due chiacchiere

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Ricordando l’ombra del vento

Accidenti come passa il tempo, mi sembrava di aver finito di leggere L’ombra del Vento solo da pochi mesi, ed invece la lettura risale addirittura al 2007. Se non conosci questo romanzo di Carlos Ruis Zafon, ti consiglio vivamente di inserirlo tra le tue letture per quest’estate. Magari sotto l’ombrellone, mentre il dolce suono delle onde del mare accarezza i tuoi timpani e ti invoglia ad immergerti nella storia tra le avenidas del Tibidabo. Se dovessi scegliere un passaggio per convincerti a leggere quest’opera, ecco quale prenderei:

L’uomo più saggio che io abbia mai conosciuto, Fermin Romero de Torres, un giorno mi aveva spiegato che nella vita non c’è nulla di paragonabile all’emozione che si prova quando si spoglia una donna per la prima volta. Non mi aveva mentito, ma mi aveva taciuto parte della verità. Non mi aveva detto dello strano tremore che trasforma ogni bottone, ogni cerniera in un’impresa da titani. Non mi aveva detto della malia di un corpo palpitante, dell’incantesimo di un bacio né di quel miraggio che sembrava ardere in ogni poro della pelle. Sapeva che il miracolo avviene una sola volta nella vita ed è fatto di trame segrete che, una volta svelate, svaniscono per sempre. Mille volte ho tentato di rivivere l’emozione di quel pomeriggio con Bea nella grande casa dell’avenida del Tibidabo, quando lo scrosciare della pioggia cancellò il mondo. «Fammi quello che vuoi» sussurrò. Avevo diciassette anni e la vita sulle labbra.

Bruschette estive con zucchine

Non c’è dubbio, l’estate è proprio arrivata anche in America. Fino ad un paio di settimane fa pioveva che sembrava Febbraio, ed ora tutto d’un tratto è scoppiato il caldo anche qui. Sarebbe proprio il caso di dire “non esistono più le mezze stagioni” 🙂 Con l’arrivo del solleone, va via la voglia di cucinare (ed a volte anche quella di mangiare) e quindi bisogna inventarsi qualche piatto stuzzicante che non costringa allo stesso tempo di stare troppo a lungo davanti ai fornelli. Non solo, l’estate è il tempo in cui ci si riunisce con gli amici, ci si porta uno spuntino in spiaggia, facendo una chiacchierata sotto l’ombrellone. Eccoti allora un piatto ottimo per tutto ciò: bruschette con zucchine e yogurt.

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La fuga dei cervelli continua

Leggo con tristezza e rassegnazione un ennesimo articolo del Corriere sulla cosiddetta fuga dei cervelli: la ricercatrice precaria è venuta in America. Io c’ho lavorato in un’università italiana, e so cosa si prova: il senso di impotenza, i grandi professoroni che fanno quello che gli pare, nessuno spazio d’iniziativa per i piccoli che cercano di farsi avanti. Tutto l’opposto di quello che succede nel Paese a stelle e strisce: nell’ateneo dove lavoro già dopo 6 mesi mi volevano dare il posto di assistente per un corso sulle tecnologie del web, solo in base ai miei “meriti” sul campo, non all’anzianità di servizio o altre cavolate. Ho rifiutato, per vari motivi, ma già il fatto che mi abbiamo proposto la promozione è segno di come qui la ricerca sia presa sul serio, e che l’organizzazione sia fortemente meritocratica. Spero che anche Rita, la ricercatrice citata dall’articolo, abbia le soddisfazioni che si merita! Non come un mio amico che, dopo anni di precariato, sta lavorando gratis (si, hai letto bene) per il suo ateneo, semplicemente per non perdere il posto e tenersi “buono” il suo direttore.

