Da qualche settimana ho finito di mettere insieme uno dei piccoli sogni che stavano nel cassetto da tempo: un home theater personal computer, come lo chiamano quelli che hanno studiato, o più semplicemente un computer “multimediale” attaccato alla televisione, in grado di sostituire il box digitale tramite cui arriva il segnale televisivo. Mi ci è voluto un po’ di tempo perché ho acquistato i vari pezzi man mano che scovavo qualche offerta speciale: l’alimentatore modulare a 35 dollari, la scheda madre con uscita HDMI a 18 dollari, 6 dollari per tastiera e mouse senza fili della Logitech, e via dicendo. L’ultimo tassello era la schedina che decodifica il segnale criptato (un po’ come in Italia avete la schedina per i canali “premium” o per Sky), che Venerdì ho prontamente infilato nel sintonizzatore TV apposito. Leggi il resto di Il media center che ho sempre sognato
Articoli recenti
Ho giurato fedeltà alla bandiera americana
Come forse ricorderai, lo scorso Marzo avevo inoltrato la modulistica necessaria a richiedere la cittadinanza americana, avendo “maturato” i requisiti necessari previsti dallo Zio Sam. La burocrazia ha fatto il suo corso, e qualche settimana fa mi è arrivata la lettera dal Ministero dell’Immigrazione (o Department of Homeland Security, come lo chiamano da queste parti) che mi dava appuntamento nei suoi uffici di Newark per farmi un esame. Che accertasse la mia conoscenza della lingua scritta e parlata, e le mie nozioni di educazione civica, dal numero di parlamentari alla geografia dell’unione. Così di buon’ora mi sono presentato presso il grande palazzo, ho superato i controlli e mi sono diretto verso l’enorme sala d’attesa dove quasi 400 persone speravano che l’impiegato allo sportello chiamasse il loro nome. Leggi il resto di Ho giurato fedeltà alla bandiera americana
Le pesche toscane in America
E così ieri pomeriggio, dopo una corsa contro il tempo verso l’aeroporto per evitare di perdere il volo, i nostri amici italiani hanno varcato i metal detector e si sono imbarcati sul Boeing 777 che li avrebbe riportati nel continente europeo. Gli addii, non c’è bisogno di ricordarlo, sono sempre tristi. Specialmente quando i giorni trascorsi insieme volano via inarrestabili, ed i ricordi immortalati nelle oltre 900 foto sono l’unica traccia che sia tutto successo davvero. Camminando verso il parcheggio, il groppo in gola non scendeva giù, così per farmi passare la malinconia, ho iniziato a pensare ai bei momenti passati insieme. A partire dalle colazioni a base di biscotti del Mulino Bianco di cui mi hanno portato una scorta considerevole, e di un dolce preparato dalla mamma del mio amico. Leggi il resto di Le pesche toscane in America
L’America arretrata che nessuno considera
L’altro giorno, mentre percorrevamo i 60 chilometri che separano casa nostra dal Jersey Shore, le spiagge con case da 5 milioni di dollari di cui tutti parlano, si chiacchierava con i nostri amici italiani delle contraddizioni di questo grande Paese che sono gli Stati Uniti. Mi è così venuto in mente una nota di Federico Rampini sul suo blog:
L’America dei cavi sospesi è paralizzata dai blackout. Ancora senza luce per il settimo giorno consecutivo quasi due milioni di abitanti nell’area di Washington e della costa atlantica, dopo i micidiali temporali della settimana scorsa. E l’America scopre di essere uno dei paesi più arretrati d’Occidente in fatto di interramento dei cavi: le sue città sono ancora oggi un groviglio di cavi penzolanti dai pali, i più vulnerabili alle intemperie.
