due chiacchiere

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Accidenti ai coinquilini che usano joomla 1.5

Forse avrai notato negli scorsi giorni un messaggio d’errore accedendo al mio blog, secondo cui era stato superato il limite di traffico ed altri tecnicismi. Poiché il mio script anti-tsunami continuava a bloccare indirizzi IP provenienti da Cina, Sudafrica e Germania, ne avevo dedotto che si trattasse di un nuovo attacco degli spammer che non gradiscono i miei articoli contro di loro. A quanto pare però questa volta il responsabile abitava nel mio stesso condominio virtuale (leggasi, sullo stesso server su cui gira questo blog), secondo una nota di Tophost:

La causa del problema riscontrato era che su quasi tutti i nodi era in esecuzione un DDOS verso bankofamerica (171.159.228.173). Tutti i siti da cui partiva l’attacco hanno joomla 1.5 e all’interno avevano il file album5.class.php con codice criptato. Stiamo bonificando i nodi e in via cautelativa potremo anche sospendere tutti i siti interessati.

Il che mi ricorda un mio articolo di qualche mese fa, in cui spiegavo perché WordPress ha sconfitto Joomla. Allora, cari coinquilini, aggiorniamo o vogliamo continuare a rompere i cosiddetti?

Ma cos’è questa crisi?

Nel mio tragitto quotidiano tra casa e lavoro, per ingannare il tempo ascolto spesso uno dei podcast a cui sono abbonato: vari generi musicali, le lezioni d’inglese di English 24 e Listen to English (non più aggiornato regolarmente) e Focus Economia (Radio 24). Quest’ultima trasmissione, in particolare, da qualche settimana usa un pezzo musicale di Rodolfo De Angelis. Una canzone sulla “crisi” di quasi cent’anni fa, che però sembra straordinariamente attuale. Dato che a me son sempre piaciuti questi stornelli d’un tempo (come dimenticare Ferruccio Tavaglini o, in epoca più recente, Renato Rascel?), la ripropongo qui sul blog per condividerla anche con te. Leggi il resto di Ma cos’è questa crisi?

I rimedi omeopatici del mio capo

Tempo di raffreddori, con conseguenti nasi che colano, gole che bruciano ed occhi che si gonfiano. A parte andare dal dottore a farsi dare qualcosa nei casi più disperati, in genere basta comprare in farmacia uno dei tanti rimedi contro gli ospiti indesiderati del nostro corpo. In America, però, nell’epoca del risparmio a tutti i costi, sto notando un crescente interesse verso i rimedi casalinghi, ovvero per le cure omeopatiche a base di ingredienti naturali che tutti teniamo nella credenza in cucina. Il mio capoufficio è sempre stato, da quando lo conosco, un appassionato di medicina alternativa. Viste le condizioni “pietose” in cui sono arrivato al lavoro l’altro giorno (il mio naso era così tappato che neppure lo Sgorgante Idraulico avrebbe funzionato), mi ha suggerito la sua ricetta speciale antiraffreddore. La proverò alla prima occasione 🙂 Leggi il resto di I rimedi omeopatici del mio capo

La potenza è nulla senza controllo

Gli ultimi giorni del 2011, con un leggero disappunto della moglie, li ho passati in parte nel mio seminterrato dove, come forse ricorderai, ho trasferito da qualche mese la mia “attrezzatura” informatica. Tutto è iniziato una mattina, quando non riuscivo a collegarmi al mio server casalingo dal lavoro. Scendo giù e scopro inorridito una terribile schermata blu della morte che laconica annuncia un errore irreversibile a causa del quale il computer è stato posto in sicurezza. Prima che i fedelissimi di san Steve Jobs arrivino sghignazzando, ci tengo a precisare che il problema non era legato a Windows 7, come scoprirò più tardi.

