La scorsa volta ti ho portato con me sull’autobus durante il pezzetto finale del mio viaggio quotidiano per raggiungere il luogo di lavoro. Ma ovunque c’è una fine, ci deve essere un’inizio, giusto? Ed allora non potevo che continuare la mia serie facendoti vedere le strade del mio vicinato. Quelle che percorro ogni giorno subito dopo essere salito sull’autobus. Mi sa che se voglio proseguire con altri contributi, dovrò dotarmi di un cellulare in grado di fare filmati, perché certo tirare fuori il mio EeePC, la cui webcam incorporata non è mobile, è quanto meno scomodo (mi tocca orientare l’intero portatile verso la scena che voglio riprendere). Leggi il resto di La partenza, ogni mattina
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Ciao Michael
Torno a casa dopo una giornata di lavoro, e la moglie con la faccia un po’ triste mi fa “lo sai che è morto Michael Jackson?” Io all’inizio incredulo, ho dovuto accettare la notizia. Arresto cardiaco, dicono. Ovviamente tutti i telegiornali della serata sono concentrati su questa notizia, sviscerando come sempre accade in questi casi, tutta la sua vita e le sue complicate vicende. Io non ho mai creduto alle accuse, ma a parte questo, sono triste stasera perché se n’è andata una delle icone della mia adolescenza. Sono davvero triste, perché ero cresciuto con le sue mosse, con le sue canzoni, con i suoi video. Ciao Michael, spero che adesso tu sia in pace con te stesso.
Sono sempre accessibile
Ebbene si, dopo tre anni e mezzo che questo sito subisce i miei cambi d’umore e le rivoluzioni grafiche a cui lo sottopongo periodicamente, sono contento di vedere che la sua accessibilità (o almeno la conformità secondo i validatori automatici alle varie norme) è sempre al 100% 🙂 Era un po’ che non controllavo, e temevo che nel tempo si fossero accumulati nuovi problemi. Invece con piacere vedo che il buon lavoro di progettazione fatto all’epoca continua a dare i suoi frutti. Dietro suggerimento di alcuni lettori, sto pensando di scrivere una serie “How I did it” (citazione dal film Frankenstein Jr di Mel Brooks), in cui spiego i segreti del mio tema. Intanto tu hai provato a vedere cosa succede validando il tuo blog?

Donazione per l’Abruzzo inviata
Qualche giorno fa, come promesso alla fine di Aprile, ho ricevuto l’ultimo pagamento per Maggio dagli sponsor che sostengono il mio blog. Ho quindi effettuato il versamento dell’intera cifra alla Croce Rossa Italiana per il sisma in Abruzzo. L’estratto dalla ricevuta di conferma lo trovi qui sotto, a dimostrazione della regolarità delle operazioni. Ho arrotondato la cifra “per eccesso” aggiungendo qualcosa di tasca mia 🙂 Ovviamente se desideri avere maggiori conferme, puoi contattarmi in privato e sarò lieto di fornirtele. Anche scrivere alla responsabile del centro donazioni della Croce Rossa potrà esserti utile, per toglierti ogni scrupolo. Chissà, magari decido di ripetere l’esperimento fra un po’. E tu come hai contribuito per aiutare i terremotati?

Analizzare la velocità delle pagine
Qualche giorno fa quel tentatore di Emanuele ha scritto un interessante articolo sull’ottimizzazione del codice di una pagina web. Ne è nata una breve e stimolante discussione da cui ho imparato che esiste un aggeggio chiamato Google Page Speed, da installare come estensione di Firefox. In breve questo strumento, data una pagina, la analizza e suggerisce come migliorarne la velocità di caricamento: spostando il javascript all’interno, abilitando il mod_expires sul server (Tophost ce l’ha, ed il tuo provider?), e via dicendo. Il test sul mio sito non è andato poi così male, molti dei punti esaminati passavano i rigidi controlli di questo diabolico marchingegno targato Google. Ho adottato il suggerimento di allungare la “scadenza” dei contenuti statici (fogli di stile, immagini, javascript), quello di riorganizzare l’ordine di caricamento dei vari pezzi, ed altri. Ma quando mi ha suggerito di comprare un altro dominio dove tenere tutta la roba statica “senza cookie”, ho declinato gentilmente 😉 Lo spiritello talebano che mi accompagna è contento ugualmente.
Uccidi un grissino con la Sviluppina
L’intervista doppia, appuntamento (quasi) fisso del lunedì di questo blog da 9 mesi a questa parte, per il momento non va in vacanza, per la gioia di quelli che come me sono più o meno costretti a starsene in ufficio a sudare sette camicie per via della canicola estiva. I due ospiti di oggi, tra l’altro, sono due “vecchie conoscenze” della blogosfera italiana, che io iniziai a seguire (chissà come, chissà perché) già prima di costruire questo mio piccolo appartamento virtuale. Sia la Fran con il suo Uccidi un grissino, salverai un tonno (nel seguito G), che Livefast con Sviluppina (indicato con la S), sono assolutamente da non perdere. Specialmente perché qui sotto ti consigliano un “libro per l’estate” da leggere sotto l’ombrellone.
Quando il gioco si fa duro
Sono mesi che ho in mente di scrivere un articolo che abbia il titolo che leggi qui sopra. Non ho idea di quale debba essere il contenuto, ma ogni tanto sento una vocina che mi detta proprio queste parole. Sto diventando matto anche io come il Dottor Casa? Eppure non ho mai preso il Vicodin, quindi non può essere. Beh, a vedere bene un argomento su questo tema ce l’avrei: le statistiche d’accesso. Tophost, il provider che ospita queste pagine, sembra non essere più sotto attacco da parte dei manigoldi che hanno orchestrato il bombardamento contro il povero server, me lo conferma anche Google Webmaster Tools, alla voce “tempi di caricamento” delle pagine. Ed il numero di visitatori è tornato a salire, segno che quella era una delle cause del crollo di cui parlavo qualche giorno fa. Poi sono anche passate le feste, e la gente è tornata ai soliti ritmi “navigativi” quotidiani. Infine l’indicizzazione dei nuovi permalink sta finalmente prendendo il ritmo giusto. Insomma, questo blog è abbastanza… die hard.
La salvezza ti fa risparmiare
Prendere spunto dalle pubblicità è diventata una simpatica abitudine, per l’angolino di Mister Camu (una versione meno rompiscatole del Mr. Brown delle Iene). Ieri mentre andavo al lavoro, un cartello reclamizzava una banca dicendo Save your money, one day it’ll return the favor. Questa frase evidenzia i significati principali del verbo save, in inglese: evitare che una cosa vada perduta o dimenticata (ovvero conservare), ma anche risparmiare e salvare. Ad esempio, potrà capitarti di incontrare per le vie di New York il solito religioso esagitato che urla Save your souls, sinners! Ma anche di leggere sulle vetrine di un negozio sulla Quinta Strada Save up to 50% with our special sale going on today. Come dici? No, non si tratta di un tabaccaio che vende sale a prezzi scontati. Sale è l’equivalente dei nostri saldi. Data la crisi economica, è una parola che al momento si vede un po’ dappertutto: sui cartelli di fronte alle case (in questo caso nella forma on sale, in vendita), sulle vetrine delle concessionarie d’auto, nelle pubblicità in televisione.
