due chiacchiere

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David Copperfield, due secoli dopo

Beh, non c’ho messo così tanto tempo a leggere, o meglio ascoltare, questo romanzo. Ma devo ammettere che leggere David Copperfield (no, non il mago) è stata davvero una lunga e piacevole passeggiata tra le vie dell’Inghilterra della rivoluzione industriale. Ricordo di aver studiato le opere di Dickens alle scuole superiori, ma all’epoca come tutti gli adolescenti, l’unico mio pensiero era tendere l’orecchio per intercettare il suono della campanella che annunciava la ricreazione. Il professore ci fece leggere alcuni capitoli, nell’ostico inglese d’altri tempi, il che rendeva il tutto ancora meno digeribile. Adesso, nella traduzione Italiana curata da Franco Prattico (certo meno famosa di quella di Cesare Pavese), ho potuto gustarlo durante i miei ritorni a casa dopo una lunga giornata di lavoro, riposando gli occhi e viaggiando con l’immaginazione. Leggi il resto di David Copperfield, due secoli dopo

Accessi triplicati

Cosa succede quando si intervistano grandi stelle della blogosfera come SimplyGiulia e Pocacola? Beh, nel mio caso ho visto gli accessi addirittura lievitare fino a quasi il doppio del normale. Ora il dubbio è: erano i protagonisti, quello che hanno risposto alle mie domande, o semplicemente il fatto di averli messi insieme? Una nota: dal grafico qui sotto sembra che i visitatori siano stati addirittura quasi il triplo, ma in realtà quasi 400 accessi sono stati fatti da una sola persona: si vede che deve essere uno di quei fan sfegatati di questa coppia e semplicemente non poteva far a meno di cliccare tutto il giorno sul tasto Aggiorna del proprio browser 🙂

 che mostra il picco di accessi per il 14 settembre

La tecnologia non ti salverà

In principio fu Notepad: le pagine di un sito si scrivevano rigorosamente a mano, tag per tag, lettera per lettera. Poi arrivò Frontpage, precursore di una vasta gamma di sistemi “visuali” che sollevavano l’utente dalla necessità di conoscere il linguaggio HTML. Ma anche quello non bastava: l’avvento del commercio elettronico richiedeva di avere pagine “intelligenti” direttamente sul server, in grado di interagire con il visitatore. I primi sistemi rudimentali si sono pian piano evoluti, diventando delle vere e proprie piattaforme per la gestione dei contenuti: i cosiddetti CMS. Devo ammettere che praticamente tutte le realtà in cui ho lavorato avevano pretese straordinarie nei confronti di questi strumenti. Così quelli che non ne hanno ancora adottato uno, lo vogliono perché credono che risolverà tutti i loro problemi; mentre quelli che ce l’hanno si lamentano che non ha riisolto nulla! Leggi il resto di La tecnologia non ti salverà

Calanda incontra Gaunt Noir

Disegnatori di fumetti. Ecco cosa fanno di “mestiere” (almeno nella blogosfera) i due invitati di oggi per la mia rubrica delle interviste doppie. Li ho pescati in quell’alveare di menti vulcaniche che è ShockDom, a cui tra l’altro appartiene anche colui che ha dato vita al ragazzo qui sopra, ovvero al nuovo volto di Camu (vedi note a fondo pagina, eheh). In realtà, devo dirla tutta, l’intervista originale aveva una composizione diversa, ma di uno degli invitati si sono perse le tracce, e così io e la “superstite” ci siamo dati da fare per trovare un più che degno sostituto. Eccoti allora cosa m’hanno detto Calanda e Gaunt Nour. Ovviamente, oltre all’intervista, ti consiglio di leggere anche le loro strissssie 🙂 Leggi il resto di Calanda incontra Gaunt Noir

La moda dei contest in rete

Ultimamente mi stanno arrivando fin troppi inviti a partecipare ai cosiddetti “contest” della blogosfera: cugini “brutti e neri” (come lo spazzacamino di Giuseppe Verdi) dei concorsi veri e propri, vengono chiamati contest per eludere la legge in materia. Che, se è stata fatta, serve a tutelare i partecipanti e gli organizzatori allo stesso tempo. Mentre in queste manifestazioni improvvisate dell’ultima ora, l’unico a guadagnarci è chi li organizza: riceve visibilità, link in ingresso, e popolarità per un breve periodo. Non so quanto Google sia contento di questi subitanei incrementi di visite, e se davvero tenda a premiarli, ma rimane il fatto che molti finiscono a tarallucci e vino, con mega figuraccia di chi li mette in piedi. Vorrei citare due casi: Luca Mercatanti ed Hosting Talk. Leggi il resto di La moda dei contest in rete

Vado matto per gli onion rings

Che la cucina americana sia totalmente diversa da quella del Belpaese è una cosa che sanno anche i sassi. Certo, non sto parlando di quello che Andrew Zimmern si mangia in giro per il mondo, nella sua trasmissione Bizzarre Foods (il nome è tutto un programma). La dieta quotidiana qui prevede più salsette (conosco amici innamorati folli della salsina Caesar’s Salad, che serve appunto a condire l’insalata) e non a caso sono gli americani ad aver inventato ketchup e mostarda senape. Una cosa che si sposa egregiamente con il ketchup, ad esempio, sono gli anelli di cipolla. L’equivalente americana della Findus li vende già surgelati, da mettere 10 minuti in forno e sgranocchiare caldi caldi. Io ti propongo come farli in casa. Leggi il resto di Vado matto per gli onion rings

Oggi sono ospite da Daniele

Breve nota di servizio: in genere sono io ad ospitare gli altri blogger in questa mia casetta virtuale, ma per una volta tanto sono uscito di casa, per andare a trovare Daniele di BigThink. Qui ci siamo messi a fare due chiacchiere (e ti pareva!) su come personalizzare WordPress, nello specifico come aggiungere un plugin che automaticamente scrive un messaggio sul tuo canale Twitter, ogni volta che fai qualcosa sul tuo blog (entri nel pannello di controllo, scrivi un nuovo articolo, ecc). Un intervento in tre puntate, che analizza in maniera semplice ed accessibile i retroscena per realizzare un tale aggeggio. Dacci un’occhiata, se ti va!

Il futuro che verrà

Carina la pubblicità di Paypal per far sapere che presto aprirà la propria piattaforma agli sviluppatori, per integrare in maniera molto più flessibile le loro applicazioni con i pagamenti. In effetti era una cosa attesa da molto tempo: i semplici “bottoni” attualmente disponibili consentono un’interazione molto limitata e rigida con il sistema di pagamento più famoso della rete. Speriamo che il futuro immaginato da quelli che hanno realizzato la campagna pubblicitaria, sia realtà quanto prima 🙂

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