due chiacchiere

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Pollo e cereali kellogg’s a cena

Chi ha detto che i fiocchi di cereali ed il riso soffiato vanno consumati soltanto a colazione, e solo in una tazza di latte? L’altro giorno, una delle tante trasmissioni di cucina, ne proponeva un uso alternativo: scaloppine di vitello con una croccante panatura a base di cereali tritati. Un piatto da preparare in 5 minuti, al quale ricorro volentieri quando la moglie rientra tardi dal lavoro e tocca a me preparare la cena 🙂 Da servire con un contorno di cime di rapa al vapore o asparagi intinti nella senape francese (la moutarde, come dicono quelli che hanno studiato le lingue straniere), per una cena completa e sfiziosa. Leggi il resto di Pollo e cereali kellogg’s a cena

Volunia, il motore di ricerca tutto italiano

Prima fu la volta di Virgilio, poi arrivò BlogBabel (finita nel frattempo nelle mani di Liquida), oggi ci provano per l’ennesima volta con Volunia, il nuovo scintillante motore di ricerca tutto italiano, presentato lo scorso 6 Febbraio a Padova dal suo papà, Massimo Marchiori, di cui esiste persino una pagina su Wikipedia. Non ho avuto modo di guardare l’ora e passa di chiacchiere su quest’iniziativa, ma da quello che leggo in giro il sistema è ancora troppo acerbo per competere persino con Altavista. Un utente su Facebook diceva di aver cercato “falegnami milano” ed il sistema gli ha restituito il sito del comune, link su come passare una notte “allegra” in città, ma nessuna traccia dei falegnami. Leggi il resto di Volunia, il motore di ricerca tutto italiano

I giganti di New York ce l’hanno fatta

Mio cognato era al settimo cielo ieri sera, da irriducibile fan dei New York Giants, quando alle 9.57 di sera sono scaduti gli ultimi secondi della gran finale che vedeva la sua squadra del cuore battersi contro i Patrioti del New England per agguantare il trofeo più ambito del football americano, il Super Bowl. Al mio paesello hanno sparato fuochi d’artificio, la gente si è riversata per strada e tutti hanno gioito per questo risultato arrivato dopo una stagione di sofferenza. In cui i Giganti hanno persino rischiato di essere eliminati nella prima fase, e di non accedere neppure agli ottavi di finale (a causa di un sacco di titolari infortunati). Invece la tenacia dell’allenatore, la forza del quarterback e la resistenza della difesa, ha fatto o’ miracolo 🙂 Chissà che anche il mio Milan alla fine non riesca a rialzare la testa allo stesso modo. Leggi il resto di I giganti di New York ce l’hanno fatta

Touch, siamo tutti connessi

Kiefer Sutherland e Titus Welliver. Se le serie tv americane a base di tensione, mistero e fantascienza sono una tua passione, dovrebbero bastare questi due nomi a convincerti che vale la pena guardare l’ultimo parto della mente di Tim Kring (il papà di Heroes). Il primo ci ha tenuti con il fiato sospeso per 24 lunghissime ore, il secondo è stato uno dei miei pochi personaggi preferiti nella serie TV più chiacchierata della storia, Lost. Qualche giorno fa è andata in onda la puntata “pilota” di Touch, in cui Kring ripropone il suo cavallo di battaglia: proprio come in Heroes, anche qui i protagonisti sono tutti connessi tra loro in qualche modo, stavolta non da superpoteri ma da numeri. Personalmente ne sono rimasto più che affascinato, e se il buongiorno si vede dal mattino, o meglio dalla prima puntata, allora questa sarà una splendida giornata 🙂 Leggi il resto di Touch, siamo tutti connessi

Hallaca, un piatto di natale venezuelano

Un ramo della famiglia della moglie ha radici venezuelane. Così quando ci hanno invitato a casa loro per la vigilia di capodanno, abbiamo avuto modo di assaggiare alcune specialità tipiche del luogo: la arepa, la hallaca e le immancabili empanadas, di cui ti avevo parlato non molto tempo fa. La arepa è il pane venezuelano, fatto con una massa di farina di mais. Una specie di focaccia toscana alla cecina (ma con il granturco al posto dei ceci), che può essere cotta al forno, alla griglia o fritta. La hallaca (pronunciato aiacca) è il piatto tradizionale del Natale, quello che da noi sarebbe il cotechino. La particolarità è nella preparazione: il cibo viene infatti avvolto in una foglia di banano, legata con uno spago e cotta per più di un’ora in acqua non salata.

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Fra qualche ora si torna alle origini

Sembra ieri che abbiamo aperto le bottiglie di spumante per brindare al nuovo anno, e già ci siamo liquidati il mese di Gennaio. Di questo passo l’estate arriverà prima che ce ne rendiamo conto. Vabbè, per consolarti ti ricordo che da domani andranno “in onda” i colori del mese di Febbraio. Se sei nuovo da queste parti, devi sapere che il mio sito cambia colore con il passare del tempo. Per il mese in arrivo, qualche anno fa, alcuni lettori di vecchia data dissero di avere nostalgia dei colori originali, quelli con cui questo spazio è nato più di sei anni fa. Decisi così di esaudire la loro richiesta: un modo per ricordarmi da dove sono venuto 🙂 Vediamo che effetto fanno sul nuovo template.

Viva l’Europa che si sente unita

Quanti anni sono che l’Europa tenta di riunire sotto la stessa bandiera le tante diverse culture che la compongono? Tanti, forse troppi. Il sogno di diventare come l’America o l’India, comunque, mi sembra più che altro un’utopia, se ancora nel 2012 si leggono cose come questa. Se poi aggiungiamo la gente le piccole frange di estremisti che bruciano le bandiere italiane in Sicilia, ed i leghisti che si fanno il parlamento del nord, la frittata è fatta.

La doccia italiana in America

La mia ricetta delle tartine alla nutella ha involontariamente alimentato un acceso dibattito sulla percezione degli italiani all’estero (mai sentito parlare di Jersey Shore?) e di certi stereotipi. Così mi è venuto in mente un modo di dire che imparai appena arrivato sul suolo americano. Se ti capitasse un giorno di fare un salto oltreoceano, e sei un maschietto, attenzione quando conoscerai una ragazza: se ti dice che ti sei fatto un puertorican/italian shower, non è un buon segno. Potrebbe sembrare un insulto razzista, ma è semplicemente un modo di dire: la doccia italiana consiste, di fatto, nel non farsi la doccia dopo una giornata di sudore e fatica, ma spruzzarsi giusto un po’ di profumo per coprire gli odori del proprio corpo. Non è dato sapere se i portoricani lo facciano veramente, certo conosco alcuni italiani che applicano questo metodo.

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