda comunque) ed uno al ritorno. E varie nuove gallerie operative: talmente nuove che il navigatore m’ha detto “aho, ma ‘ndo stai?” 🙂 Leggi il resto di Salerno – Reggio Calabria
Accipicchia quanto costa la roba a Capri
Fare il turista è un vero e proprio mestiere, dalla fase preparatoria (prenota, organizza, pianifica, impacchetta, sistema) a quella esecutiva non ci si ferma un attimo a riposare. D’altro canto è il “giusto prezzo” da pagare se si vuole conoscere il mondo che esiste fuori dalla porta di casa. Giusto prezzo solo per modo di dire: i soliti furbi italici approfittando dell’arrivo dell’euro, hanno gonfiato abbondantemente i prezzi anche per il povero malcapitato che si trova tra le grinfie di venditori di souvenir, ristoratori e albergatori. Il nostro giro delle scorse settimane ha fatto tappa anche sulla costiera Amalfitana, tanto rinomata quanto cara: 22 euro per un piatto di spaghetti in riva al mare, a Positano. Leggi il resto di Accipicchia quanto costa la roba a Capri
Venerdì portasfiga
Accidenti, oggi è Venerdì 17. Io non sono particolarmente superstizioso, anche se ho i miei gesti scaramantici, un po’ come tutti, da compiere in un ordine ben preciso. Le credenze popolari risalgono ai tempi dei romani: come spiega Wikipedia, nella cultura italiana il numero diciassette viene tradizionalmente considerato un numero sfortunato perché un anagramma del suo numero romano, “XVII”, è “VIXI”, che significa “ho vissuto”, cioè io sono morto. Inoltre secondo la Bibbia, proprio il giorno diciassette sarebbe iniziato il diluvio universale. Si dice che porti sfortuna soprattutto il venerdì 17, perché secondo la Bibbia, di venerdì sarebbe morto Gesù. Una simile situazione si ritrova nei paesi anglosassoni nei confronti del numero 13.
Impiegati statali
Per l’angolo del buonumore ti propongo oggi un filmato preso da YouTube, che mostra cosa succede quando due impiegati statali americani si trovano su di una scala mobile che improvvisamente si blocca. E poi dicono che l’amministrazione pubblica è strana solo in Italia. Il contributo è in inglese, ma suppongo che non sia difficile capire ugualmente ciò che succede.