Accontentare tutti è impossibile

Nelle precedenti puntate abbiamo iniziato ad entrare nel dettaglio dei problemi che si incontrano quando un’organizzazione medio-grande si trova a gestire un sito web. Una delle prime domande che dovresti porre alla gente che viene nel tuo ufficio per richiedere la creazione di una nuova pagina, è “a chi è indirizzato il contenuto che vuoi pubblicare?” Quando io lo faccio, spesso rimango senza parole ad ascoltare l’indescrivibile lunghezza della loro risposta. Che spesso include una lista dettagliata di profili eterogenei di possibili visitatori. Allora, per cercare di restringere il campo, chiedo quale di questi gruppi sia più importante. La risposta è più o meno sempre la stessa: tutti sono importanti ed il contenuto dovrà tentare di soddisfare le esigenze di ognuno. Leggi il resto di Accontentare tutti è impossibile

Londra: antica e moderna insieme

Forse non sono la persona più adatta a suggerire come passare un fine settimana a Londra, visto che io ci sono stato soltanto per poche ore (dal pomeriggio alla mattina dopo) in attesa di un volo per tornare a casa. Però ricordo di aver trotterellato abbastanza per cercare di vedere il più possibile. Certo una cosa che non dimenticherò è l’accento britannico, che conserva un fascino d’altri tempi rispetto all’inglese americano che si parla qui. Le vocali più piene, la flemma nel pronunciare le parole, sono tutti segni che oramai riesco a riconoscere al volo. Per una rinfrescatina al tuo inglese, allora, non c’è nulla di meglio che saltare sul primo aereo RyanAir e passare due giorni a due passi dalla regina Elisabetta. Leggi il resto di Londra: antica e moderna insieme

Un larvotto nel giardino di azalais

Mi dispiace, ma non posso tenere per me la verità, a costo di sembrare maleducato 🙂 Sognavo di fare un’intervista doppia  tra Larvotto e Dottoressa Dania. Ho contattato i diretti interessati, dichiaratisi disponibili. Ma mentre uno m’ha fatto avere le risposte “a stretto giro di posta” (pur lamentando una mancanza di qualcosa di davvero piccante) l’altra è sparita nel nulla. Forse anche lei è rimasta delusa dalle domande banali? Non lo sapremo mai. Allora ho cambiato canovaccio, trovando una nuova accoppiata: la ragazza siciliana timida e tranquilla che incontra l’uomo di mondo estroverso del nord. Ovvero Il giardino di Azalais incontra Larvotto. Come sarà andata? Leggi il resto di Un larvotto nel giardino di azalais

Una curiosità, di tanto in tanto

L’altra sera guardavo l’ultima puntata (per questa stagione) delle Casalinghe Disperate, quella in cui la bruna ed il fidanzato canadese cercano di sposarsi per far ottenere a lui l’agognata green card. In una scena verso la fine, il tipo pazzo che ha perso moglie e figlia in un incidente stradale, chiama la vicina per spiegargli che starà via per un po’, chiedendogli se può dare un’occhiata alla casa every now and then, di tanto in tanto. E così ho pensato di riportare qui sul blog questa curiosità. Se avesse voluto dire a giorni alterni (che in Italiano spesso diciamo “un giorno si ed uno no”) avrebbe usato l’espressione every other day. Other, in quest’accezione, si può accostare a qualsiasi cosa per dire “una si ed una no”: every other page of your book. Ecco, adesso sai come rispondere al professore quando ti chiede se apri mai il libro d’inglese 🙂 Leggi il resto di Una curiosità, di tanto in tanto

La partenza, ogni mattina

La scorsa volta ti ho portato con me sull’autobus durante il pezzetto finale del mio viaggio quotidiano per raggiungere il luogo di lavoro. Ma ovunque c’è una fine, ci deve essere un’inizio, giusto? Ed allora non potevo che continuare la mia serie facendoti vedere le strade del mio vicinato. Quelle che percorro ogni giorno subito dopo essere salito sull’autobus. Mi sa che se voglio proseguire con altri contributi, dovrò dotarmi di un cellulare in grado di fare filmati, perché certo tirare fuori il mio EeePC, la cui webcam incorporata non è mobile, è quanto meno scomodo (mi tocca orientare l’intero portatile verso la scena che voglio riprendere). Leggi il resto di La partenza, ogni mattina

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