due chiacchiere

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La calma prima della tempesta

E così stanotte (le 8 di domani mattina in Italia) Irene dovrebbe raggiungere la nostra zona, flagellare New York con venti intorno ai 100 chilometri orari e poi continuare la sua marcia verso il nord degli Stati Uniti. Al momento qui si respira una calma quasi artificiale, e fuori non si vede neppure il classico cane passare per strada: sarà per i messaggi inquietanti che arrivano da ogni canale su cui ci si sintonizza, sarà perché fuori ha già iniziato a piovere, sarà perché i supermercati ed i negozi per la casa sono stati praticamente svuotati di tutti i generi di prima necessità (dall’acqua alle batterie, dai generatori a benzina alle pompe dell’acqua). Avevo pensato di mettere la webcam in diretta, ma dato che il peggio arriverà di notte, non avrebbe avuto alcun senso. Ad ogni modo, noi siamo già pronti ad evacuare, se necessario, ma speriamo proprio non ce ne sia bisogno.

Sono solo molto impegnato

Piccola nota di servizio per tranquillizzare e soddisfare la curiosità di coloro che si stanno chiedendo che fine abbia fatto camu. Con l’imminente inizio del nuovo anno accademico, al lavoro si sono accumulati una serie di progetti che vanno completati entro metà della prossima settimana. Da qui la corsa febbrile per “spremere” ogni minuto delle otto ore lavorative quotidiane per cercare di fare il più possibile 🙂 Come dicono gli americani, siamo in crunch time e quindi non rimane tempo per altro. Arrivato a casa, poi, ho voglia di tutto tranne che sedermi di nuovo davanti ad un computer per curare il blog. E così mentre l’uragano Irene minaccia di portare un’apocalisse nella Grande Mela, ed i terremoti scuotono mezz’America, io non posso far altro che tenere per me tutti i post che ho nella testa. Se a tutto questo s’aggiunge che sto lavorando alla versione 2.5 del mio plugin per le statistiche, per includere il tracking di Google Plus One e di qualsiasi evento ti passi per la testa (heatmaps, anyone?), il quadro della situazione è completo.

Roku, il media player che volevo

Qualche tempo fa dicevo della mia ricerca di un qualcosa in grado di farmi guardare in tv i video che ho sul computer di casa. Alcuni hanno suggerito di installare direttamente un computer touchscreen in salotto, altri consigliavano lo scatolotto della Western Digital, oppure ancora la Apple TV (a me, che l’azienda di Cupertino non la posso vedere manco col binocolo!). Ma nessuna di queste soluzioni soddisfaceva le mie richieste: streaming da Internet (Amazon Video, Hulu Plus, Netflix e via dicendo) e dalla rete locale sulla tv in salotto a prova di moglie 🙂 Un giorno, quasi per caso, inciampo in un’offerta in cui si vende un Roku a 45 dollari, spese di spedizione incluse. La descrizione sembra allettante, così approfondisco l’argomento, informandomi sulle caratteristiche e sulla possibilità di riprodurre i video del PC. Mi sembra troppo bello per essere vero: con meno di 50 dollari posso avere esattamente ciò che cerco, e così lo ordino. Leggi il resto di Roku, il media player che volevo

I contribuenti americani e la fica

Se leggendo il titolo hai pensato che con il caldo mi ha dato di volta il cervello, hai completamente sbagliato strada. Già, perché non è assolutamente di argomenti scurrili che voglio parlare in questo ferragosto uggioso americano. La curiosità di oggi arriva proprio dall’America. Alcune settimane fa davo un’occhiata alla mia busta paga, per vedere se Obama mi stava togliendo più tasse del solito, ed ho scoperto di star pagando i contributi per la FICA, Federal Insurance Contributions Act. Lo dice anche Wikipedia, non me lo sono inventato io. Vuoi mettere? Voi italiani pagate le tasse per l’INPS, ma io sono ben più contento di pagare quelle per la FICA! Suvvia, non c’è proprio paragone. Mi sarei trasferito qui solo solo per questa cosa!

Il ricco turista fa girare l’economia

Quando qualche anno fa è “scoppiata” la crisi economica nella quale siamo ancora impantanati (e dalla quale, al momento, non ci libereremo facilmente, stando a quello che si sente e si legge), e per rendere il tutto un po’ più sopportabile, iniziarono a circolare le prime barzellette su di essa. Io ne trovai una sul blog di Federico Neri (il link non posso metterlo perché nel frattempo il proprietario ha chiuso bottega), che ancora oggi mi sembra di grande attualità. Un modo per risolvere i problemi economici con gran facilità! Leggi il resto di Il ricco turista fa girare l’economia

Verificare sempre il destinatario

Dato che i vari metodi per sbucciare una banana sembrano non essere un buon argomento da ombrellone, e visto che l’anno scorso di questi tempi decisi di affrontare un argomento tutt’altro che leggero, quest’anno provo con una nuova strategia. Riproponendo una barzelletta che avevo già pubblicato nel lontano 2007, ma che non perde mai il suo fascino. In fondo, con le ferie alle porte per molti, non c’è di meglio che farsi due risate sorseggiando una bibita fresca. Senza stare troppo ad arrovellarsi il cervello con letture difficili o problemi insormontabili.  Leggi il resto di Verificare sempre il destinatario

Come sbucci la tua banana?

Va bene, lo ammetto, il titolo potrebbe sembrare quanto meno ambiguo ed i soliti malpensanti si saranno subito fatti chissà quali strane idee. Probabilmente anche tu che arrivi da Google cercando argomenti piccanti, rimarrai deluso da quello che leggerai qui di seguito. Già, perché la domanda del titolo è propriamente letterale, e riprende la discussione dell’olio e dell’aceto nata durante una cena in famiglia. A margine dell’animato dibattito, infatti, qualcuno ha proposto altre curiose domande a sfondo culinario. Anche nel caso del frutto giallo, si sono formati due gruppi e due filosofie di pensiero. Gli uni, più numerosi, sostenevano che è più comodo sbucciare la banana dal “manico”, ovvero dalla parte in cui il frutto è attaccato al casco. Gli altri, agguerriti, facevano notare che in questo modo però si hanno due problemi: se il frutto è maturo si rischia di ridurre la punta in poltiglia, e non si ha un comodo manico (appunto) per tenere la banana quasi finita. E tu da che parte stai? Leggi il resto di Come sbucci la tua banana?

Alcune curiosità sul ramadan

Non molti lo sanno, ma con il mese di Agosto è iniziata la celebrazione del ramadan per la comunità islamica. Dato che un quinto della popolazione mondiale pratica questa religione, ho pensato che sia interessante condividere qualche curiosità in merito con i miei lettori. Si tratta di un periodo di penitenza che i devoti praticano per ingraziarsi la benevolenza di Allah. Un po’ come capita per i cristiani praticanti durante la quaresima. Il ramadan consiste nel digiunare completamente dall’alba al tramonto: niente bere, mangiare, fumare o praticare attività sessuali. Comincia ogni anno in un periodo diverso per via del calendario musulmano basato sui cicli lunari: più esattamente è il nono mese dell’anno e significa “mese caldo”, probabilmente perché originariamente era celebrato sempre d’estate. Leggi il resto di Alcune curiosità sul ramadan

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