Nella puntata odierna di questo cammino dantesco che abbiamo intrapreso qualche settimana fa per sviscerare i problemi dei siti aziendali, parlerò della sindrome del Direttore Generale (o Amministratore Delegato o qualsiasi sia la targhetta attaccata alla porta del Grande Capo). Io ne sono stato una “vittima” più volte, durante le mie esperienze lavorative italiane. Ed anche qui in America, lavorando per una grande organizzazione, non si può dire che le cose siano poi così diverse: quando si tratta di queste cose, tutto il mondo è paese. In pratica, se in alcuni casi si cerca di creare un sito che vada bene per tutti, in altri c’è il Direttore Generale che invece, pur non avendo alcuna competenza tecnica in materia, farà di tutto per costruire un sito a sua immagine e somiglianza. Mi pare che poco sia cambiato, in tal senso, dai tempi dei Faraoni. Leggi il resto di Un sito a sua immagine e somiglianza
Articoli recenti
Renzo incontra Lucia
Non voglio certo fare un torto a tutti gli altri intervistati che ho avuto il piacere di ospitare in questo mio salotto virtuale, ma la coppia di oggi è davvero la migliore che potessi scegliere per chiudere in bellezza questa stagione della rubrica. Renzo e Lucia hanno un diario di coppia, in cui parlano di filosofia, letture, politica, religione, cucina e quant’altro. Quello che li rende particolari è che molti post sono articolati sotto forma di dialogo, in genere tra i due protagonisti, a volte con altri personaggi. Una specie di Camera Caffè, la sitcom in pillole di Italia1, trasformata in blog. Per l’occasione, ho deciso di abbandonare la forma classica delle mie interviste, per lasciare il posto ad un dialogo intrecciato e pieno di… colpi di scena.
Ho cambiato la semantica
I veri talebani dell’accessibilità sanno che da tempo c’è una discussione in corso tra gli esperti del mestiere: usare o no il tag H1 per il logo della pagina. C’è chi dice si, chi dice no e chi dice forse. Nel mio caso, fino a ieri, avevo adottato l’approccio del si: il logo era “marcato” con l’intestazione più importante messa a disposizione del codice HTML. In tutte le pagine. Poi ho letto questo suggerimento del W3C che mi ha aperto la mente. Il tag H1, dicono quelli della massima autorità in questo campo, deve rispecchiare il contenuto della pagina che si sta visualizzando. In altre parole, è sbagliato che sia sempre “due chiacchiere”, a prescindere. Dovrebbe essere includere la parola “cucina” se si sta visitando la stanza corrispondente del mio blog, ed il titolo del singolo articolo, quando se ne sta leggendo uno. Così ho messo mano al tema del blog, aggiungendo un paio di controlli che fanno proprio questo. Spero che Google apprezzerà 🙂
Un libro per questa estate
In genere scrivo io le recensioni dei libri che leggo o ascolto sull’autobus. Ma oggi anziché consigliare io un libro a te, sarai tu (se ne hai voglia) a suggerirne uno a me. Sono indeciso se rileggere un paio di romanzi di Banana Yoshimoto che all’epoca mi erano piaciuti particolarmente, oppure acquistare qualcosa di nuovo. Sarei più propenso per la seconda ipotesi, e così eccomi qui a chiedere il tuo aiuto: c’è un libro “estivo” che ti è piaciuto e che vorresti consigliarmi? Mi raccomando, nulla di eccessivamente impegnativo: una lettura leggera e divertente, un romanzo con un tocco di avventura, insomma un libricino che possa essere un ideale compagno in questi giorni di Luglio. Qualcosa che si trovi anche su Amazon, ovviamente. A te la parola.
Il nostro corpo è inutile
Raramente faccio riflessioni “filosofiche” sul mio blog (come nella vita quotidiana). Forse perché non ho mai tempo per sedermi e riflettere. Ma oggi prendo spunto da un video apparso sul blog di Pausa Perenne qualche tempo fa, per lanciare il sasso ed accendere un possibile dibattito. In breve: pare che nei videogiochi del futuro non serviranno più joystick (bastoncini della felicità, volendo tradurre in italiano) per interagire con i mondi virtuali creati dalle varie consolle. Grazie a telecamere intelligenti, basterà muoversi e parlare davanti al televisore, per ritrovarsi immersi in un’esperienza sintetica ma reale al tempo stesso. Leggi il resto di Il nostro corpo è inutile
Grenoble: tra le alpi francesi
Per la rubrica “dove andare in vacanza” oggi ti parlo di una cittadina sperduta tra le alpi francesi, che s’incontra dopo aver valicato il confine con uno dei treni che partono da Torino. Se vuoi avere un “assaggio” della Francia genuina e rurale e spendere davvero poco per qualche giorno di relax, non puoi perderti i miei consigli. La moglie ed io ci siamo stati praticamente dopo un paio di mesi che c’eravamo fidanzati, praticamente il secolo scorso 🙂 Lei doveva dare l’esame di Francese all’università e così decise di far pratica d’estate andando a vivere lì per un mesetto. Io l’andavo a trovare di tanto in tanto, nei fine settimana, dormendo su un letto a castello accanto al box doccia. Ah, le esperienze di gioventù! Leggi il resto di Grenoble: tra le alpi francesi
Le parolacce americane
Nello scrivere questi articoli sulle curiosità della lingua inglese, finora non avevo voluto toccare l’argomento parolacce. Ma è pur vero che tutti, quando incontriamo uno straniero, prima o poi gli chiediamo come si traducono le “principali” parole sporche o imprecazioni. Se l’argomento può urtare la tua sensibilità, ti consiglio di non proseguire la lettura 🙂 Gli americani, bisogna dirlo, sono sempre molto puritani: in pubblico e negli articoli di giornali, leggerai sempre the f- word quando ci si riferisce a fuck, vaffanculo. Molto raramente è pronunciata in maniera esplicita, ed è considerata molto volgare. Può essere usata da sola, oppure accompagnata, assumendo diversi significati. Leggi il resto di Le parolacce americane
Un eroe di presidente
Sul blog di Maestro Alberto ho trovato qualche giorno fa questo video prodotto da JibJab, un sito di cose divertenti (lo so, è una definizione che sminuisce il loro lavoro, ma se vuoi saperne di più, fai direttamente un giro dalle loro parti). Bellissimo, questo è stato il mio commento dopo averlo guardato. Non solo divertente, ma intelligente e ben fatto. Mi chiedo: ma perché in Italia, invece di inveire come bestie inferocite contro Berlusconi e le sue “vicende private”, non la prendono a ridere come fanno qui? Obama ha le orecchie a sventola, Berlusconi ha i capelli finti. Ci sarebbe un sacco di materiale su cui… lavorare! Leggi il resto di Un eroe di presidente