due chiacchiere

Archivio degli articoli in ripostiglio, pagina 32

Il ghigno di Jack, edizione 2011

Halloween è passato da qualche settimana, ed ancora non avevo avuto il tempo di pubblicare almeno la foto della nostra zucca. Quella che abbiamo scolpito rigorosamente a mano e che ha accolto i bimbi che si presentavano alla porta alla ricerca di qualche dolcetto. La pagina di Wikipedia ti racconta tutta la storia, se sei curioso di sapere com’è nata questa tradizione. Leggi il resto di Il ghigno di Jack, edizione 2011

Passeggiando per le vie di Seaport

Come forse ricorderai, la scorsa settimana mi hanno spedito a Boston per un corso d’aggiornamento su tutto ciò che riguarda il project management, come dicono quelli che hanno studiato. La sera prima, avendo un po’ di tempo a disposizione, abbiamo deciso con i colleghi di andare a mangiare qualcosa nella zona sud della città, Seaport (se sei un esperto del posto, non esitare a correggermi). E così ne ho approfittato per fare un po’ di foto con il mio iPhone.

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Una strage di rami a casa camu

L’avrai letto sui giornali, Sabato scorso (accidenti, è già passata una settimana!) la costa nord orientale degli Stati Uniti è stata flagellata da una tempesta di neve più “cattiva” di quanto avessero annunciato gli esperti del meteo. Giusto in tempo per regalare ai bambini un Halloween pieno di freddo, ed ai proprietari di casa una rottura di scatole in più: ho passato un buon paio d’ore a segare ed accatastare tutti i rami caduti, che il comune verrà a ritirare pian piano in questi giorni. Eccoti un video girato nel punto più intenso della tempesta. Leggi il resto di Una strage di rami a casa camu

La più bella domanda di statistica di sempre

Un professore dell’Università del Colorado, Raymond Johnson, entra in classe e… no, questo non è l’inizio di una barzelletta, ma un fatto vero (stando al profilo Google+ del diretto interessato) accaduto qualche giorno fa. Ray insegna statistica e probabilità, ed una mattina entrando in aula trova la scritta che vedi qui sotto, sulla lavagna. C’era scritto “Scegliendo una risposta a caso a questa domanda, quale sarebbe la probabilità di indovinare quella giusta?” con quattro possibili opzioni:

  • 25%
  • 50%
  • 60%
  • 25%

Tu quale risposta avresti scelto? Sul sito dove l’ho trovata s’è scatenata una brillante discussione in merito. Leggi il resto di La più bella domanda di statistica di sempre

L’estate sta finendo, un anno se ne va

Suppongo che soltanto gli over-trenta come me sentiranno un motivetto tormentone in sottofondo, leggendo il titolo. Non so come questa canzoncina sia finita nella mia testa, qualche giorno fa. Suppongo per via dello sbalzo di temperatura a cui abbiamo assistito nel giro di un paio di giorni, passando dalla tiepida coda estiva al gelido inverno in meno di 24 ore. Considerando poi che due settimane fa ero di nuovo a Boston per seguire la seconda lezione del corso d’aggiornamento a cui m’hanno iscritto (con una terza ed ultima parte a metà Novembre), e che in genere la costa atlantica del nord-est è sempre più fredda, per me è stato uno shock ancora più intenso. In fondo, comunque, non mi lamento. Anzi, l’inverno sotto certi punti di vista è la stagione che preferisco di più: annusare l’odore di legna bruciata che si sparge nell’aria dei suburbs, l’arietta frizzantina delle 6 del mattino, dare dolcetti per Halloween ed ingozzarsi di tacchino per il Giorno del Ringraziamento, poter indossare il mio bel cappotto (lo so, sono un po’ old fashion, come direbbero da queste parti). Leggi il resto di L’estate sta finendo, un anno se ne va

Apogeonline mi mette in prima pagina

Il mio articolo su come e perché WordPress abbia superato Joomla in questi ultimi anni, era anche un esperimento volto a capire se interventi più lunghi del solito sono un deterrente per i lettori (anche occasionali) di questo blog. Il fatto di aver avuto un picco d’accessi dopo la sua pubblicazione, m’aveva già rincuorato. Quando poi ho scoperto che persino l’autorevole Apogeonline abbia voluto segnalarlo sulla propria homepage, sono rimasto positivamente stupito dall’inatteso successo 🙂 Aveva proprio ragione chi diceva che non è la lunghezza di un post a spaventare i visitatori, quanto la sua qualità. Ne prendo atto.

Quattro settembre duemilaundici

Quando ieri, dall’ufficio, mi sono collegato al sito della compagnia elettrica per avere notizie su quando avrebbero ripristinato la corrente nella zona nord del paesino dove abitiamo, la data che ho letto in principio m’ha fatto pensare “no, deve esserci un errore, non può essere”. Ed invece no, nessun equivoco, pare proprio che staremo al buio per otto giorni di fila. Stamattina, mentre camminavo verso la fermata dell’autobus, mi sembrava quasi di essere finito all’interno del libro di Saramago, Cecità: il piccolo negozio di alimentari solitamente pieno di gente che fa colazione era chiuso, ed il parcheggio antistante completamente deserto; i semafori spenti facevano formare file insolite all’incrocio principale, mentre in sottofondo alcuni generatori a benzina sostituivano le voci di grilli e scoiattoli che solitamente mi accompagnano durante il breve tragitto. La cosa più sorprendente è comunque il modo in cui il vicinato sta affrontando questa nuova sfida: non con la rabbia e le invettive contro la compagnia elettrica che probabilmente questa situazione avrebbe scatenato in Italia, ma con quello spirito positivo ed atteggiamento ottimista che contraddistingue gli americani. Che rende la mancanza di frigo e tv molto più sopportabile.

La coda di Irene c’ha fregato

E così siamo riusciti a passare indenni la notte tra Sabato e Domenica, quando l’uragano Irene ha raggiunto la nostra zona, in perfetto orario sulla tabella di marcia. Per fortuna, come molti hanno capito, la forza del vento è stata ben inferiore di quanto pronosticato da televisioni e fabbricatori di notizie, ma ciò non toglie che si sia fatto più che bene a prepararsi al peggio. Gli alberi hanno retto, la corrente non è andata via, il ruscello a 200 metri da casa nostra è rimasto nei limiti di guardia. Tutto sembrava volgere per il meglio Domenica mattina, s’era persino visto il sole affacciarsi tra le nuvole. Peccato che la coda di Irene sia stata quello che pochi si aspettavano: l’acqua che stava riversando al nord, sta scendendo verso di noi, ingolfando fiumi, buttando a terra alberi e lasciandoci al buio per 24 ore di fila alcuni giorni (qualcuno vuole un po’ di yogurt dal mio frigo?). Beh, asciugare l’acqua infiltratasi nel seminterrato è un modo originale per passare il proprio compleanno, no? Leggi il resto di La coda di Irene c’ha fregato

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