due chiacchiere

Archivio degli articoli in angolo pc, pagina 11

La cache è mia e me la gestisco io

Qualche settimana fa avevo accennato agli esperimenti da scienziato matto che sto conducendo zitto zitto dietro le quinte del blog, senza farmene accorgere. In un commento a quel post, Emanuele aveva espresso le sue perplessità sull’adozione di una content delivery network per servire le pagine del blog. La sua critica era mirata principalmente all’aspetto della protezione dei dati personali: usando quel servizio, di fatto stavo regalando ai signori di Cloudflare tutte le informazioni sui miei visitatori, consentendogli di tracciarli in giro per la rete, ogni qualvolta gli ignari malcapitati visitavano una qualsiasi pagina che facesse uso dello stesso servizio (circa 7 milioni e mezzo di siti, stando ad alcune statistiche). Ammetto che, quando avevo deciso di sperimentare con questa funzionalità, né io né l’omino talebano avevamo pensato a questo risvolto. E secondo te l’amico che siede sulla mia spalla poteva lasciar cadere la cosa nel vuoto? Leggi il resto di La cache è mia e me la gestisco io

Una montagna di dati per una sanità migliore

Quand’ero giovane ed ingenuo credevo nel potenziale positivo che grandi quantità di dati avrebbero avuto nel trasformare la società in cui viviamo. Mentre all’università imparavo le tecniche del cosiddetto data mining, la mia mente s’inventava scenari fantascientifici in cui algoritmi complicatissimi riuscivano a scoprire come curare certe malattie, rastrellando e spulciando tra milioni di fascicoli di pazienti alla caccia di sequenze familiari. Oggi quelle farneticazioni sono diventate realtà, con tutta l’intelligenza artificiale di cui siamo circondati. Peccato che l’avanzamento tecnologico sia frenato dalla paura (più che giustificata, sia ben chiaro) che questi dati vengano usati dalle grandi multinazionali per fare montagne di soldi, e non per il bene dell’umanità. Che tristezza doversi arrendere di fronte alla cruda verità secondo l’uomo è solo preoccupato per il portafogli. Leggi il resto di Una montagna di dati per una sanità migliore

Una navigazione mobile più elegante

Se accedi al mio blog dal cellulare, ti sarai probabilmente accorto di un cambiamento nell’interfaccia di navigazione avvenuto in questi giorni. Come avevo accennato, stavo lavorando dietro le quinte alla ristrutturazione del tema (il mio sport preferito da sempre, specialmente durante gli uggiosi fine settimana qui nel New Jersey). Grazie agli strumenti disponibili nel mio cPanel, ho creato un nuovo sottodominio “dev” (al momento protetto da password per evitare che Google lo indicizzi), ed con un paio di comandi al terminale ho installato una replica del sito vero e proprio, su cui poter mettermi al lavoro senza timore di pasticciare quello a cui ha accesso il resto del mondo. Dopo aver organizzato il mio ambiente di sviluppo, installando npm e gulp, ho aggiunto un’estensione al mio fido Visual Studio Code per modificare i file direttamente sul server, con buona pace di Filezilla che finalmente poteva godersi la sua meritata pensione. Ed ho cominciato a digitare come un forsennato. Leggi il resto di Una navigazione mobile più elegante

Aggiungi GulpJS al tuo tema WordPress

Quando ho ricostruito il tema del blog da zero quasi un anno fa, ammetto di averlo fatto un po’ in fretta, per l’entusiasmo di tornare a trasmettere su questi schermi. Mi ero ripromesso di mettervi mano subito dopo il lancio, ma poi mi sono lasciato prendere dalle pulizie ai contenuti e così l’aspetto grafico è finito in secondo piano. Ovviamente l’omino seduto sulla mia spalla non mi lasciava in pace, specialmente ogni volta che aprivo il blog sul cellulare, ricordandomi di quanto brutta fosse la user experience associata alla navigazione. Tre righine appiccicate con un po’ di colla vinilica che, quando toccate, facevano comparire uno scarno menu che non dava neppure la possibilità di accedere alle sottocategorie in ogni stanza del sito. Poi il passaggio al nuovo hosting mi ha dato la motivazione per rimettermi al lavoro, e così ho cominciato a modificare i fogli di stile ed il codice Javascript per implementare un’interfaccia che facesse contento il mio alter ego. Ben presto mi sono accorto che minificare (mi si perdoni questo neologismo) quei file a mano ogni volta iniziava a diventare noioso. Era giunta l’ora di mettere in campo qualcosa per automatizzare quella funzione: GulpJS. Leggi il resto di Aggiungi GulpJS al tuo tema WordPress

