due chiacchiere

Archivio degli articoli in ingresso, pagina 2

Le prime impressioni dopo un mese

E così zitto zitto è già passato un mese e spicci da quando ho iniziato il mio nuovo capitolo lavorativo all’Università della California. Se dovessi riassumere i miei pensieri in una sola frase, al momento sarebbe di sicuro che mi pento soltanto di non aver fatto questa scelta prima. Ma d’altronde, fino a qualche tempo fa l’idea di lavorare in smart working, come lo chiamate voi in Italia, non era neppure concepibile in buona parte del panorama lavorativo americano. Quindi sono contento di vedere che, mettendo da parte per un attimo gli sconvolgimenti epocali che ha prodotto in ogni settore, la pandemia abbia creato le condizioni ideali perché quest’idea potesse diventare realtà. Chiaramente il fatto di lavorare da casa non è l’unico beneficio che sto imparando ad apprezzare: rispetto all’università di New York dov’ero prima, la cultura aziendale del mio nuovo datore di lavoro è molto più attenta al benessere dei dipendenti. Per esempio, qualche anno fa hanno implementato un programma chiamato STEP, che in sostanza incoraggia il capufficio a mantenere un dialogo costante con i suoi subordinati, ed affrontare eventuali situazioni di difficoltà e disagio in maniera aperta e collaborativa. Le prime impressioni dopo un mese: Leggi il resto »

Finalmente qualche giorno di vacanza

Breve comunicazione di servizio per avvisare i naviganti che il sottoscritto e l’allegra camufamiglia hanno deciso d’imbarcarsi su un aereo dopo quattro anni, in direzione Florida. Da quando è cominciata la pandemia, abbiamo fatto soltanto viaggi in auto, perché a me l’idea di stare chiuso per qualche ora in un tubo di metallo pieno di possibili infetti non è che mi sconfinferava più di tanto. Ma ora che il virus è praticamente diventato endemico, abbiamo deciso di farci coraggio e di affrontare quest’avventura. Ci dirigeremo verso la parte dello stato dei raggi di soli chiamata Panhandle, letteralmente manico della padella, al confine con l’Alabama, dove speriamo di poterci crogiolare per qualche giorno sulle sabbie finissime del Golfo del Messico. Ma non preoccuparti, le trasmissioni su queste pagine continueranno ininterrotte, anche grazie alla possibilità di programmare qualche post in anticipo. Buone ferie a tutti!

Duemila articoli e non sentirli

E così oggi anche questo piccolo traguardo è arrivato zitto zitto, a sedici anni e mezzo dall’apertura della mia piccola casetta virtuale in rete. In queste ultime settimane mi son chiesto se il ritmo da idrante dei pompieri che mi sono autoimposto forse abbia finito per intimorire alcuni dei lettori che ancora passavano da queste parti, dato che non consente loro di tenere il passo con l’inarrestabile valanga di pensieri riversati su queste pagine virtuali. Mi rendo conto di sentirmi, in questa blogosfera oramai ridotta al lumicino, come l’ultimo dei Viet Cong che non sapeva che la guerra fosse finita. Stavo pensando che con il nuovo lavoro e la mole di cose da imparare, vorrei provare a cambiare la cadenza dei post, e pubblicare interventi a giorni alterni. D’altro canto siamo oramai in piena estate, e la gente non segue assiduamente la blogosfera come durante il resto dell’anno, no? Ma non preoccuparti, non ti sbarazzerai così facilmente del sottoscritto. Duemila articoli e non sentirli: Leggi il resto »

Oggi comincia una nuova avventura

Ricordo quel giorno come fosse ieri: era un pomeriggio di fine gennaio del 2008, e stavo sistemando delle cose al computer nel mio mini appartamento da 30 metri quadrati a Pisa quando ricevetti una telefonata dagli Stati Uniti. Era il direttore dell’ufficio comunicazione di un college americano dove avevo inviato il mio curriculum per un posto di lavoro come sviluppatore web. Si trattava del colloquio che avrebbe cambiato la mia esistenza per sempre: la conversazione di circa un’ora, nel mio inglese claudicante, risultò in un’offerta di lavoro da lì a pochi giorni. Pochi mesi prima avevo ricevuto il mio permesso di soggiorno (la famigerata green card) per entrare nel Paese a stelle e strisce come residente, non più come semplice turista. Qualche settimana dopo m’imbarcai sull’aereo per cominciare quel nuovo capitolo della mia vita, con un lavoro già in tasca. In questi quattordici anni, pur avendo cambiato ruolo un paio di volte, l’università di New York è stata la mia unica esperienza lavorativa sul suolo americano. Ora è giunto il momento di chiudere questo capitolo e di aprirne uno nuovo. Oggi comincia una nuova avventura: Leggi il resto »