Ma che bello starsene in vacanza
Approfittando del “ponte” del 4 Luglio e di una coppia di amici venuti a trovarci per un paio di settimane, ho preso qualche giorno di ferie per scaricare lo stress accumulato negli uggiosi mesi invernali e per mettere in pausa il “logorio della vita moderna”, come diceva qualcuno. Ed ho scoperto alcuni posticini caratteristici del New Jersey di cui non sapevo neppure l’esistenza, come ad esempio un ristorante equo e solidale gestito dalla Fondazione Jon Bon Jovi, le Cucine dell’Anima. Un’iniziativa secondo me geniale che, specialmente in questi tempi di crisi, con la gente che non riesce ad arrivare a fine mese, andrebbe replicata in tutto il mondo. L’idea è semplice: se non hai soldi per pagare il pasto, puoi fare il volontario per un giorno, servendo ai tavoli o adoperandoti ai fornelli, o ancora spazzando la sala a fine giornata. Se invece decidi di pagare, l’obolo è a discrezione del cliente, con un minimo suggerito di 10 dollari. Che per una zuppa messicana spagnola (gazpacho), un nasello al forno ed una fetta di torta alle mele, sono proprio pochi. Noi abbiamo dato 50 dollari in 3, ma più che il cibo, ci ha saziato la gentilezza e l’umiltà della ragazza che ci ha servito. Leggi il resto di Ma che bello starsene in vacanza
Un’altra vittima dell’accessibilità
Qualche mese fa, come forse ricorderai, avevo avuto il piacere di pubblicizzare Ti Tengo D’occhio, l’iniziativa di un ragazzo non vedente, volta a spronare i dinosauri delle pubbliche amministrazioni (e delle aziende private) nel rendere i propri siti e portali più accessibili alle persone disabili. Mi ero illuso che vi fosse ancora qualche segno di speranza e che il destino di questa branca dell’informatica in Italia non fosse segnato per sempre. Ho persino cercato di contattare Vincenzo Rubano per vedere se potesse rilasciarmi un’intervista, ma non mi ha mai risposto. Poi qualche giorno fa, spulciando a caso gli articoli del mio blog, mi è cascato l’occhio su quel mio intervento e sono andato a vedere che aria tirava da quelle parti. Non posso descrivere la delusione nel vedere che, in soli 3 mesi, tutto era già stato abbandonato. Non metto neppure un link al sito, visto che è infestato da virus ed altra robaccia (così imparano ad usare Drupal invece di WordPress, la prossima volta, eheh). Leggi il resto di Un’altra vittima dell’accessibilità
Le mie prigioni… digitali
Un tempo era Silvio Pellico, per chi ancora se lo ricorda, a fare un resoconto della sua esperienza da detenuto in quella che oggi sarebbe la Repubblica Ceca. A più o meno duecento anni di distanza, le cose potrebbero essere raccontate praticamente allo stesso modo, sostituendo gli utenti delle varie piattaforme tecnologiche ai moti carbonari, e le maggiori aziende informatiche ai vari dittatori ed imperatori dell’epoca. Due settimane fa, Steve Wozniak, nientepopodimeno che co-fondatore di Apple, ha lanciato un appello pubblico affinché l’azienda si decida ad aprire le sue piattaforme agli sviluppatori, dando loro l’opportunità di manipolarle, personalizzarle e, perché no, innovarle. Leggi il resto di Le mie prigioni… digitali
Pronto, prova, 1, 2, 3, prova, sà…
Riprendere le trasmissioni dopo un prolungato silenzio non è cosa facile: non sai mai cosa dire, se sia il caso di scusarsi con i propri lettori giustificando la repentina interruzione o far finta di nulla e continuare da dove ti eri interrotto. Di sicuro ci vuole un sincero ringraziamento a coloro che, sia in pubblico che per vie private, mi hanno contattato per sapere se era tutto okay, preoccupati dall’assenza inusuale del tenutario. Adesso sono tornato, sperando di poter dedicare un po’ del mio ritrovato tempo libero a questo angolo sperduto della rete. In queste settimane, come avevo già detto in precedenza, ho concentrato tutti i miei sforzi nel completare la nuova versione del mio plugin per le statistiche, WP SlimStat, che introduce una valanga di novità sotto tutti i punti di vista. Una versione premiata da più di 3000 download in 24 ore, quasi 200 voti (con una media generale di 4.8 su 5) e persino qualche donazione. Leggi il resto di Pronto, prova, 1, 2, 3, prova, sà…