due chiacchiere

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Grenoble: tra le alpi francesi

Per la rubrica “dove andare in vacanza” oggi ti parlo di una cittadina sperduta tra le alpi francesi, che s’incontra dopo aver valicato il confine con uno dei treni che partono da Torino. Se vuoi avere un “assaggio” della Francia genuina e rurale e spendere davvero poco per qualche giorno di relax, non puoi perderti i miei consigli. La moglie ed io ci siamo stati praticamente dopo un paio di mesi che c’eravamo fidanzati, praticamente il secolo scorso 🙂 Lei doveva dare l’esame di Francese all’università e così decise di far pratica d’estate andando a vivere lì per un mesetto. Io l’andavo a trovare di tanto in tanto, nei fine settimana, dormendo su un letto a castello accanto al box doccia. Ah, le esperienze di gioventù! Leggi il resto di Grenoble: tra le alpi francesi

Le parolacce americane

Nello scrivere questi articoli sulle curiosità della lingua inglese, finora non avevo voluto toccare l’argomento parolacce. Ma è pur vero che tutti, quando incontriamo uno straniero, prima o poi gli chiediamo come si traducono le “principali” parole sporche o imprecazioni. Se l’argomento può urtare la tua sensibilità, ti consiglio di non proseguire la lettura 🙂 Gli americani, bisogna dirlo, sono sempre molto puritani: in pubblico e negli articoli di giornali, leggerai sempre the f- word quando ci si riferisce a fuck, vaffanculo. Molto raramente è pronunciata in maniera esplicita, ed è considerata molto volgare. Può essere usata da sola, oppure accompagnata, assumendo diversi significati. Leggi il resto di Le parolacce americane

Un eroe di presidente

Sul blog di Maestro Alberto ho trovato qualche giorno fa questo video prodotto da JibJab, un sito di cose divertenti (lo so, è una definizione che sminuisce il loro lavoro, ma se vuoi saperne di più, fai direttamente un giro dalle loro parti). Bellissimo, questo è stato il mio commento dopo averlo guardato. Non solo divertente, ma intelligente e ben fatto. Mi chiedo: ma perché in Italia, invece di inveire come bestie inferocite contro Berlusconi e le sue “vicende private”, non la prendono a ridere come fanno qui? Obama ha le orecchie a sventola, Berlusconi ha i capelli finti. Ci sarebbe un sacco di materiale su cui… lavorare! Leggi il resto di Un eroe di presidente

La Quarta Bozza del Maestro Alberto

E così la prima stagione delle interviste doppie giunge quasi al termine. Ancora un paio di puntate e poi tutti al mare fino a Settembre, quando spero di aver racimolato un nuovo spumeggiante cast per la nuova edizione della mia rubrica. Visto che intanto le scuole sono oramai chiuse, e solo gli ultimi maturandi si attardano a farsi interrogare per conseguire l’agognato titolo, ho pensato bene di intervistare una traduttrice ed un maestro, e chiedergli cosa ne pensano della scuola attuale. Il loro punto di vista, che personalmente condivido in pieno, è sintomo di un malessere non ascoltato dai governanti, ed a cui bisognerebbe porre rimedio al più presto. Eccoti dunque cosa mi hanno detto Ilaria di Quarta Bozza ed Alberto di Maestro Alberto.

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Offerta speciale su Amazon

Da quando me ne sono venuto qui in America, Amazon ha guadagnato un nuovo cliente fisso. Acquistare ogni tipo di genere di consumo online è oramai una piacevole abitudine, che porta i suoi benefici: niente coda al centro commerciale, prezzi vantaggiosi, possibilità di leggere le recensioni sui prodotti, l’affidabilità di avere un colosso come Amazon alle spalle, la garanzia delle poste americane che il prodotto sia consegnato subito ed in ottimo stato. Per spremere al massimo l’utilità, consulto siti come SlickDeals (affari raffinati, si potrebbe tradurre in Italiano), dove ho trovato ad esempio il mio Asus EeePC a prezzi “scandalosamente” bassi, ed un mucchio di altre cose. Ma mai avrei creduto di poter trovare questo. Ovviamente sul forum s’è scatenata una divertente discussione in merito. Quella che mi piace di più: “voglio vedere la faccia del tizio del corriere quando me la consegna.” 🙂

