due chiacchiere

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Le parole chiave dell’estate 2011

Classico appuntamento periodico con la lista delle ricerche più strampalate che hanno portato i visitatori da Google e soci fin su queste pagine. Sarà che oramai Facebook sta fagocitando molta della popolazione blogosferica di un tempo, sarà che giocare a Farmville è più facile che visitare un blog e mettere in funzione il proprio cervello, ma il calo si inizia a sentire in maniera sempre più evidente, ed è sempre più difficile scovare delle vere perle nella marea di ricerche comuni (tipicamente ricette di stagione) che trovo nelle mie statistiche. Ho cercato di fare il possibile per cernere quelle più valide. Tra parentesi quello che ho pensato dopo aver letto la frase. Leggi il resto di Le parole chiave dell’estate 2011

Anche quest’anno ho fatto lo yogurt

Ogni anno, con l’inizio della bella stagione, tiro fuori la mia pentola a “cottura lenta” (non so se in italiano esista un nome più appropriato) per preparare lo yogurt, di cui vado particolarmente ghiotto. D’inverno ho provato più volte, ma non importa quanto tenga al calduccio il prezioso contenuto, non sono riuscito ad ottenere risultati soddisfacenti dai miei amici batteri. Quest’anno, comunque, per non farmi cogliere impreparato a quest’appuntamento, mi sono anche munito di termometro per i cibi. Che mi consente di monitorare la temperatura del latte prima di aggiungervi lo yogurt madre. Stando ai siti del settore, infatti, la temperatura del latte deve salire lentamente da circa zero gradi (frigo) a 58 gradi centigradi, al di sotto del punto di ebollizione. Poi altrettanto lentamente (almeno 2 ore) la si fa scendere fino a 40 gradi, ideale per i batteri che avranno almeno 8 ore per fare il loro lavoro. Un processo che richiede un’intera giornata, ma i cui risultati anche per quest’anno non mi hanno deluso per nulla finora.

Un anno con il nuovo template

Mi facevano notare i miei lettori più attenti che con l’arrivo di Settembre si è concluso il ciclo dei 12 temi (uno al mese) che vanno in onda su questo blog. Il che vuol dire che è già passato un anno da quando annunciai di voler riscrivere da zero il mio template, e rimpiazzare quello che era diventato solo un’accozzaglia di soluzioni e toppe varie accumulatesi nel tempo. Così mi misi al lavoro ed in circa un paio di settimane fui pronto a rilasciare la terza generazione del tema. In questi dodici mesi ho cambiato alcune cose: ho rimosso le icone sociali dalla barra laterale (tanto io Facebook e soci non li uso mai), ho rivisitato le 12 tonalità cromatiche, ho spremuto tutte le ottimizzazioni possibili ed immaginabili, ho aggiunto un archivio completo del blog. Se c’è ancora qualcosa che non ti piace, scrivilo nei commenti, parliamone!

Cosa c’è nel tuo bicchiere di vino

Come forse saprai sono un fedele abbonato a Wired (ho rinnovato fino al 2015, approfittando di una promozione che offriva la sottoscrizione a 4 dollari all’anno). Ogni mese, la redazione indossa il camice del chimico ed analizza un prodotto d’uso comune. Questo mese hanno puntato il loro microscopio su un bicchiere di vino rosso. Dato che noi italiani qui in America siamo “famosi” per pasta, pizza e vino, non potevo esimermi dal tradurre l’articolo per i miei lettori amanti del nettare di Bacco. Tra le altre cose ho avuto modo di confermare la teoria del mio medico curante sul nesso tra il bicchiere di vino che ci facciamo col suocero ed il mal di testa che ogni tanto ne consegue: no, non è il post-sbornia, ma l’azione dei solfiti che i produttori aggiungono al vino. Tant’è che da qualche tempo sto comprando vini che ne dichiarano esplicitamente un basso contenuto, per… vedere l’effetto che fa! Leggi il resto di Cosa c’è nel tuo bicchiere di vino