Cosa succede sotto il cofano del blog

Zitto zitto è già passato un mesetto e mezzo da quando ho fatto i bagagli ed ho trasferito la baracca da Tophost a Supporthost. Se da un lato ho sempre un minimo di nostalgia per il pannello di controllo spartano e minimalista che avevo prima, dall’altro ho già cominciato ad esplorare i meandri più nascosti dei vari servizi disponibili sul nuovo hosting. E più m’addentro, più rimango affascinato da quello che scopro, specialmente considerando che non ero abituato a cotanta abbondanza di giocattoli con cui sperimentare. Tra i vari esperimenti da scienziato pazzo, ho puntato i nameserver su Cloudflare, ed ho così potuto cancellare il plugin che si occupava della cache di WordPress (lo sai, io sono un minimalista in queste cose), ho configurato un indirizzo separato (e nascosto) per accedere alla bacheca del sistema di gestione, ho attivato un indirizzo senza biscotti per servire gli elementi statici come immagini e fogli di stile, ed ho installato una manciata di script che monitorano le cartelle del sito, per assicurarmi che non vi siano file sospetti caricati da chissà chi. Ho persino rimosso il www dall’indirizzo del sito, sperando che Google non mi punisca troppo 😅. Leggi il resto di Cosa succede sotto il cofano del blog

Ciao Slimstat, è stato bello vederti crescere

Era una notte buia e tempestosa di marzo di 16 anni fa quando decidevo di soddisfare la voglia di sapere chi visitasse questo blog creando quello che sarebbe diventato negli anni un popolare plugin per WordPress, WP Slimstat. Grazie ai tanti suggerimenti che ricevetti dal buon Davide, mi resi conto che quel lavoro sarebbe potuto essere utile ad altri, e così decisi di rilasciare la mia piccola impresa casalinga al grande pubblico. In questi anni è arrivato ad avere più di 100.000 utenti, e qualcosa come 5 milioni e mezzo di download. Circa otto anni fa ho persino deciso di monetizzare i miei sforzi mettendo in piedi un sito dove vendevo estensioni che attivavano funzioni come la possibilità di salvare i dati in Excel o ricevere email periodiche con le statistiche del blog. Poi però tra lavoro ed altro, il tempo libero da dedicarvi è iniziato a scarseggiare, e superati i quarant’anni, iniziava a venirmi difficile tuffarmi in maratone notturne di coding, ed allo stesso tempo cercare di offrire supporto a tutti gli utenti. Ho provato a cercare collaboratori, ma nessuna delle porte a cui ho bussato si è aperta. Leggi il resto di Ciao Slimstat, è stato bello vederti crescere

Anche le automobili sanno tutto di noi

Qualche settimana fa Emanuele commentava che comprarsi un cellulare del gigante di Mountain View (meglio noto come Google, per i meno tecnologici) vuol dire legarsi a due mani agli impiccioni americani che vogliono sapere tutto di noi. E nella mia risposta mi ero ripromesso di scrivere un post in proposito. Poi quello stesso fine settimana, il caso ha voluto che uno dei podcast che ascolto mentre taglio il prato inglese fuori casa, 2024, parlasse proprio di questo tema. Da un punto di vista che in pochi, ancora oggi, considererebbero una fonte di preoccupazione per la riservatezza dei propri dati. Proprio per situazioni come quella descritta dal conduttore e dal suo ospite, io oramai ho rinunciato a combattere questa battaglia persa in partenza, perché mi sentirei quasi come un novello Don Chisciotte contro i mulini a vento della tecnologia mondiale. E non sono neppure un manicheo che considera la maggior parte di questi servizi come il diavolo in persona. La verità è che l’ingente messa in campo di risorse non si paga mica da sola, eppure la casalinga di Voghera non vuole scucire un soldo per usare queste piattaforme, dalla posta elettronica ai video su TikTok. Non si può avere la botte piena e la moglie ubriaca. Leggi il resto di Anche le automobili sanno tutto di noi

Tutti hanno i nostri dati… tranne noi

Il buon Nicola di kOoLiNuS mi aveva mandato qualche settimana fa un articolo. Un intervento che affronta lo spinoso argomento di chi possiede la nostra vita digitale. Basta fermarsi un attimo a riflettere per rendersi conto che in effetti tutto quello che facciamo online, dagli acquisti su Amazon alla foto del gatto su Facebook, passando ovviamente per la nostra casella di posta elettronica, risiede sui server di qualcuno che un giorno potrebbe tranquillamente decidere di staccare la spina, cancellando tutto in un millisecondo. Praticamente senza possibilità di ricorso da parte nostra: d’altro canto i servizi che usiamo quotidianamente, da WhatsApp a TikTok, sono tutti proverbiali caval donati, per i quali i fornitori di quei servizi non hanno nessun obbligo nei nostri confronti, se non quello di continuare a far soldi a palate. Ovviamente l’autore dell’articolo in questione si guarda bene dal proporre una soluzione. Se da un lato ci sono i temerari gli intrepidi che si affidano a soluzioni avanzate (e che richiedono un esborso economico), dall’altro non è immaginabile aspettarsi che la famosa casalinga di Voghera abbia tempo, competenze e denaro per appropriarsi dei propri dati. Leggi il resto di Tutti hanno i nostri dati… tranne noi

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