Ricordando l’ombra del vento

Accidenti come passa il tempo, mi sembrava di aver finito di leggere L’ombra del Vento solo da pochi mesi, ed invece la lettura risale addirittura al 2007. Se non conosci questo romanzo di Carlos Ruis Zafon, ti consiglio vivamente di inserirlo tra le tue letture per quest’estate. Magari sotto l’ombrellone, mentre il dolce suono delle onde del mare accarezza i tuoi timpani e ti invoglia ad immergerti nella storia tra le avenidas del Tibidabo. Se dovessi scegliere un passaggio per convincerti a leggere quest’opera, ecco quale prenderei:

L’uomo più saggio che io abbia mai conosciuto, Fermin Romero de Torres, un giorno mi aveva spiegato che nella vita non c’è nulla di paragonabile all’emozione che si prova quando si spoglia una donna per la prima volta. Non mi aveva mentito, ma mi aveva taciuto parte della verità. Non mi aveva detto dello strano tremore che trasforma ogni bottone, ogni cerniera in un’impresa da titani. Non mi aveva detto della malia di un corpo palpitante, dell’incantesimo di un bacio né di quel miraggio che sembrava ardere in ogni poro della pelle. Sapeva che il miracolo avviene una sola volta nella vita ed è fatto di trame segrete che, una volta svelate, svaniscono per sempre. Mille volte ho tentato di rivivere l’emozione di quel pomeriggio con Bea nella grande casa dell’avenida del Tibidabo, quando lo scrosciare della pioggia cancellò il mondo. «Fammi quello che vuoi» sussurrò. Avevo diciassette anni e la vita sulle labbra.

Bruschette estive con zucchine

Non c’è dubbio, l’estate è proprio arrivata anche in America. Fino ad un paio di settimane fa pioveva che sembrava Febbraio, ed ora tutto d’un tratto è scoppiato il caldo anche qui. Sarebbe proprio il caso di dire “non esistono più le mezze stagioni” 🙂 Con l’arrivo del solleone, va via la voglia di cucinare (ed a volte anche quella di mangiare) e quindi bisogna inventarsi qualche piatto stuzzicante che non costringa allo stesso tempo di stare troppo a lungo davanti ai fornelli. Non solo, l’estate è il tempo in cui ci si riunisce con gli amici, ci si porta uno spuntino in spiaggia, facendo una chiacchierata sotto l’ombrellone. Eccoti allora un piatto ottimo per tutto ciò: bruschette con zucchine e yogurt.

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La fuga dei cervelli continua

Leggo con tristezza e rassegnazione un ennesimo articolo del Corriere sulla cosiddetta fuga dei cervelli: la ricercatrice precaria è venuta in America. Io c’ho lavorato in un’università italiana, e so cosa si prova: il senso di impotenza, i grandi professoroni che fanno quello che gli pare, nessuno spazio d’iniziativa per i piccoli che cercano di farsi avanti. Tutto l’opposto di quello che succede nel Paese a stelle e strisce: nell’ateneo dove lavoro già dopo 6 mesi mi volevano dare il posto di assistente per un corso sulle tecnologie del web, solo in base ai miei “meriti” sul campo, non all’anzianità di servizio o altre cavolate. Ho rifiutato, per vari motivi, ma già il fatto che mi abbiamo proposto la promozione è segno di come qui la ricerca sia presa sul serio, e che l’organizzazione sia fortemente meritocratica. Spero che anche Rita, la ricercatrice citata dall’articolo, abbia le soddisfazioni che si merita! Non come un mio amico che, dopo anni di precariato, sta lavorando gratis (si, hai letto bene) per il suo ateneo, semplicemente per non perdere il posto e tenersi “buono” il suo direttore.

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