Da un po’ di tempo non scrivo articoli sull’accessibilità: mi sono troppo concentrato ad implementarla su queste pagine, e non ho avuto tempo di “spiegarla” agli altri. Oggi prendo spunto da un piacevole scambio di battute su una lista di discussione: tutto è partito dalla mia segnalazione che qui in America una catena della grande distribuzione, Target (una specie del Carrefour italiano), è stata condannata a pagare 6 milioni di dollari di risarcimento perché il suo sito era inaccessibile ai non vedenti. Provocatoriamente, ho chiesto se mai vedremo in Italia una cosa analoga per punire gli Enti Pubblici che non rispettano la legge. Ed ho detto che il mio blog è accessibile perché mi piacerebbe diffondere la cultura del rispetto del disabile, che qui in America è così radicata nella coscienza sociale. Riporto la risposta di Antonino Attanasio, avvocato e non udente, che condivido totalmente. Leggi il resto di Una nuova consapevolezza
Articoli recenti
Il male bianco della modernità
L’anno scorso la mia amica Giovannina mi ha consigliato la lettura di Cecità, un libro scritto da Josè Saramago (titolo originale: Ensaio sobre a Cegueira), a detta di molti uno dei più importanti autori portoghesi contemporanei. Le recensioni che lessi all’epoca erano molto promettenti. Ed a circa un anno di distanza, posso confermare che è un romanzo che vale la pena leggere: perché fa riflettere su cosa succederebbe se una simile situazione capitasse ad ognuno di noi. La trama racconta di un uomo che improvvisamente diventa cieco, mentre sta fissando un semaforo rosso. Ma non si tratta della cecità solita, descritta dalla letteratura medica, bensì di una cecità bianca, abbagliante. Come trovarsi immersi in un mare di latte. Leggi il resto di Il male bianco della modernità
La fusione è iniziata
In questi giorni, i più fissati con le ultime tendenze tecnologiche, siamo (quasi) tutti a giocherellare con il nuovo programma per navigare creato da Google: Chrome. Personalmente ho letto con piacere le 39 pagine del fumetto che quei mattacchioni hanno preparato per l’occasione, un vero capolavoro come solo a Moutain View sanno fare. E leggendo le battute dei protagonisti, studiate ad arte in ogni minimo dettaglio (e riservate per buona parte ad un pubblico di addetti ai lavori) ho subito pensato: lo sapevo che andava a finire così. Dirai: sapevi che Google prima o poi avrebbe sfornato il suo browser? No, sto pensando alla trasformazione di questo innocuo programma in un sistema operativo a tutti gli effetti. Fra qualche anno, ci posso scommettere, al nostro amico non chiederemo più se ha Windows o Linux, ma quale browser utilizza.
Diecimila avanti cristo
Qualche sera fa abbiamo noleggiato il DVD del film 10000 B.C.: la storia di un villaggio di uomini primitivi e delle avventure di un guerriero destinato a diventare una grande guida per il suo popolo. All’inizio la fotografia molto scura mi ha fatto dubitare sull’aver ben speso i miei due dollari del noleggio. Ma non mi sono scoraggiato subito, ed in effetti dopo averlo “gustato fino in fondo” posso dire che ne è valsa la pena. In breve, se hai amato pellicole come 300, ti piacerà probabilmente anche questo. Non aspettarti una trama epica, comunque: nessun libro di storia che io conosca (per piccolo che sia l’elenco) ne ha mai parlato. Leggi il resto di Diecimila avanti cristo
Dal produttore al consumatore
Il caro frutta è un problema difficile da risolvere? I prezzi vanno alle stelle e non sai come risparmiare e mangiar bene allo stesso tempo? In America hanno trovato una geniale soluzione al problema: raccogli da solo la tua frutta in campagna, e la paghi un quarto del suo prezzo al supermercato. Perché in Italia iniziative del genere non esistono proprio? Gli agricoltori si lamentano sempre che loro guadagnano pochissimo, e che i lauti ricavi del prezzo finale vanno tutti nelle tasche dell’indotto: trasportatori, commercianti, grandi catene di distribuzione. Bene, allora basta saltare tutta la filiera ed offrire direttamente il prodotto ai consumatori: non solo si risparmia, ma si può cogliere l’occasione per una bella passeggiata tra gli alberi di pere, pesche e altra frutta. La moglie ed io siamo andati lo scorso fine settimana, in una fattoria qui vicino: con 10 dollari abbiamo portato a casa quasi 6 chili tra pesche e mele. Leggi il resto di Dal produttore al consumatore
Le mie vacanze intelligenti
Mentre l’intera popolazione Italiana è andata in vacanza per il classico ferragosto, io già da qualche anno preferisco optare per la vacanze (doppiamente) intelligenti a inizio o fine estate: perché rimanere in ufficio quando non c’è nessuno “che rompe” è una vera pacchia, e perché andare nei luoghi di vacanza quando tutti sono tornati al lavoro, è ancora meglio. Lo so, non tutti se lo possono permettere: spesso il periodo di ferie viene assegnato dai superiori, senza possibilità di negoziazione. Nel mio caso allora mi ritengo fortunato: senza che tu te ne sia accorto, sono appena rientrato da 5 giorni di vacanza. Passati a crogiolarmi al sole sulla spiaggia a mezz’ora da casa mia. Ecco spiegata la mia poca attività nel rispondere ai commenti, negli scorsi giorni. Ma sto recuperando, lentamente. Leggi il resto di Le mie vacanze intelligenti
Potresti farcela in inglese
Nelle precedenti puntate, abbiamo arricchito un pochino il vocabolario inglese: credo fosse la cosa più indispensabile per le vacanze, sia che tu abbia deciso di trascorrerle sulla spiaggia a due passi da casa, oppure in qualche sperduta isoletta greca a caccia di avventure. Oggi però ti parlo di un paio di modi di dire, raccolti dalla vita quotidiana. Il primo, in particolare, è da sfoggiare quando si vuole dare l’impressione di una buona padronanza del linguaggio: you could do with. Letteralmente: potresti farcela con. Ma in realtà significa semplicemente you need. Dopo una corsetta al parco, rientrando tutto sudato, qualcuno ti dirà sicuramente you could do with a shower. Ma non nel senso “potresti farti una doccia” bensì: hai bisogno di una doccia. Le due espressioni need e could do with sono intercambiabili. Leggi il resto di Potresti farcela in inglese
Blogday 2008: i miei cinque siti
Ed eccoci al quarto appuntamento di questa manifestazione virtuale che si svolge in giro per il mondo: milioni di blogger sono invitati a segnalare 5 siti che ritengono particolarmente meritevoli di essere conosciuti. Sempre in questi giorni si svolgono i Macchianera Blog Awards ed il concorso per il miglior sito 2008 bandito da Hosting Talk. Per me sono un’occasione per far valutare dai diretti interessati (i lettori di questo spazietto) la qualità dei miei contenuti: perché, diciamocelo seriamente, nessuno crede alla frase “io scrivo un blog per me stesso, per tenere traccia dei miei pensieri, e non m’importa di quello che pensano gli altri” perché se fosse così, sarebbe più comodo un file di Word (o di Google Docs, se proprio sei all’avanguardia). Leggi il resto di Blogday 2008: i miei cinque siti