due chiacchiere

Domani si rientra all’ovile

E così le mie due settimane in Italia anche per quest’anno volgono al termine. Come sempre, la parte più bella è stata l’indigestione di chiacchiere, tra parenti che sono venuti a trovarmi a Roma, ed amici che mi hanno ospitato tra le valli del bellissimo Trentino (seguirà post a parte, con foto). Il tutto condito con una scorpacciata di bontà culinarie, dalla squisita cacio e pepe mangiata alla Trattoria Cecio alla pizza salata con scarola e uva sultanina che ho assaggiato a casa dei miei amici, di cui presto condividerò la ricetta. Insomma, altro che Olive Garden, signori miei. Roma stavolta non mi è piaciuta come in passato: il Giubileo ha richiamato nella città eterna frotte di pellegrini e turisti vari, che hanno assediato il centro storico manco regalassero lingotti d’oro. Ti dico solo che visitare la Fontana di Trevi di sabato pomeriggio non è stata proprio un’idea geniale (ma questo prevedeva il nostro risicato itinerario romano). Tutta questa confusione di gente ha contribuito a rendere l’esperienza un po’ meno piacevole.

Mi è dispiaciuto soprattutto per Campanellino, che visitava la capitale (e l’Italia) per la prima volta. La prima cosa che ha notato rispetto al Paese a stelle e strisce era la quantità di gente che fumava, persino sotto i tendoni allestiti all’esterno dei ristoranti. Non è la prima volta che qualcuno me lo fa notare: anche le mie figlie c’hanno fatto caso, tant’è che quando in America passano accanto ad una persona che fuma, dicono spesso “he smells like Italy” 🙁 Ma la cosa peggiore era lo sporco per terra: innumerevoli cicche di sigaretta, anche all’interno di monumenti come i Fori Imperiali o il Colosseo. Per carità, l’impegno a tenere la città pulita da parte dell’amministrazione comunale era chiaramente visibile, con cestini della spazzatura ogni pochi metri, ed addetti al decoro urbano sempre in giro, per far fronte a quest’invasione barbarica di turisti.

Foto panoramica del Colosseo pieno di turisti

Sporco e folla a parte, abbiamo osservato quello che io ora chiamo “effetto Instagram”: i luoghi ed i ristoranti che vengono promossi su quella piattaforma social erano letteralmente presi d’assalto senza particolare motivo. Dal Chiostro del Bramante ed il bar al suo interno, alla panineria All’Antico Vinaio, a due passi dal Pantheon, dove abbiamo trovato una coda di 40 minuti per comprare un panino che la gente avrebbe potuto benissimo acquistare in un locale poco lontano senza fare alcuna fila. Lo stesso valeva per i monumenti ed altri luoghi: mentre non c’era nessuno alla Bocca della Verità, le file per il Pantheon erano indicibili, e Trastevere è diventato una trappola per turisti a cielo aperto. Completamente diverso dal quartiere silenzioso e tranquillo che visitavo 30 anni fa, ai tempi dell’università.

L’ultima mattina prima della partenza (lei per gli States ed io per il Trentino) l’abbiamo trascorsa al quartiere ebraico, in zona Campo dei Fiori, dove abbiamo visitato il mercato quotidiano, ed acquistato un po’ di formaggi ed altri cibi da riportare a parenti ed amici in America. Dopo abbiamo scoperto una piccola pasticceria, il Fornaio, in zona Parioli, dove abbiamo acquistato dei dolcetti alle mandorle che non avevano nulla da invidiare rispetto a quelli siciliani che in genere porto sempre al ritorno dalle mie visite sull’isola. Poi siamo tornati alla Trattoria Cecio, per un ultimo pranzo prima di dirigerci verso Fiumicino.

Ora è giunto il mio turno di salire su quell’aereo che mi riporterà a casa, ed ammetto di farlo un po’ a malincuore. Ogni volta che torno in Italia mi viene da chiedermi come sarebbe stata la mia vita se in quel lontano Febbraio del 2008 non mi fossi imbarcato alla volta dell’America, se invece che incontrare Sunshine avessi deciso di rimanere a Pisa a fare il mio tranquillo lavoro da dipendente pubblico. Osservando la gente durante questo mio viaggio, per qualche minuto ho fatto l’esercizio mentale di immedesimarmi in alcuni di loro, nelle loro vite, nelle loro relazioni, nel loro lavoro, nelle loro mille avventure in giro per l’Italia e l’Europa. Ed ho imparato ad apprezzare quello che ho costruito in questi anni.

Commenti

  1. Lorenzo ha scritto:

    Da Romano ormai a Londra da 10 anni confermo che a Roma c’è un grande problema con il fumo. Lo noto ogni volta che torno! È veramente un peccato

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    1. camu ha scritto:

      Eppure il comune ha installato delle colonnine dove buttare le cicche un po’ ovunque, quindi non ci vorrebbe molto a fare due passi in più… ma la maleducazione della gente è un problema difficilissimo da estirpare. Che poi, quello che mi stupisce è che questa gente non pensa che quella è anche la LORO città, e quindi dovendoci abitare (come a casa propria), dovrebbe essere normale tenerla pulita, no?

  2. Trap ha scritto:

    La tua ultima riflessione mi ha subito riportato alla mente il film “The Family Man” 🙂 È un quesito che mi pongo spesso anch’io. Credo che solo a posteriori, guardandoci indietro, potremo davvero capire il motivo per cui la nostra vita ha preso questa precisa direzione.

    Risposte al commento di Trap

    1. camu ha scritto:

      Bellissimo film, non c’è dubbio. Un altro che mi viene in mente è Sliding Doors, con Gwyneth Paltrow. Alla fine, a prescindere dalle scelte che facciamo durante il corso della nostra vita, l’importante è imparare dai possibili errori, per diventare persone migliori.

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