due chiacchiere

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La salvezza ti fa risparmiare

Prendere spunto dalle pubblicità è diventata una simpatica abitudine, per l’angolino di Mister Camu (una versione meno rompiscatole del Mr. Brown delle Iene). Ieri mentre andavo al lavoro, un cartello reclamizzava una banca dicendo Save your money, one day it’ll return the favor. Questa frase evidenzia i significati principali del verbo save, in inglese: evitare che una cosa vada perduta o dimenticata (ovvero conservare), ma anche risparmiare e salvare. Ad esempio, potrà capitarti di incontrare per le vie di New York il solito religioso esagitato che urla Save your souls, sinners! Ma anche di leggere sulle vetrine di un negozio sulla Quinta Strada Save up to 50% with our special sale going on today. Come dici? No, non si tratta di un tabaccaio che vende sale a prezzi scontati. Sale è l’equivalente dei nostri saldi. Data la crisi economica, è una parola che al momento si vede un po’ dappertutto: sui cartelli di fronte alle case (in questo caso nella forma on sale, in vendita), sulle vetrine delle concessionarie d’auto, nelle pubblicità in televisione.

save your money and one day it'll return the favor

Una casa al… vapore

Sebbene io non sia uno di quegli attivisti estremisti (in genere non sono nulla che finisce in ista) che fanno dell’ecologia l’unico scopo della loro vita, mi piace nel mio piccolo fare la mia parte per contribuire a rendere il mio quotidiano più compatibile con il benessere del Pianeta sul quale abito. A parte il progetto di comprare un composter dove riciclare tutto il materiale organico per farne ottimo concime per le mie piante, da qualche mese siamo i felici possessori di una vaporella (non della Polti, ma non so come si chiama l’elettrodomestico in generale). Uno di quegli aggeggi che puliscono senza bisogno di detersivi o altra robaccia chimica. Utile non solo per il pavimento, ma anche per le incrostazioni in bagno, per sgrassare il forno, per togliere la patina di calcare dallo scolapiatti. Leggi il resto di Una casa al… vapore

I contenuti invecchiano presto

Nelle scorse due puntate, abbiamo visto come il “male” che colpisce i siti di molte grandi organizzazioni è che i “capi” ne sottovalutano le potenzialità, e di conseguenza investono lo stretto indispensabile per gestirli. Va a finire così che, a causa della mancanza di uno staff dedicato alla cura del sito (la redazione web), i contenuti tendono a non essere aggiornati per lunghi periodi di tempo. Oramai anche le pietre sanno che alla base di una solida presenza in rete non stanno più i “trucchi” di un tempo (scrivere sesso replicato 100 volte nelle keywords non aiuta), ma i contenuti migliori e freschi. Io lo sperimento ogni giorno con il mio blog: la marcatura semantica e la bontà di quello che scrivo sono fattori che Google premia senza dubbio. Leggi il resto di I contenuti invecchiano presto

Sincronizzazione automatica USB

Da quando ho comprato l’Asus EeePC, la portabilità delle informazioni è diventata una mia fissazione. I primi giorni arrivavo al lavoro, tiravo fuori dallo zaino il netbook, lo collegavo alla rete, spedivo le email in uscita (scritte sull’autobus), poi accendevo il mio computer da lavoro, avviavo Thunderbird, copiavo nella cartella condivisa tra i due il file con gli ultimi articoli per il blog e finalmente, dopo tanta fatica, potevo iniziare a far qualcosa. Qualche settimana fa, approfittando di un’offerta, ho preso una penna USB da 16Gb a 16 dollari. Ho installato Thunderbird Portable ed ho risolto tutti i miei problemi. Non importa quale computer uso per fare le mie cose, tutti i dati sono sulla pennina, e non devo più fare diecimila manovre ogni mattina. Attacco la penna al computer e via, sono pronto. L’unico inconveniente: se perdo la pennina, sono fregato! Leggi il resto di Sincronizzazione automatica USB

