Mi chiedevo qualche giorno fa se qualcuno si ricordasse ancora del motore di ricerca “antiGoogle” (così lo battezzò la stampa italiana lo scorso Febbraio) tutto italiano, o meglio tutto padovano, chiamato Volunia. Mi pare di capire che tutto l’entusiasmo iniziale si sia sgonfiato man mano che il marketing del prodotto si è dimostrato scostante, puerile ed arraffazonato. Fino al cedimento strutturale dell’intero castello di carte avvenuto lo scorso Giugno a seguito della lettera amara scritta da Marchiori (l’uomo che ha contribuito all’algoritmo di Google, si diceva). Personalmente, come probabilmente ricorderai, m’ero dimostrato alquanto scettico, e subito i miei lettori più duri e puri non hanno perso tempo a dire che mi sbagliavo e che sarebbe solo stata questione di tempo. Beh, il tempo è passato, ma accedendo al servizio vedo sempre non più di sei o sette persone connesse, e nelle mie statistiche non sono riuscito a trovare neppure un accesso proveniente da quel motore di ricerca. Leggi il resto di Una meteora di nome Volunia
Articoli recenti
Sorvolare sui pantaloni in inglese
L’altro giorno stavo parlando con dei colleghi di uno dei progetti a cui stiamo lavorando, e mentre analizzavamo una delle funzionalità meno chiare, la persona a cui è stato assegnato il compito di implementarla, ha detto I don’t know yet what i’ll be doing, i think i’ll let myself fly by the seat of my pants. Preso alla sprovvista da questo modo di dire che non avevo mai sentito prima, sono andato a cercare in rete cosa volesse intendere, ed ho scoperto che in americano è un’espressione usata quando non si ha ancora ben chiaro in mente il proprio piano d’azione. Un po’ come il buon vecchio I’ll play it by ear, che avevo già citato qualche anno fa. Che io ricordi, in italiano nulla di analogo, o sbaglio? Leggi il resto di Sorvolare sui pantaloni in inglese
Le intestazioni, queste sconosciute
In questa terza puntata della mia miniserie su come rendere il proprio blog più accogliente ed interessante per i visitatori, vorrei porre l’accento sul celeberrimo Content is King, che molti hanno probabilmente sentito dire ad una qualsiasi conferenza che avesse lo sviluppo web come tema portante. Persino Wikipedia ha una pagina su quest’argomento, dove si legge, tra l’altro:
The phrase can be interpreted to mean that – without original and desirable content, or consideration for the rights and commercial interests of content creators – any media venture is likely to fail through lack of appealing content, regardless of other design factors. Content can mean any creative work, such as text, graphics, images or video.
Non la traduco perché sono convinto che rende bene nella sua forma sintetica e originale. Ma se l’inglese non è il tuo forte, il succo è che per quanto attraente ed ottimizzato possa essere l’aspetto estetico di un sito, se non è accompagnato da spunti interessanti di riflessione, non avrà successo. Un po’ quello che noi italiani sintetizziamo con il classico “tutto fumo e niente arrosto” 🙂 Leggi il resto di Le intestazioni, queste sconosciute
Marmellata di pomodori verdi
Con la fine della stagione estiva, quelli che come me hanno un orticello dietro casa, si ritrovano una manciata di vegetali non maturi dei quali non si sa cosa fare. Dover buttare quei bei pomodori appesi alle piante sembra quasi un sacrilegio, e ci si ingegna quindi a trovare soluzioni per non sprecar nulla. Già in passato avevo condiviso la mia ricetta per conservare i pomodori verdi sott’olio: stando ai commenti dei visitatori occasionali, sembra aver riscosso il consenso della critica. Così quest’anno, considerando che Settembre è anche tempo di marmellate, ti voglio proporre un metodo alternativo e sfizioso per avere un condimento ideale da infilare nel panino o in cui intingere le tue scaglie di parmigiano o pecorino. Leggi il resto di Marmellata di pomodori verdi
