Era un po’ che non scaricavo qualche nuovo audiolibro. Un paio di settimane fa, sul sito della Rai ho trovato Il deserto dei Tartari, di Dino Buzzati. La storia di Giovanni Drogo e della sua vita militare passata alla Fortezza, un avamposto costruito per proteggere un tratto di frontiera con lo Stato del Nord. Mentre l’ascoltavo, mi veniva naturale confrontare quest’opera con Full Metal Jacket, osservando le differenze nel narrare le vicende militari tra i due autori: deprimente e rassegnato l’italiano, grintoso e combattivo l’americano. L’opera, scritta alla vigilia della seconda guerra mondiale, mostra tutta l’ansia che si respirava all’epoca, quando ancora non era chiaro che piega avesse preso la dittatura italiana. Leggi il resto di Il deserto dei tartari
Articoli recenti
Il meglio delle interviste
Un po’ come fanno le reti televisive americane, che nella pausa estiva rimandano in onda le puntate della stagione appena trascorsa, allo stesso modo ho pensato di fare per le interviste doppie. Mettendo insieme le diverse risposte fornite dagli intervistati alla stessa domanda. Un modo “trasversale” per rileggere i pensieri più belli, e confrontarli in maniera diretta tra di loro. Oggi ti propongo le risposte di Emanuele, Ninna, LaCapa, Daniele Salamina e Margherita Ferrari. Cinque personaggi in cerca di… una risposta.
Aggiornamento da fidanzata 6.0
Per l’angolo dell’umorismo di oggi, ti propongo una storia “vecchia”, ma a mio parere sembre bella 🙂 L’anno scorso un mio amico ha effettuato l’aggiornamento da Fidanzata 6.0 a Moglie 1.0, ed ha scoperto che quest’ultima ha una tale occupazione di memoria da lasciare pochissime risorse di sistema per altre applicazioni. Ha anche notato che Moglie 1.0 ha la tendenza a generare processi-figli, che consumano ulteriori preziose risorse. Vi è inoltre un altro fenomeno negativo, non indicato sulla documentazione del prodotto, la cui probabile presenza era stata ravvisata da altri utenti. Non solo infatti, Moglie 1.0 si installa in modo tale da essere lanciata per prima all’avvio quotidiano, e controllare cosi tutte le attività del sistema, ma, come lui ha avuto modo di scoprire, alcune applicazioni, come PokerNotturno 10.3, Ubriacatura 2.5 e NotteAlPub 7.0 non riescono più a partire, mandando in stallo il sistema appena lanciate, anche se esse funzionavano perfettamente prima dell’installazione di Moglie 1.0. L’applicazione Calcetto 2.2 inoltre funziona a tratti. Leggi il resto di Aggiornamento da fidanzata 6.0
Il filo sottile della vita
L’altra mattina ho preso la metropolitana come tutti i giorni. Gente tranquilla, che va a lavorare, bianchi, gialli, neri, con cravatta o in maglietta sporca. Ognuno con i suoi problemi, a rincorrere i suoi guai, come cantava qualcuno. Ad un certo punto, una signora seduta a pochi metri da me si affloscia a terra, in preda ad evidenti convulsioni. Subito due persone accanto a lei la soccorrono, mentre un’altra chiama il conducente (siamo nella prima carrozza) del treno per chiedere di fermarsi in stazione. La signora sembra avere un attacco epilettico, ma si vede che nel profondo del tilt del suo cervello, cerca di fare di tutto per controllarsi. La lotta con questa sua malattia non è una novità per lei, a giudicare dal suo volto. Tutto dura pochi minuti: la fanno sdraiare, le parlano per rassicurarla, lei riprende conoscenza e risponde alle domande, afferma di sapere chi è e dove si trova. Infine il treno riparte, e lei ringrazia coloro che l’hanno assistita, scendendo un paio di fermate dopo. Ognuno ritorna ai propri pensieri, ed ancora una volta, a rincorrere i suoi guai. Leggi il resto di Il filo sottile della vita
Parigi: non solo torri di ferro
La proposta di viaggio di oggi non è stata scritta in collaborazione con agenzie di viaggio o come ricordo di una visita fugace, ma nientepopodimeno che da una mia amica che, a Parigi, ci abita “in pianta stabile” per motivi di lavoro. Chi meglio di lei può dunque suggerire le cose più belle ed insolite da vedere? L’iniziativa di mettere a disposizione questo spazio è aperta anche a te: se vuoi dare sfogo alla tua fantasia e proporre una meta, non hai che da contattarmi. Gustiamoci dunque questa gita nella capitale francese. Leggi il resto di Parigi: non solo torri di ferro
Imparare per sbaglio
Stamattina, mentre l’autobus mi portava al lavoro, ho notato una nuova campagna pubblicitaria sull’autostrada, promossa dal Ministero dei Trasporti (Department of Public Transportation) che diceva don’t learn safety by accident. Il gioco di parole si basa sul fatto che accident vuol dire in effetti incidente stradale, ma by accident significa invece per sbaglio: she broke that glass by accident. La preposizione by è in effetti in grado di assumere significati diversi a seconda del contesto. In uno dei precedenti articoli avevo parlato di change (che vuol dire cambiare, ma anche spiccioli). A volte viene confuso con chance, possibilità. Quest’ultima parola si può usare, preceduta da by any, per tradurre la locuzione “per caso”: by any chance, have you seen my glasses? Eccone un’altra, giusto per concludere: please, send me your paperwork by 7.30. Leggi il resto di Imparare per sbaglio
Ma quindi sto sciopero?
Oggi si doveva (il condizionale è d’obbligo) fare lo sciopero dei blog. Per protestare contro quella che tutti definiscono la legge bavaglio, altrimenti nota come Disegno di Legge Alfano. Probabilmente da quando me ne sto da quest’altra parte dell’oceano, non seguo più le vicende legislative del Belpaese come una volta. Ma non ho mica ben capito in che senso la legge metterebbe il “bavaglio” alla blogosfera. Tutti protestano, tutti aderiscono, tutti sparano filippiche estenuanti, ma nessuno che spieghi bene (almeno tra i blog che leggo) di cosa si tratta esattamente. Contro cosa dovrei protestare precisamente? Scommetto che in pochi sanno persino quale articolo del Lodo Alfano (ma perché si chiamano “lodo” poi? qui non c’è mica da elogiare nessuno) è quello incriminato. Sono stufo di questi blogger gregge che seguono ciecamente la massa. Leggi il resto di Ma quindi sto sciopero?
Un sito a sua immagine e somiglianza
Nella puntata odierna di questo cammino dantesco che abbiamo intrapreso qualche settimana fa per sviscerare i problemi dei siti aziendali, parlerò della sindrome del Direttore Generale (o Amministratore Delegato o qualsiasi sia la targhetta attaccata alla porta del Grande Capo). Io ne sono stato una “vittima” più volte, durante le mie esperienze lavorative italiane. Ed anche qui in America, lavorando per una grande organizzazione, non si può dire che le cose siano poi così diverse: quando si tratta di queste cose, tutto il mondo è paese. In pratica, se in alcuni casi si cerca di creare un sito che vada bene per tutti, in altri c’è il Direttore Generale che invece, pur non avendo alcuna competenza tecnica in materia, farà di tutto per costruire un sito a sua immagine e somiglianza. Mi pare che poco sia cambiato, in tal senso, dai tempi dei Faraoni. Leggi il resto di Un sito a sua immagine e somiglianza