Ebbene si, la mia iscrizione a Facebook se n’è andata via con il 2008. Sin da quando mi invitarono ad iscrivermi la prima volta, non ho mai capito fino in fondo il senso di quest’applicazione, di cui tutti parlano in Italia. Forse perché ho già il mio blog, ed un altro canale “sociale” non mi serve proprio. Così dopo aver ritrovato i miei compagni di scuola, dopo aver ricevuto l’invito di amicizia del Direttore Generale del posto dove lavoravo in Italia, ed aver fatto due chiacchiere con tanti ex colleghi di lavoro, non sapevo più che farmene di Facebook. Anche perché dopo due o tre messaggi di convenevoli e di ricordi dei tempi passati, i miei compagni di classe non si sono più fatti sentire, il Direttore Generale mi incuteva più timore che senso di amicizia, e gli ex colleghi se ne son tornati alle loro faccende. Così ho deciso che non avevo più bisogno di perdere tempo su una piattaforma che gli stessi promotori non sanno in quale modello di business inquadrare. In fondo mi è sempre piaciuto essere un po’ controcorrente, un po’ all’antica.
Articoli recenti
Quando la sintassi non basta
Ci sono situazioni in cui sapere la traduzione esatta “parola per parola” non è abbastanza: i modi di dire. Ho già affrontato questo argomento in un articolo precedente, quando spiegavo che qui in America anziché toccare ferro, preferiscono bussare sul legno (knock on wood). Nelle ultime settimane ho avuto modo di raccoglierne altri: modi di dire che usiamo quotidianamente in Italiano, ma che ci lasciano assolutamente spiazzati, al momento di usarli con il nostro interlocutore anglofono. Ad esempio, se il tuo amico, uscendo dalla prova orale dell’esame per la patente, esclama I made it, intende dire “Ce l’ho fatta” (letteralmente, l’ho fatta, che potrebbe lasciar capire qualcosa di diverso, eh eh). Se invece esce tutto triste, dicendo con un filo di voce I cannot take this pain anymore, vuol dire che le cose non sono andate bene: non può resistere a questa sofferenza ancora per molto. Leggi il resto di Quando la sintassi non basta
È cascato un aereo qui vicino
Breaking news: Speriamo non sia un nuovo attentato, ma pare sia appena caduto un aereo nel fiume Hudson, non molto lontano da dove mi trovo in questo momento. Un mio collega che si trovava in zona pare aver sentito addirittura lo schianto, simile a quello di un camion che va a sbattere contro un muro. Al momento stiamo guardando le ultime notizie in televisione. Non si riesce a capire molto, ma teniamo le dita incrociate.
I testaroli di Piero
Il mio blog l’ho sempre considerato come una finestra sul mondo, un mezzo per entrare in contatto con altre persone che condividano interessi e passioni simili. E sono contento quando qualcuno, in puro spirito “due punto zero”, mi rende partecipe a sua volta delle proprie idee. Come ad esempio nel caso di Piero, che alcune settimane fa mi ha mandato un’interessante ricetta. Ammetto le mie colpe: non ho ancora avuto modo di provarla in prima persona, ma spero di poter rimediare quanto prima in uno dei prossimi fine settimana. Se tu riesci prima di me, facci sapere com’è venuto l’esperimento. Leggi il resto di I testaroli di Piero
Ma cosa succede a Las Vegas?
Una ragazza (Cameron Diaz) esce di casa per andare a lavoro, insieme al fidanzato. Mentre già lui si allontana, lei gli augura buon compleanno, e lui senza neppure prestare attenzione, risponde distrattamente “anche a te” correndo via. Nella scena successiva, un ragazzo (Ashton Kutcher) apre la porta di casa, all’uscio della quale una sensuale fanciulla fa finta di vendere biscotti a domicilio. Comincia così il film What happens in Vegas (tradotto con “Notte brava a Las Vegas”: ma dove li prendono i traduttori, sul mercato cinese?), una produzione a basso costo girata per le vie di New York. La “classica” storia di due ragazzi che si ritrovano sposati dopo una notte di follie in giro per i casinò di Las Vegas. Leggi il resto di Ma cosa succede a Las Vegas?
Chicche per sviluppatori
Abbiamo visto nelle scorse tre puntate le nuove caratteristiche dell’interfaccia di amministrazione di WordPress. Ma gli sviluppatori, che il Signore li benedica sempre, non si sono fermati solo a quello. Chi sviluppa estensioni o temi per questo fantastico sistema di gestione dei contenuti, troverà succose novità in questa nuova versione. Come ad esempio le API HTTP, un tentativo di standardizzare lo scambio di informazioni tra Javascript ed il server su cui gira WordPress. La situazione caotica precedente è stata sostituita (e qui mi scuso nel dover parlare tecnicese) da una risposta più pulita strutturata sotto forma di vettore, con le intestazioni, il corpo ed i dati della risposta referenziati da opportune chiavi. Leggi il resto di Chicche per sviluppatori
Un’America pronta a nuove sfide
Non molto tempo fa il Presidente del Consiglio Italiano sintetizzò il suo programma di governo con le tre (famose? famigerate? fasulle?) i: se non ricordo male impresa, informatica ed inglese. Non credo siano stati fatti passi da gigante in nessuno dei tre campi: le imprese gonfiano i prezzi come sempre, con l’inglese non ce la caviamo per nulla bene, e per l’informatica l’ennesima statistica ci dice che siamo il fanalino di coda in questo settore. Guardando invece all’America dopo quasi un anno di vita in questo Paese (e quindi non basandomi sui tanti stereotipi che ci propinano i mezzi di informazione), mi sono reso conto che qui hanno messo in pratica da tempo le tre p: poste, pressione fiscale bassa, positività delle persone. Leggi il resto di Un’America pronta a nuove sfide
Scarica subito Windows 7
Immagina la sigla dell’edizione straordinaria di un tuo telegiornale a piacere. Mi schiarisco la voce, guardo il tizio dietro la telecamera che comincia il conto alla rovescia, 3, 2, 1. Buongiorno amici telespettatori, interrompiamo la regolare programmazione per annunciarvi che domani sarà disponibile, per chi lo volesse provare, Windows 7 beta scaricabile legalmente sul sito Microsoft. Stando alle agenzie, il pulsante per procedere al download dovrebbe apparire intorno alle 9 del mattino, ora italiana, più o meno a mezzanotte dell’ora di Redmond. Si tratta di quasi 3 gigabyte di roba, quindi riscaldate la vostra connessione ADSL e tenetevi pronti all’evento. I più temerari potranno aggiornare il proprio computer, ricordando però che questa beta smetterà di funzionare alla fine di Agosto 2009. L’alternativa è quella di usare una macchina virtuale. Grazie per l’ascolto.