due chiacchiere

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Stai al sicuro dentro il tuo guscio

Ricordo ancora quando, dieci anni fa, Microsoft annunciò  la sua nascente tecnologia del Trustworthy Computing, computer di cui ti puoi fidare. Il cuore del sistema, nome in codice Palladium, aveva il potere di bloccare un nuovo componente hardware o software ed evitare che fosse installato nel computer. Io ho sempre sostenuto che Microsoft avesse in realtà ragioni più che buone per intraprendere questa crociata sulla sicurezza. Arginare le minacce informatiche sempre più numerose e sofisticate (l’undici settembre era ancora più che vivo nella memoria di tutti) ed i virus che sfruttavano le vulnerabilità di Outlook o Word, facendo leva sulla scarsa alfabetizzazione informatica di molti utenti. La gente iniziò a strapparsi i capelli sin da subito, accusando Bill Gates di voler limitare la libertà di far col proprio computer quel che ci pare. La reazione fu così grande che l’azienda di Redmond dovette fare marcia indietro, ridimensionando notevolmente i propri piani. Beh, indovina un po’ chi ha rispolverato quest’idea dieci anni dopo? Già, proprio la Apple. Peccato che stavolta nessuno si stia lamentando. Leggi il resto di Stai al sicuro dentro il tuo guscio

Dal “bel” paese si scappa anche per amore

Il numero di articoli interessanti che trovo ogni mattina ad attendermi nel mio fido lettore RSS si assottiglia giorno dopo giorno. Molti parlano dei fatti propri (ma non sarebbe bene che questa gente se ne andasse su Facebook?), alcuni pubblicano foto piacevoli, ma senza raccontarne il “contorno” o la preparazione, altri ancora sono quasi spariti dalla blogosfera. Di tanto in tanto, però, spunta una perla di saggezza che vale la pena leggere tutto d’un fiato. Che il tema dell’emigrazione dall’Italia mi sia caro, non è un segreto. Su questo blog sono nate varie animate discussioni in merito, ma non avevo mai pensato a guardare le cose dal punto di vista discusso nell’articolo che ho scovato oggi: si scappa per amore della propria anima gemella. Esattamente com’è successo a me quattro anni e mezzo fa. Leggi il resto di Dal “bel” paese si scappa anche per amore

Se i browser fossero ragazze

Al lavoro mi hanno comprato due dischi da 1 terabyte per consentirmi di aggiornare il mio computer, e tenere i dati un po’ più al sicuro grazie alla configurazione RAID supportata dalla scheda madre. Così l’altro giorno ne ho approfittato per installare Windows 7 da zero, e fare un po’ di pulizia nella giungla di applicazioni che avevo aggiunto in questi anni. Quando è arrivato il momento di Internet Explorer, alla fine dell’aggiornamento la pagina di benvenuto si è aperta su un sito divertente, non a caso intitolato Il browser che amavi odiare, dove il reparto marketing di Microsoft raccoglie curiosità e pettegolezzi su Internet Explorer. Una in particolare mi ha colpito, se non altro perché mi sembra centrare lo stato attuale dei fatti, specialmente su Firefox e Opera. Se non capisci l’umorismo inglese, chiedi pure nei commenti. Leggi il resto di Se i browser fossero ragazze

Nascondere soldi e gioielli in casa

Molti hanno la necessità di avere sempre un po’ di liquidi a portata di mano, vuoi per paura di non poter usare il bancomat in caso di attacco nucleare, o semplicemente per non dover usare la carta di credito per comprare le caramelle ai nipoti. Qualsiasi sia la ragione, il rischio di tenere soldi in casa è quello che il classico topo d’appartamento possa soffiarceli senza pensarci due volte. Serve dunque ingegnarsi per trovare nascondigli sicuri ed accessibili allo stesso tempo: mettere il proprio gruzzoletto in giardino sotto due metri di terra, non è proprio comodo. A pensarci bene, la nostra arma segreta è il tempo: il ladruncolo, in genere, vuole fare in fretta, non ha certo mezza giornata da perdere a guardare in giro ed aprire ogni barattolo. Leggi il resto di Nascondere soldi e gioielli in casa

Ingannare il cervello con due linee

A qualche anno di distanza da quando scovai quest’animazione nei meandri della rete, ancora non riesco a capacitarmi di come siano riusciti a produrre un’illusione così bella e così semplice allo stesso tempo. E visto che siamo agli sgoccioli di questa settimana, ho pensato bene di proporla nuovamente su queste pagine, per distrarre un po’ il tuo cervello dallo stress accumulato negli ultimi giorni.

