Qualche giorno fa, il Centro Studi sugli Investimenti Sociali (meglio noto come Censis) ha pubblicato l’annuale rapporto sull’andamento della società del Belpaese. Per me è diventata una piacevole abitudine: leggerlo con calma per capire dove va l’Italia di oggi, specialmente da quando non ci vivo più. I giornali, come sempre, hanno dato risalto ancora una volta alle note negative presenti nel documento: per il secondo anno di fila, gli esperti del Censis parlano di “mucillagine” sociale. Già, secondo i mezzi di “condensazione” dell’informazione, pare che l’Italia sia incapace di riconoscersi come unica nazione, identificandosi come (le parole sono prese dal comunicato stampa) un insieme inconcludente di “elementi individuali e di ritagli personali” tenuti insieme da un sociale di bassa lega. Ti riporto il paragrafo di apertura, suggerendosi di leggere il resto sul loro sito. Leggi il resto di Una società mucillagine
Articoli recenti
I messicani sul piatto
Ricordo sempre, non senza un po’ di acquolina in bocca, una specialità che usavamo preparare in famiglia. Un contorno sfizioso per queste festività, una ricetta semplice e veloce. Nel titolo ho usato la parola messicani, perché dalle mie parti era un piatto conosciuto sotto questo nome, anche se penso sia più appropriato chiamarli involtini. Forse perché vagamente richiamano gli ingredienti di burritos e fajitas, che sono ricette sudamericane, non so. Ad ogni modo, in un’epoca in cui le pietanze in gelatina sembrano sparire dalle tavole, mi è sembrato giusto scrivere qualcosa in loro difesa. Leggi il resto di I messicani sul piatto
La vera storia di Babbo Natale
Oggi il vecchio signore dalla barba bianca e dal vestito rosso ha fatto visita a tutti i bimbi (e non più bimbi) che ci credono ancora. Ma chi è quest’uomo grassottello che solo da mezzo secolo ha le sembianze con cui lo conosciamo oggi? Il vestito rosso e l’aria bonacciona da nonno di tutti noi, per esempio, gliel’ha data Haddon Sundblom che nel 1931 venne incaricato dalla Coca Cola di fare una campagna pubblicitaria natalizia. Ma non è questa l’unica rivelazione che scoprirai continuando la lettura di questa mia storia. Che relazione c’è tra lui ed il Natale, inteso come nascità di Cristo? Leggi il resto di La vera storia di Babbo Natale
Accordarsi sulla distribuzione
Ultima lezione d’inglese prima delle feste natalizie, quella che ti propongo oggi. Parliamo della parola deal, che a seconda del contesto in cui viene collocata, assume diversi significati. Essa può avere il ruolo sia di nome sia di verbo ed in quest’ultimo caso può essere usato in forma sia transitiva che intransitiva. Ricordiamo che un verbo è transitivo quando regge un complemento oggetto, mentre è intransitivo nel caso contrario 🙂 Il mio maestro alle medie ci spiegò che “transitivo” vuol dire che transita, ovvero fa passare, l’azione dal soggetto al complemento oggetto. Il che rende più facile ricordarsene all’occorrenza: il verbo leggere in “io leggo un libro” è transitivo, mentre correre in “io corro” è intransitivo. Leggi il resto di Accordarsi sulla distribuzione
Mi sono allargato per default
Con l’anno nuovo che arriva mi sono deciso a mettere in campo una piccola rivoluzione su questo blog. La scorsa estate avevo attivato una funzione che avvisa l’utente della possibilità di usare la mia impaginazione “larga”, se il suo schermo è ampio abbastanza. Dopo sei mesi di monitoraggio, ho deciso di impostare per default questa impaginazione, rendendo opzionale il passaggio a quella stretta, adatta a chi ha una risoluzione di 1024×768 o inferiore. Dalle statistiche vedo che ad oggi circa il 40 per cento dei miei visitatori usa quella risoluzione, mentre circa il 52% ne ha una superiore. Questo sorpasso mi ha convinto a fare lo scambio. Se proprio ti manca l’impaginazione stretta e lunga, non esitare ad usare i pulsanti qui sopra per personalizzare l’aspetto del blog a tuo piacimento!
Sposta i moduli come vuoi
Nella puntata precedente abbiamo iniziato a conoscere alcune delle novità del nuovo WordPress 2.7: il nuovo approccio alla navigazione adottato nel pannello di amministrazione. Ora che sappiamo come orientarci, sarà più facile gironzolare per le pagine, e scoprire come gli sviluppatori hanno praticamente migliorato tutto. Ad esempio, una funzione che era presente in passato e che era stata “disattivata” nelle ultime versioni, era la possibilità di trascinare (drag and drop, per i tecnici) tutti i moduli di una qualsiasi pagina di amministrazione, posizionandoli a proprio piacimento all’interno del layout. Ciò è di nuovo possibile, in “grande stile” direi: a partire dalla bacheca, potrai decidere dove piazzare l’elenco dei commenti recenti, quello dei link in ingresso o le ultime novità dal mondo WordPress. Senza contare che, finalmente, il layout è stato reso liquido: una vera manna per chi ha uno schermo grande, come il mio Dell da 1600×1200 pixel. Leggi il resto di Sposta i moduli come vuoi
Il NIC è fermo all’età della pietra
Qualche settimana fa ho acquistato un nuovo dominio tramite Tophost. Per la precisione un dominio “punto it”, che richiede una complicata procedura di negoziato con il Registro Italiano dei Domini per portare essere completata. Mi chiedo se quelli del Centro Nazionale per le Ricerche si rendano conto che fra qualche giorno saremo nel 2009: ancora nel ventunesimo secolo richiedono di inviare una lettera firmata via fax, dove l’acquirente si assume tutte le responsabilità legate alla detenzione di un dominio italiano. Ovviamente l’invio del fax ha avuto dei problemi, così ho dovuto ripeterlo per ben 3 volte, aspettando ogni volta con calma la risposta del NIC. Uno spreco di tempo e di denaro (spedire un fax costa più che mandare un’email con PDF allegato). Non conosco quali oscuri motivi stiano dietro a questa politica dell’età della pietra (non venitemi a dire che un fax ha più valore legale di un pdf), ma certo se vogliamo che l’Italia avanzi nel campo della tecnologia e le aziende aumentino la loro presenza in rete, dovremmo risolvere i problemi alla radice 🙂
Le belle iniziative franano
Ricordi che qualche settimana fa avevo parlato del mio “trollare” sul blog di Tophost? Bene, il mio punzecchiamento è andato a finire male, e si è scatenato il putiferio, dopo il comunicato ufficiale dell’azienda di sospendere l’iniziativa. Personalmente la aggiungo alla lista delle motivazioni che mi hanno fatto lasciare quel triste Paese: all’estero ci sono siti che campano sulle donazioni fatte online, io per primo ho contribuito attivamente dando qualche spicciolo (che ricavo dalla pubblicità sul blog) agli sviluppatori di questo o di quel programma. Una mentalità che, a quanto pare, in Italia è ben lungi dall’attecchire. E se ti stai chiedendo “cosa c’entri questo con l’andarsene via dall’Italia” rispondo che non voglio certo allevare i miei figli in un posto del genere (grazie Emanuele, per la segnalazione) in cui l’unica ragione di vita sembra “fare i furbi”; la vicenda di Tophost non è che l’ultima conferma di questo andazzo, in ordine di tempo. La cosa più buffa di questa storia? Alcuni di quelli che si sono fatti lo sconto (non metto il link per non fargli pubblicità), rivendevano lo stesso identico prodotto a 10 volte (ottanta euro) il prezzo originale. Incredibile.