Ebbene si, se ti trovi a passare dalle parti di New York, sappi che oggi potrai incontrarmi al Web2Open, una specie di Barcamp organizzato all’interno del Web2.0 Expo. Sarà l’occasione per confrontarsi con i “grandi” della comunicazione americana, dalla signora Huffington (molto approssimativamente dirige un sito che assomiglia al nostrano blog di Beppe Grillo) ad esponenti di Amazon, dalla Microsoft alle piccole aziende che portano avanti la rete sociale del futuro. Giusto per entrare un po’ nei dettagli, assisterò tra le altre, alle seguenti sessioni: Compatibility, how to stay ahead of the game; Platform wars: a brief history; Extreme Data Storage: prayers answered. Il tempo per vederle tutte, ovviamente non c’è, quindi ho dovuto fare una selezione molto restrittiva. Ci vediamo là.
Articoli recenti
Maccaroni e formaggio
Chi non ricorda il mitico Alberto Sordi nella sua magistrale interpretazione di Un americano a Roma. E soprattutto la scena più citata in cui il protagonista siede a tavola e prepara un immangiabile intruglio a base di latte, marmellata ed altre schifezze. Alla fine, com’è ovvio, vincono i gustosi spaghetti al pomodoro preparati con amore dalla mamma. Eppure in America, il cosiddetto “maccarone” esiste veramente: abbinato ad un formaggio filante (senza sugo, quindi), è ritenuto un tipico piatto italiano. Da cucinare come i nostri Quattro salti in padella, quando non si hanno idee per la cena. Ti propongo la versione che la moglie del tenutario, qui, mi ha fatto trovare l’altra sera. Leggi il resto di Maccaroni e formaggio
Dreamsworld incontra undolog
Qualche tempo fa avevo annunciato una nuova rubrica su questi schermi: l’intervista doppia. Cinque domande, due partecipanti, un po’ di simpatia. Finalmente l’attesa è finita. Il ritorno dalle ferie ti ha sconvolto? Sei una matricola della blogosfera e vorresti saperne di più dei protagonisti? Ecco arrivare in tuo soccorso le persone che hanno accettato con piacere di partecipare. Questa settimana hanno risposto alle mie domande due persone abbastanza diverse: Emanuele ha un diario assolutamente personale (nel seguito E) mentre Giovambattista ne ha uno prettamente tecnico (indicato dalla lettera G). Entrambi hanno deciso di rivelare la propria identità, ma a livelli e con sfumature diverse. Ho voluto cogliere quest’occasione per capire un po’ meglio il loro rapporto con il blog e con i visitatori. Leggi il resto di Dreamsworld incontra undolog
Una società individualista
Raramente riporto da altri siti le notizie che trovo, ma oggi mi unisco al coro di quelli che vogliono dare risalto alla disavventura di una “collega” blogger, capitata in un centro commerciale della catena Carrefour, ad Assago (grazie Trap, per la segnalazione). Ho letto molti dei commenti lasciati dai visitatori. Il mio parere? Tante belle parole: siamo tutti capaci di essere solidali nascosti dietro l’anonimato del nostro monitor. Ma come mai nessuno dei passanti presenti alla scena ha mosso un dito per difendere la mamma ed il povero bimbo? Te lo dico io: perché l’Italia è diventata un paese (con la P rigorosamente minuscola) di individualisti del tipo “meglio non intervenire, non voglio problemi” che pensano solo al proprio interesse. Non voglio generalizzare, ma non si può negare che sia una sensazione diffusa nelle coscienze. Leggi il resto di Una società individualista
I tubi flessibili di Yahoo!
Non molto tempo fa avevo parlato di un servizio che stavo usando per mettere insieme tutti i miei feed, e farli diventare un’unica sorgente a cui “attaccarmi” con il mio fido lettore RSS. Qualcuno mi aveva suggerito di usare Google Reader, ma il mio obiettivo era ed è quello di scaricare tutti gli articoli sul computer, per poterli leggere con calma sull’autobus mentre vado al lavoro. In altre parole, nell’epoca del tutto online, cercavo qualcosa che invece fosse accessibile anche quando il cavo di rete è staccato. E poi sono talmente abituato a Thunderbird per leggere i feed, che non riuscirei a cambiarlo con altri. Sfortunatamente FeedHub dopo un po’ si è rivelato inutilizzabile, perché implementa uno strano algoritmo che seleziona quali post farti leggere. Che raramente ci azzecca sul serio. Leggi il resto di I tubi flessibili di Yahoo!
Un cambio di mente
Vedo che le mie “lezioni” d’inglese cominciano a riscuotere un piccolo successo. Lungi dall’avere una pretesa educativa (a quello ci pensa già la scuola) sono piuttosto un pretesto per parlare delle curiosità grammaticali (e non solo) della lingua parlata tutti i giorni per le strade di New York. Ad esempio, ieri ci siamo messi d’accordo con un amico per vederci a Times Square, e prendere un gelato all’ombra dei giganti pannelli LCD. Alla fine lui mi fa Anyway, don’t change your mind as usual! Leggi il resto di Un cambio di mente
Per chiudere la settimana
Finalmente è Venerdì: anche questa settimana ce la siamo tolta di mezzo. Il mondo è ancora qui, l’esperimento del buco nero è andato bene. Se sei rientrato da poco dalle ferie, deve essere stata dura, lo so. Riprendere il ritmo non è mai facile, quando si sta così bene ammollo nell’acqua cristallina e ci si sveglia alle dieci del mattino, col profumo di un bel cornetto caldo ed un caffè appena fatto. Puff, tutto sparito. Almeno fino a Natale. Per consolarti, ti propongo una barzelletta del fine settimana, molto famosa qui in America: parla di quanto furbi siano gli Italiani che si sono trasferiti qui. Sarà vero? Sarà falso? Sarà… Ferguson? Leggi il resto di Per chiudere la settimana
Un ricordo vivo dopo 7 anni
Oggi mentre tutto il mondo commemora l’annuale ricorrenza dell’undici settembre, vorrei fare alcune considerazioni in merito. Due anni fa ricordavo cosa stavo facendo in quel momento, e la corsa frenetica a visitare siti d’informazione per conoscere i dettagli: da allora Bin Laden è diventato famoso al grande pubblico, mentre prima era uno “dei tanti” estremisti, ed i Talebani erano noti soltanto per aver deturpato le statue di Buddha da qualche parte nel mondo. Peccato che mentre la collettività piange le vittime delle Torri Gemelle, nessuno si sia ricordato un paio di settimane fa della Strage di Beslan, ad opera dei terroristi ceceni. Per i cui morti mi continuo a chiedere: esistono davvero quelli di serie A e quelli di serie B? Leggi il resto di Un ricordo vivo dopo 7 anni