Le classi scolastiche al contrario
Visto che il nuovo anno scolastico è iniziato da qualche giorno, quale occasione migliore per prendere spunto da un esperimento condotto vari anni fa da due insegnanti di un liceo in Colorado, Aaron Sams e Jonathan Bergmann. L’idea alla base del loro approccio era abbastanza intuitiva: gli studenti hanno maggiormente bisogno dell’aiuto del professore quando fanno i compiti, non quando ascoltano la lezione. Sfruttando le moderne tecnologie a disposizione, crearono dei video delle lezioni che i ragazzi guardavano comodamente a casa propria, con la possibilità tra l’altro di tornare indietro se non capivano un passaggio, senza l’imbarazzo di fermare la lezione in classe, ed annoiare gli altri. Il giorno dopo, i compiti si facevano in classe, sfruttando una positiva interazione di gruppo e dedicando il tempo a forme più attive di apprendimento. Con il tempo, questa tecnica prese il nome di flipped classroom (ovvero classe al contrario). Leggi il resto di Le classi scolastiche al contrario
Uno dei cento migliori plugin per WordPress
Che bel modo di iniziare la giornata: aprire la propria casella email e trovare un messaggio dove ti segnalano che la tua estensione per WordPress è stata nominata come uno dei cento migliori plugin per quel sistema di gestione dei contenuti. Sono contento che la comunità abbia apprezzato il mio lavoro per sviluppare WP SlimStat, e mi dispiace di non avere più tempo libero a disposizione per implementare tutte le nuove funzionalità che ho in mente. Comunque il merito di questo successo è in buona parte delle persone che, nel tempo, mi hanno inviato consigli e suggerimenti su come migliorarlo e renderlo competitivo con altri strumenti già presenti sul mercato. Lo sfondamento della barriera dei 200.000 download e delle 200 “5 stelle” assegnate dagli utenti è un riconoscimento di questo lavoro di squadra che spero di continuare negli anni a venire. Leggi il resto di Uno dei cento migliori plugin per WordPress
I rumori degli anni 80 in un museo online
Una generazione di aggeggi elettronici si sta estinguendo pian piano sotto i nostri occhi, ed il suo lugubre rantolo risuona come il ticchettio di un telefono a disco, o il rumore di un televisore a tubo catodico non attaccato all’antenna, o l’inconfondibile stridio della stampante ad aghi che imprime i suoi puntini sulla carta. Già, per molti di quelli che sulla carta d’identità abbiamo 197 e 198 come prime tre cifre dell’anno di nascita, quei suoni hanno il potere magico di far riaffiorare nostalgici ricordi conservati in uno dei tanti cassettini della memoria.
Il tempo rende le nuove tecnologie più attraenti e silenziose, e rischia di farci dimenticare in fretta il passato. Per fortuna un gruppo di amici ha deciso di aprire il Museo dei Suoni in Via d’Estinzione. Dove la musichetta di avvio di Windows 95 ed il telefono a disco saranno conservati per sempre. Curiosità finale: il tizio nella foto in basso è un secchione inventato dai tre ideatori del progetto, come filo conduttore dell’iniziativa, ma non per questo meno… attraente! Tu hai qualche suono o rumore a te caro che non ascolti da anni?
La cotognata di Cinzia
Ho questa ricetta in bozza da alcuni mesi, ed ora che la stagione delle mele cotogne è arrivata, mi sono finalmente deciso a pubblicarla. Si tratta in realtà di un suggerimento inviato da Cinzia, un commento alla mia ricetta originale per fare la marmellata di cotogne (che come saprai è cosa ben diversa dalla cotognata). Questo dolce mi fa tornare in mente l’infanzia, ed in particolare i tempi in cui mamme e nonne si riunivano intorno ai fornelli, indaffarate a non far attaccare alla pentola questa speciale miscela ipercalorica. La particolarità erano le formelle in terracotta in cui veniva versata la marmellata, dalle forme più svariate: pesci, fiori e composizioni varie. Leggi il resto di La cotognata di Cinzia