Aperte formalmente le indagini, parte la caccia al colpevole di questo delitto. Indiziato numero uno, il buon vecchio disco rigido, che ha fatto onestamente il suo dovere per più di 6 anni. Ma controlli approfonditi lo scagionano su tutti i fronti. Continuando in ordine di anzianità, sospetto che si tratti della scheda madre. Provo ad installare Windows 7 da zero su un disco che tengo nell’armadietto, mi si blocca sempre al 47% della copia dei file. DVD rovinato? Provo l’installazione dalla mia fida chiavetta USB. Nulla da fare: al 47% riappare lo stesso errore di copia dei file. Leggi il resto di La potenza è nulla senza controllo

Pancarré alla francese per colazione

La colazione di capodanno della moglie ha suscitato qualche interesse, ma pensavo che la ricetta dei french toast (in italiano esiste un nome appropriato per questo piatto?) fosse nota a tutti, e non mi ero neppure posto il problema di pubblicarla. Tra l’altro è di una facilità disarmante, e gustosa allo stesso tempo, una piacevole alternativa al classico cornetto da prendere al bar, come ha scritto qualcuno. Le varianti, come sempre, sono praticamente illimitate: c’è chi li guarnisce con sciroppo d’acero, chi con frutta fresca, chi con la nutella o la marmellata, chi con una spolverata di zucchero a velo. Ti lascerò sperimentare tutte le alternative, dandoti soltanto la base da cui partire. Leggi il resto di Pancarré alla francese per colazione

Un inizio d’anno con un dolce sorriso

Come sai, sono sempre stato attento a tenere in considerazione il feedback che ricevo dai miei lettori, la linfa vitale che ha permesso a questo piccolo spazio sperduto nella rete, di germogliare e crescere sano e robusto. Così scopro che a qualcuno piacerebbe che io pubblicassi più foto. Un desiderio, suppongo, insito nella natura umana secondo cui guardare è meglio che leggere, e che soddisfa l’atavica esigenza di sbirciare dal buco della serratura. Dal punto di vista tecnico, se fino all’anno scorso potevo accampare la scusa di non aver abbastanza spazio a disposizione (facendo finta di non conoscere Flickr), ora che Tophost ha alzato il limite a 10 giga, quella giustificazione non regge più. Allora non mi rimane che dare ascolto al volere popolare, partendo con una foto scattata la mattina dell’1 gennaio: la colazione a base di french toast e succo d’arancia preparata dalla moglie. Quale modo migliore per cominciare l’anno? Leggi il resto di Un inizio d’anno con un dolce sorriso

I parrucchieri all’Università di Boston

E poi mi dicono che devo cercare di essere ottimista e pensare che in Italia non va tutto così male come vogliono far crederci i mezzi d’informazione ed i vari gufi della politica. Anche volendo foderarsi gli occhi con dell’ottimo prosciutto di Parma dolce, non si può fare a meno di sentire un brivido lungo la schiena leggendo l’intervista a Gigliola Staffilani, che in Italia avrebbe fatto al massimo la parrucchiera, e che invece gli Stati Uniti hanno accolto a braccia aperte dandole un lavoro importante e ben pagato.

(da Riviera Oggi) Un lavoro di parrucchiera a Martinsicuro il futuro che le era stato prospettato. Insegnante di matematica al Massachusetts Insitute of Technology (Usa) quello che è invece diventata. Segno che quando agli ostacoli e alle difficoltà che la vita inevitabilmente pone lungo il percorso si risponde con tenacia, grinta, impegno e determinazione, si può vincere la partita con il destino.

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Caro, vai a camminare il cane

No, non c’è nessun refuso nel titolo qui sopra. Sarebbe la traduzione letterale di dear, go walk the dog. Questa cosa dei verbi che prendono il complemento diretto in Inglese ma non in Italiano, può trarre spesso in inganno, anche perché la regola si applica a seconda del contesto. Se vado a fare due passi con un amico, cammino insieme a lui, non lo sto portando al guinzaglio, quindi dirò I’m taking a walk with a friend of mine, non certo I’m walking my friend. Con l’acqua le cose possono complicarsi ancora di più: se annaffio le piante, I’m watering my plants, ma se l’acqua è per il cane di prima, I’m giving the dog some water. La pratica è l’unica vera amica, in questo caso, che consente di capire quale forma è giusto applicare. Molti sostantivi, in inglese, svolgono anche la funzione di verbo (l’azione di usare quell’oggetto), e Google suppongo ne sia il caso più eclatante: to google something è oramai parte del vocabolario quotidiano americano.

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