Un'illusione ottica in cui una ragazza gira in un senso o nell'altro a seconda di quale linea ci si concentra

Compra una macchina con la teoria dei giochi

Il momento di acquistare una macchina nuova, prima o poi, arriva praticamente per tutti (a meno che tu non abiti a Manhattan). Se c’è una cosa che mi suscita un odio viscerale, è l’andare da un concessionario ed incontrare uno dei tanti venditori superpompati che ti faranno fare esattamente quello che vogliono loro, grazie all’esperienza di anni ed anni di affinamento delle loro tecniche diaboliche, praticate quotidianamente. Al contrario dell’acquirente, che varca la soglia di una concessionaria una volta ogni cinque anni o più, e quindi si trova impreparato a questa sfida all’ultimo accessorio. Una lenta danza il cui scopo è stremare il cliente e fargli mettere la firma su un pezzo di carta. La soluzione che ci propone il professor Bruce Bueno de Mesquita? Non andare a combattere questo duello a casa dell’avversario. Ecco la sua intervista in inglese, per l’appuntamento periodico con la lingua a stelle e strisce. Leggi il resto di Compra una macchina con la teoria dei giochi

Gli errori d’inglese di Volunia

Un altro mese è passato dal mio ultimo controllo sullo stato dei lavori in casa Volunia, e non mi pare sia cambiato molto: anzi, adesso hanno persino smesso di aggiornare la pagina ufficiale di Facebook. Probabilmente il povero ricercatore sottopagato a cui era stato assegnato il compito di rispondere ai quesiti dei lettori, sarà stato messo a sistemare le carte nell’ufficio di qualche professorone. E così persino gli “errori” d’Inglese continuano a campeggiare allegri sulla pagina di benvenuto del servizio. Ma dico io, tra la figuraccia del MIUR qualche mese fa e questo, davvero non ci sono due euro da spendere per migliorare la conoscenza delle lingue dei nostri ricercatori? O almeno di quelli deputati a mentenere le relazioni pubbliche dei loro progetti?

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Facebook non aiuta a trovare un lavoro

Si avvicina il tempo degli esami di maturità, e per coloro che non intendono continuare gli studi iscrivendosi all’università, anche il tempo di iniziare a guardarsi in giro per trovare un lavoro. Così, mentre leggevo quest’articolo sul Corriere, ho pensato a come i cosiddetti social network spesso possano remare contro, quando si tratta di presentare il proprio profilo all’azienda che potrebbe assumerci. Siamo onesti: trovare un lavoro, nell’era di Internet, è un compito completamente diverso rispetto ad una quindicina d’anni fa, quando bisognava fare il pellegrinaggio tra agenzie interinali (ricordo ancora il mio primo colloquio in assoluto alla sede di Adecco del paese in cui abitavo) e centri per l’impiego. Oggi bastano pochi click per accedere a sterminate basi di dati piene di offerte di ogni tipo, per ogni esigenza, ed in ogni possibile angolo del mondo. La facilità di accesso alle informazioni, comunque, con l’avvento degli strumenti sociali, è diventata reciproca, consentendo ai datori di lavoro di “spiare” i candidati e valutarne l’affidabilità e le capacità. Tecnicamente per sempre, come dice il garante. Ecco alcuni consigli per evitare che questi strumenti pregiudichino la nostra corsa al posto fisso. Leggi il resto di Facebook non aiuta a trovare un lavoro

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