Circa un anno e mezzo fa, qualcuno ancora se ne ricorderà, scoppiò una gran polemica in rete tra Tophost, il provider che ospita questo blog, ed alcuni utenti particolarmente insoddisfatti (e disinformati). Un manipolo di adolescenti (minorenni) che montarono ad arte un attacco mediatico per screditare l’immagine dell’azienda. Ne parlai anch’io, cercando di analizzare i fatti che avevano portato all’esplosione della querelle. L’altro giorno, dando un’occhiata agli articoli “a caso” nella barra laterale qui a fianco, ho notato proprio quello che avevo scritto all’epoca, così sono andato a vedere come se la cavava ilportalinux.it. Con mia grande sorpresa ho visto che è stato chiuso. Che fosse una manovra spudorata della concorrenza per cercare di buttare fango in maniera falsa e tendenziosa su Tophost?
Articoli recenti
La torta alle banane di Maddalena
La ricetta che ti propongo oggi arriva direttamente nientepopodimeno che dalla Toscana, regione che mi ha ospitato per tanti anni, prima che lo zio Sam decidesse di aprirmi le porte dei suoi confini nazionali. Lì ho conosciuto un sacco di belle persone, che mi hanno dato tanto sotto molti punti di vista. Compresa questa ricetta, ideale per una cena con amici e parenti in occasione delle festività imminenti (che fa pure rima eheh). Un dolce sfizioso che, comunque, puoi preparare in qualsiasi periodo dell’anno, per soddisfare quelli che gli americani chiamerebbero i cravings da zucchero. In casa Camu non abbiamo ancora avuto l’occasione di provarla (anche perché la moglie sta cercando di mettermi a dieta), ma sarebbe perfetta per una colazione sana e nutriente 🙂 Leggi il resto di La torta alle banane di Maddalena
Le focaccine di mais spagnole
Il Bronx, il quartiere di New York dove lavoro, è noto nell’immaginario italiano come un quartieraccio americano dove bande di ragazzi senza scrupoli ti rapinano per qualche spicciolo. Certo, non è il luogo più sicuro del mondo, ma può sorprendere per il miscuglio di culture e tradizioni che convivono pacificamente integrate. Se fino a 30 anni fa c’era una grande presenza italiana (la cui eredità è ancora oggi visibile nella zona di Arthur Avenue), adesso molti abitanti sono di origine ispanica: portoricani, dominicani, colombiani e messicani hanno ricreato un ambiente molto simile a quello d’origine. Anche nelle usanze culinarie: se a Manhattan c’è il chioschetto che vende hot dog all’angolo della quinta strada, qui c’è quello che vende empanadas 😉 Leggi il resto di Le focaccine di mais spagnole
Rapporto annuale sulla situazione sociale del paese
Dopo aver ascoltato il discorso di Monti al Senato sul suo piano “salva Italia”, sto leggendo il 45esimo rapporto annuale del Censis sulla situazione sociale del Paese. Un appuntamento che oramai rinnovo da diversi anni, e che mi consente di vedere in chiaroscuro come vanno le cose da quelle parti, senza tutte le incrostazioni aggiunte da quotidiani ed opinionisti vari. Anche per il 2011, l’Italia viene rappresentata di fatto come un’ameba, un’entità informe e senza spina dorsale che stenta a prendere coscienza del proprio potenziale e a compiere quello scatto di orgoglio che le consentirebbe di riprendere forza e di guardare avanti. Non posso che essere d’accordo: i giovani d’oggi non hanno interessi, sprecano il loro tempo su Facebook e sono viziati all’inverosimile dai genitori. Leggi il resto di Rapporto annuale sulla situazione sociale del paese
La stagione natalizia comincia ufficialmente
Dato che il precedente articolo sulle fonti energetiche ha dato vita ad un animato dibattito su nucleare ed altre sorgenti rinnovabili, vorrei riportare un po’ di calma e pace negli animi condividendo un piccolo video che ho girato la scorsa settimana a Manhattan. Mi trovavo in città per un convegno sui sistemi informativi universitari, e dovendo attendere tre quarti d’ora per l’autobus che m’avrebbe riportato a casa, ho deciso di fare due passi dalle parti del Rockefeller Center, dove ogni anno viene acceso un bellissimo (e grandissimo) albero di Natale, e predisposta una pista di pattinaggio dove chiunque può mostrare le proprie abilità pattinerecce. Che dire, l’atmosfera di questo periodo dell’anno mi è sempre piaciuta, in qualunque parte del mondo io l’abbia vissuta. Leggi il resto di La stagione natalizia comincia ufficialmente
Come producono la mia corrente
Come ogni anno, con l’arrivo di Dicembre, la nostra compagnia elettrica ci manda una bella brochure dove ci spiega cos’hanno fatto durante gli ultimi 12 mesi: i miglioramenti alla rete, gli investimenti, le riparazioni per uragani e tempeste di neve, e via dicendo. Tra i vari grafici e numeri, uno riassume le fonti utilizzate per produrre l’energia elettrica che c’arriva a casa. Puoi dire quello che ti pare del nucleare, ma qui aiuta pesantemente ad abbattere i costi, facendo pagare il juice che tiene in funzione frigoriferi ed aria condizionata soltanto una decina di centesimi al chilowatt, contro quasi il doppio dell’Italia (vedi grafico). Nel frattempo la Cina alimenta buona parte dei suoi impianti a carbone, con tutta l’anidride carbonica che ne consegue e appestando il pianeta. Per soddisfare i bisogni dell’occidente spendaccione. Leggi il resto di Come producono la mia corrente
Groupon regala 400 euro ai miei lettori
A quanto pare molti hanno già iniziato a girare tra negozi e centri commerciali alla ricerca del regalo di Natale perfetto. La tecnologia, come sempre, va per la maggiore, e con la schiera di tablet, videogiochi, lettori multimediali e accessori vari che fanno capolino su tutte le vetrine, c’è solo l’imbarazzo della scelta. Unico problema: il budget limitato, che spesso costringe a ripiegare sulla classica cravatta in offerta al mercatino del Sabato. Ecco allora il buon Camu venirti in soccorso mettendo in palio voucher della società Groupon, il colosso mondiale dei buoni sconto che faceva gola persino a Google. Se non hai ancora sperimentato l’ebrezza di acquistare su questo network, l’occasione te la offro io. Leggi il resto di Groupon regala 400 euro ai miei lettori
Le parole simili americane, che confusione
L’altra mattina leggevo una pubblicità in metropolitana, in cui un giovane dottore indossa un camice bianchissimo dicendo The weight is over! No, nessun refuso: il messaggio reclamizza una delle tantissime cliniche che aiutano i Newyorkesi a perdere peso, e gioca sul fatto che le parole wait e weight si pronunciano in maniera molto simile. Ecco com’è maturata l’idea per l’incursione di oggi nella lingua a stelle e strisce. In realtà è stata piuttosto la spinta decisiva, visto che questo tema era mi era già venuto in mente quando, quest’estate, avevo letto sulla fiancata del furgoncino dei gelati che passa per le vie dei sobborghi del New Jersey la frase I scream for ice cream 🙂 Leggi il resto di Le parole simili americane, che confusione