Programmazione mancante: risolto

Un paio di giorni fa parlavo di un nuovo problema riscontrato da quando uso WordPress 2.8: la programmazione mancante (o mancata?) degli articoli. In genere quando lavoro alle interviste, prendo contatti con i miei ospiti in anticipo, per dar loro il tempo di pensare alle risposte, ma non rimanere possibilmente un lunedì senza intervista (è quello che in gergo informatico chiamerei un buffer). Così mi capita di programmare le interviste “nel futuro” non appena gli intervistati mi mandano le loro risposte. Come dicevo, pare che questa cosa non stesse più funzionando per qualche motivo. Per brevità, devo usare un linguaggio tecnico, se non ci capisci un tubo, chiama l’idraulico! Dopo una febbrile ricerca del colpevole, sono riuscito a capire che il wp-cron.php, il pezzetto che si occupa fisicamente di pubblicare gli articoli programmati, non veniva più invocato. Continuando il lavoro certosino, ho scoperto che esiste un parametro define('ALTERNATE_WP_CRON','yes'); da definire nel wp-config.php, grazie al quale WordPress userà un metodo alternativo per verificare quali articoli devono andare in onda. Pare che attivando questa cosa, il problema si sia risolto. Vediamo se le prossime interviste andranno davvero in onda… da sole!

Black Cat incontra Non Solo Mamma

Seduti nel mio salotto virtuale ho avuto il piacere di far confrontare due promessi sposi, due papà che gestiscono il blog per i loro bebè, due scrittrici, un avvocato ed un filosofo e via dicendo. All’appello mancavano due mamme, e così oggi con Black Cat (indicata con la B nel seguito) e NonSoloMamma (a cui ho associato la N), colmo anche questa lacuna. La prima si definisce “mamma, webmaster e felide bastarda”, mentre l’altra più ironicamente si descrive così: sono elastigirl ma per vivere faccio la giornalista; ho due hobbit, di sesso maschile, uno grande di sei anni e uno piccolo di tre, e un marito part-time perché buona parte del suo tempo sta a londra dove lavora (e dove probabilmente ha una vita parallela con un’altra moglie e altri figli). Ecco cosa hanno risposto alle mie domande.

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Torta alle ciliegie

Nello scrivere questa ricetta mi sono imbattuto in uno dei miei tanti dubbi grammaticali: si dice ciliege o ciliegie? Una rapida ricerca mi informa che i nomi che terminano in -cia e -gia, se davanti a -cia e -gia hanno una vocale, fanno al plurale -cie e -gie (camicia – camicie, guarentigia – guarentigie); se hanno una consonante fanno invece -ce e -ge (lancia – lance, bolgia – bolge). Se però hanno la i tonica, la conservano sempre (farmacìa – farmacìe, nostalgìa – nostalgìe). Insomma, pare che si dica ciliegie. Se tutto questo studio t’ha messo fame, eccoti una ricetta di stagione per calmare il tuo appetito: la torta alle ciliegie. Ho scoperto tra l’altro che una versione simile è stata premiata dal Consiglio Nazionale delle Torte (qui in America non ci facciamo mancare nulla) come la migliore in assoluto. Leggi il resto di Torta alle ciliegie

Allowed memory size exhausted

Ebbene si, stamattina mi sono armato di santa pazienza ed ho aggiornato il programma che uso per gestire questa baracca, WordPress, all’ultima versione disponibile, la 2.8. L’aggiornamento automatico da pannello di controllo è andato più o meno liscio: ho dovuto disattivare tutti i plugin, per evitare l’errore di “memoria esaurita” del sistema. Ma la sorpresa è stata quando rientrando nel pannello di controllo, trovo una bacheca “rotta” in cui alcuni box non si vedono, i colori sono sfasati ed altre cose strane.

Dopo aver sbattuto un po’ la testa, mi rendo conto che il problema è sempre quello: Allowed memory size of 33554432 bytes exhausted. Scopro così su un blog inglese, che la versione 2.8 introduce nel file wp-settings.php (lo trovi nella cartella principale) una variabile WP_MEMORY_LIMIT, impostata per default a 32 mega. Mi è bastato alzare il limite a 38 mega, e tutto è tornato a posto.

Se anche tu hai lo stesso problema, a prescindere dalla versione di WordPress che stai usando (superiore alla 2.8, s’intende), nel tuo wp-config.php aggiungi

define('WP_MEMORY_LIMIT', '38M');

Ovviamente puoi cambiare 38M con il numero che ritieni più appropriato, molti suggeriscono 64M, ma non sempre i provider consentono tanta libertà, quindi è meglio sparare basso. Per fortuna non uso poi così tanti plugin! Se vedi qualcosa di strano, per favore fammi un fischio.

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