Il mio ricevitore tv usb Hauppage

Pare che in queste settimane le offerte multimediali facciano esattamente al caso mio: dopo aver agguantato un roku ricondizionato a 45 dollari, la scorsa settimana ho trovato un ricevitore tv della Hauppage a 20 dollari, spese di spedizione incluse. Da tempo stavo cercando qualcosa che mi consentisse di trasformare il mio computer in un registratore digitale di programmi televisivi (o DVR, come lo chiamano quelli che hanno studiato). Così finalmente eviterò di perdermi i nuovi episodi del dottor Casa, o i viaggi nell’universo con Morgan Freeman, che vanno in onda alle 10 di sera o il sabato a mezzogiorno in replica. Con la possibilità di trasferire i file sul netbook e guardarli mentre mi reco al lavoro, oppure (dopo un’opportuna conversione) tenerli sul disco di rete e rivederli in salotto quando mi pare grazie al Roku. Leggi il resto di Il mio ricevitore tv usb Hauppage

Quattro settembre duemilaundici

Quando ieri, dall’ufficio, mi sono collegato al sito della compagnia elettrica per avere notizie su quando avrebbero ripristinato la corrente nella zona nord del paesino dove abitiamo, la data che ho letto in principio m’ha fatto pensare “no, deve esserci un errore, non può essere”. Ed invece no, nessun equivoco, pare proprio che staremo al buio per otto giorni di fila. Stamattina, mentre camminavo verso la fermata dell’autobus, mi sembrava quasi di essere finito all’interno del libro di Saramago, Cecità: il piccolo negozio di alimentari solitamente pieno di gente che fa colazione era chiuso, ed il parcheggio antistante completamente deserto; i semafori spenti facevano formare file insolite all’incrocio principale, mentre in sottofondo alcuni generatori a benzina sostituivano le voci di grilli e scoiattoli che solitamente mi accompagnano durante il breve tragitto. La cosa più sorprendente è comunque il modo in cui il vicinato sta affrontando questa nuova sfida: non con la rabbia e le invettive contro la compagnia elettrica che probabilmente questa situazione avrebbe scatenato in Italia, ma con quello spirito positivo ed atteggiamento ottimista che contraddistingue gli americani. Che rende la mancanza di frigo e tv molto più sopportabile.

Mi clicchi sulla freccina per tornare su?

Prove tecniche di trasmissione, in casa due chiacchiere. Già, come scrivevo qualche giorno fa, sto lavorando alla nuova versione del mio plugin per tracciare i visitatori in WordPress, per includere una funzione in grado di monitorare quello che fanno i visitatori mentre gironzolano tra le mie pagine. Così ho messo “sotto osservazione” il pulsante di Google Plus One e la freccetta che appare nell’angolo in alto a destra quando si scorre la pagina, per tornare in cima in un solo colpo. Mi chiedevo se potessi fare qualche click in giro per il blog (quindi non su questa pagina) su questi due elementi, per vedere se tutto va come dovrebbe. Prima però dovresti svuotare la cache del browser per assicurarti di star usando l’ultima versione del tema (e del javascript connesso), che include appunto queste nuove funzioni. Gli utenti di WP SlimStat te ne saranno immensamente grati!

La coda di Irene c’ha fregato

E così siamo riusciti a passare indenni la notte tra Sabato e Domenica, quando l’uragano Irene ha raggiunto la nostra zona, in perfetto orario sulla tabella di marcia. Per fortuna, come molti hanno capito, la forza del vento è stata ben inferiore di quanto pronosticato da televisioni e fabbricatori di notizie, ma ciò non toglie che si sia fatto più che bene a prepararsi al peggio. Gli alberi hanno retto, la corrente non è andata via, il ruscello a 200 metri da casa nostra è rimasto nei limiti di guardia. Tutto sembrava volgere per il meglio Domenica mattina, s’era persino visto il sole affacciarsi tra le nuvole. Peccato che la coda di Irene sia stata quello che pochi si aspettavano: l’acqua che stava riversando al nord, sta scendendo verso di noi, ingolfando fiumi, buttando a terra alberi e lasciandoci al buio per 24 ore di fila alcuni giorni (qualcuno vuole un po’ di yogurt dal mio frigo?). Beh, asciugare l’acqua infiltratasi nel seminterrato è un modo originale per passare il proprio compleanno, no? Leggi il resto di La coda di Irene c’ha fregato

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