Lo sciopero degli sceneggiatori americani, sebbene sia finito da qualche tempo oramai, sta facendo vedere ancora oggi i suoi effetti: la stagione delle serie televisive americane riprenderà con un paio di mesi di ritardo (a parte Lost, ma lì non ci vuole molto a scarabocchiare una trama). Ai protagonisti della protesta va tutta la mia stima: anche se siamo rimasti a “digiuno” dei vari Dottor House e Cronache di Sara O’Connor, sono contento che queste persone abbiano ottenuto ciò per cui si battevano. Nel frattempo, non posso che consolarmi con American Idol, un qualcosa di simile all’italico Amici di Maria De Filippi, ma con molta meno suspance. Se nella versione del marito (ehm, della moglie) di Maurizio Costanzo bisogna aspettare ogni volta 10 minuti per sapere com’è andato il voto, qui te lo dicono in quattro secondi, senza grande trepidazione. Per chi, come me, non è abituato al ritmo serrato, si perde un po’ il gusto dell’attesa. Leggi il resto di Che noia, senza le serie
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Qui la danno ai pensionati
Premessa: i pensieri che seguono hanno un tono potenzialmente scurrile, se quindi non gradisci il linguaggio da “scaricatore di porto”, non continuare la lettura. In realtà non dipende da me se qui i contributi per la pensione si chiamano Federal Insurance Contributions Act, o più brevemente FICA. Lo dice anche Wikipedia, non me lo sono inventato io. Però mi è subito venuto in mente un commento ironico: ora capisco perché i pensionati americani sono tutti belli arzilli e sempre sorridenti! Vuoi mettere, al confronto con i colleghi Italiani: questi ultimi pagano le tasse per l’INPS, quegli altri invece pagano le tasse per la FICA! Suvvia, non c’è proprio paragone. Mi sarei trasferito qui solo solo per questa cosa!
Un taglio al traffico in città
Visto che le elezioni si avvicinano, continuo con le mie osservazioni sull’organizzazione sociale adottata in America, sui piccoli dettagli che fanno “funzionare meglio” la vita di tutti i giorni. Chissà che magari i candidati non possano prenderne spunto per adottare soluzioni simili anche in Italia. Per esempio penso al traffico: il sindaco di Milano ha più volte ventilato l’adozione di una specie di tassa per chi entra in città tutte le mattina (a proposito, non l’hanno mica messa in pratica ancora, giusto?). Qui invece si persegue la via contraria: non scoraggiare la gente a prendere la macchina, piuttosto incoraggiarla a prendere i mezzi pubblici. Come? Rendendo detraibili dalla dichiarazione dei redditi i soldi spesi per andare al lavoro in autobus, metropolitana e treno. Un risparmio netto, dati alla mano, di almeno 300 dollari all’anno. Leggi il resto di Un taglio al traffico in città
Registra un dominio per un euro
Annuncio di servizio: mi è appena arrivata una lettera da Tophost, il provider che ospita questo sito, in cui mi offrono la possibilità di registrare un nuovo dominio con poco più di un euro. Si, hai letto bene: al prezzo di un caffè potrai possedere, per un intero anno, il sito dei tuoi sogni. Visto che a me non serve, ho deciso di regalare al più veloce e meritevole quest’opportunità: entro il 3 Aprile, contattami per richiedere il codice promozionale. Per rendere la cosa più interessante, la richiesta dovrà riportare anche una descrizione del sito che vuoi realizzare, dopo aver acquistato il nuovo dominio. L’idea più interessante, a mio insindacabile parere, riceverà in regalo il codice e la mia assistenza per attivare lo spazio. Leggi il resto di Registra un dominio per un euro
Gli italiani e la blogosfera
Apprendo stamattina con dispiacere che BlogBabel, uno dei servizi di indicizzazione della blogosfera italiana, è stato temporaneamente chiuso. Il laconico messaggio pubblicato dagli sviluppatori, spiega le motivazioni: un’esagerazione nei toni usati da un gruppo di utenti nel richiedere la cancellazione dal servizio. Come spesso accade in Italia, volano minacce di querele, si promettono denunce in tribunale, ed ognuno si arrocca sulla propria posizione. Gli utenti non capiscono che si tratta di qualcosa di gratuito, che come tale rispetta il proverbio “a caval donato non si guarda in bocca”; gli sviluppatori non concedono volentieri spazio alla possibilità di cancellare il proprio sito dall’indicizzazione. Il mio pronostico? Finirà tutto a tarallucci e vino. Leggi il resto di Gli italiani e la blogosfera
Buona pasqua con la pastiera
Un detto siciliano recita “Cu n’appi n’appi, de cassateddi i Pasqua”, riferendosi ad un tipico dolce della tradizione locale, le cassateddi, preparato appunto durante le festività pasquali. Visto che ho già pubblicato quella ricetta, oggi per farti i miei auguri ti propongo quella della pastiera napoletana: in un certo senso “cugina” delle cassatine siciliane, prevede l’uso del grano cotto e della ricotta. Varie correnti di pensiero si sono espresse in merito alla personalizzazione della pastiera: col cioccolato, con i canditi, con il riso al posto del grano. Quella che segue è la versione originale, che vanta il maggior numero di imitazioni. Leggi il resto di Buona pasqua con la pastiera
Due sopra, due sotto
Dopo tre settimane, posso dirlo, inizio a prendere il ritmo della vita quotidiana. Mi capita così di notare alcuni dettagli sul “funzionamento delle cose” che in genere, quando venivo in America come turista, non osservavo. Ecco allora che mi viene voglia di scrivere due righe su alcune cose che andrebbero sicuramente importate anche in Italia, ed altre che invece sarebbe bene evitare. Affinché il Belpaese non sia solo bravo a copiare dall’estero le cose peggiori. Non sono grandi teorie, ma piccoli dettagli che rendono più facile il trascorrere dei giorni. Leggi il resto di Due sopra, due sotto
Qualche dubbio su WordPress 2.5
Ok, ammetto che le novità mi sconvolgono sempre un pochino. In alcune cose sono un abitudinario: non fa eccezione l’interfaccia di amministrazione di WordPress, il sistema che utilizzo per gestire questo sito. Ho appena finito di aggiornarlo alla versione 2.5, ultima nata in casa Mullenweg, e già sento la nostalgia di quella che avevo fino a pochi minuti fa. Però ho alcune perplessità sul fatto che la nuova disposizione di pulsanti e funzionalità incrementi effettivamente l’usabilità e l’intuitività. La mia professoressa di Tecniche della Comunicazione era solita dire che la regola fondamentale, quando si progetta un’interfaccia, è renderla autoesplicativa, il più possibile. La maniglia di una porta ti suggerisce di afferrarla, un tasto della tastiera ti suggerisce di premerlo. Ma se mettessero un tasto in alto, per aprire una porta, forse la gente avrebbe qualche difficoltà in più a capire come funziona. Leggi il resto di Qualche dubbio su WordPress 2.5