Aprire i link esterni in una nuova finestra

Quando ho riscritto il tema del mio blog da zero, qualche mese fa, mi ero dimenticato di quest’interessante discussione avuta con i miei lettori, in cui chiedevo un parere su come comportarmi per i collegamenti presenti nei vari post. Di acqua sotto i ponti da allora ne è passata un bel po’, ed oggi l’approccio che molti suggerivano, ovvero di aprire i link esterni in una nuova finestra, è diventato molto comune anche nei siti istituzionali. Così dopo una breve chiacchierata con l’omino talebano dell’accessibilità che siede sulla mia spalla, ho deciso di implementare questa funzione Javascript. Direi che è un buon segno il fatto che finora nessuno si è lamentato (o accorto) della novità.

document.querySelectorAll( 'a' ).forEach( link => {
  if ( link.getAttribute( 'href' ) &&
       link.hostname !== location.hostname ) {
    link.target = '_blank';
  }
});

Vorrei riprendere le interviste doppie

Negli anni d’oro della blogosfera italiana, mi divertivo ad intervistare blogger su e giù per lo Stivale. In circa due anni, ho avuto modo di ospitare nel mio salottino virtuale più di centosettanta colleghi che hanno risposto alle mie domande sempre in modo originale e divertente. L’idea all’epoca mi era venuta scimmiottando quello che facevano in tv alle Iene, e raccolse un discreto successo di critica e di pubblico. Ora sto facendo pulizia tra i vecchi collegamenti, dando una strigliata virtuale ai contenuti e ricucendo le toppe accumulate negli anni di abbandono, e spesso il plugin che trova i link rotti, elenca articoli conservati proprio nel cassetto delle interviste doppie. Allora, mentre cancello link a destra e a manca, mi chiedevo se in questo desolato panorama blogosferico contemporaneo avrebbe senso riprendere quell’iniziativa, per dare visibilità a coloro che ancora oggi insistono imperterriti nel portare avanti quest’arte perduta. Ho già un elenco di possibili candidati, scrupolosamente conservato in una cassaforte guardata a vista da energumeni minacciosi pronti a tutto pur di difendere l’agognato tesoro. Che ne dici?

Ed oggi sono 100 articoli dalla riapertura

Da settimane sto pensando a cosa mi sarebbe piaciuto scrivere per celebrare questo piccolo traguardo che si avvicinava imperterrito ed inarrestabile. Che poi, tra l’altro, è a due passi da un’altra meta, essendo questo il 1959° articolo da quando questa casetta virtuale sperduta nella rete ha cominciato le trasmissioni circa 16 anni fa. All’inizio mi era venuto in mente di raccontarti cosa ho fatto in questi anni di assenza dal piccolo schermo, e colmare quella lacuna che non ho sviscerato con il post della ripresa delle trasmissioni. Ma so che in fondo a pochi interesserebbe conoscere fatti personali senza nessun contesto, specialmente considerando che in tanti anni di onorato servizio, ho sempre tenuto un certo riserbo sulla mia vita privata. D’altro canto, il filo conduttore di questo blog è sempre stato quello dell’utilità sociale: dalle ricette all’accessibilità, dalle riflessioni sulla società italiana ai consigli sull’inglese, ho sempre cercato di usare questo spazietto per dare un contributo costruttivo, che aggiungesse valore alla massa sterminata di informazione disponibile in rete. Ed oggi sono 100 articoli dalla riapertura: Leggi il resto »

Oreo ti augura buon fine settimana

Piccolo strappo alla regola che mi sono auto-imposto di non scrivere nulla nel weekend, per un piccolo saluto dal più mansueto della nuova cucciolata di gattini che abbiamo ricevuto in affidamento temporaneo dall’associazione con cui collaboriamo. Si chiama Oreo, come i biscotti americani che ricordano i Ringo Boys nostrani, ed ha circa 5 settimane. Lui ed i suoi fratelli Peppermint, Caramel e Brownie staranno con noi per un mesetto, finché non saranno grandi abbastanza per i vaccini ed il test contro la leucemia felina. Mi scuso per la qualità della foto, ma immortalare queste birbe non è cosa facile.

Il gattino avvolto in una coperta per starsene al calduccio

 

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