due chiacchiere

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Più televisione per tutti

No, non è uno slogan alla Berlusconi, quello del titolo, ma una frase per condensare quello che penso delle trasmissioni sui canali televisivi americani. Quando dico “per tutti” intendo proprio nessuno escluso: bambini, uomini d’affari, casalinghe, stranieri che vogliono imparare l’inglese e… non udenti. Questi ultimi, in particolare, qui sono trattati con un riguardo particolare. Me ne accorgo dai sottotitoli, quelli che in Italia si trovano, non sempre, alla pagina 777 del Televideo. Qui li mettono veramente su tutto: film e telefilm, pubblicità, trasmissioni di intrattenimento, spettacoli, ma soprattutto sui notiziari. Immagina cosa sarebbe poter dare la possibilità ai non udenti di seguire Amici di Maria De Filippi, il telefilm La Squadra oppure il TG3 delle 19. Leggi il resto di Più televisione per tutti

Ti rubo posta e dominio

Riprendo la traduzione in Italiano di un interessante articolo di un grafico inglese, al quale è capitata la spiacevole avventura di vedersi soffiare il proprio dominio, per colpa di una falla della posta elettronica di GMail. Un motivo in più, secondo me, per usare un normale programma di posta, come Outlook o Thunderbird, e leggerla comodamente senza accedere all’interfaccia web del sistema, che per quanto sicura, è sempre soggetta a pericolose aggressioni da parte di malintenzionati. Leggi il resto di Ti rubo posta e dominio

La ragazza delle arance

In America, come in Italia, quando hai a che fare con una pubblica amministrazione, devi fare la fila: certo, più ordinata e scorrevole, ma sempre di fila si tratta. In uno Stato dove le porte si aprono automaticamente ovunque, dove la legge punisce chi si mette la benzina da solo (non ci credevo, poi ho letto la targhetta vicino alla pompa del distributore), ovviamente anche la fila si fa sempre stando seduti ed aspettando diligentemente il proprio turno. Allora non c’è nulla di meglio che passare il tempo leggendo un buon libro, in italiano: una favola moderna di un incontro romantico fatto di tante emozioni e poche parole. Leggi il resto di La ragazza delle arance

Un colabrodo al posto dell’asfalto

Ecco, dopo tante lodi al “sistema America” nel suo complesso, è arrivata l’ora delle prime critiche: in fondo nessuno è perfetto, meno che mai gli Stati Uniti. Partirei con la manutenzione delle strade: gli Italiani si lamentano di come sono tenute certe vie di paese, di qualche buca o dei sampietrini mancanti lungo le vie romane. Beh, a quanto pare non hanno visto come sono ridotte varie strade, anche ad alto traffico, dall’altra parte dell’oceano: le ruote delle macchine sono messe a dura prova quotidianamente, insieme alle doti di provetto guidatore ed esperto sciatore da slalom, da vere e proprie voragini che s’incontrano, neppure tanto di rado, lungo le “interstates” del Nuovo Mondo. Dico io: invece che buttare fiumi di dollari nella guerra, perché non rifate le strade in casa vostra? Leggi il resto di Un colabrodo al posto dell’asfalto

Un piatto di pasta contadina

Qualcuno scherzosamente, dopo aver letto del mio arrivo nel Paese a stelle e strisce, mi diceva che d’ora in poi avrei pubblicato soltanto ricette di “schifezze” americane a base di burro di arachidi (che tanti non riescono a mangiare neppure qui), salsicciotti e creme varie. Per dimostrare che continua a valere l’esatto contrario, ti propongo oggi un primo tipicamente povero: un bel piatto di pasta con fagiolini, patate e tonno. Come sempre, l’ingrediente segreto è però la semplicità: nessuna operazione complessa, basta pulire le verdure e metterle insieme in pentola. Per non avere troppe pentole da lavare, dopo cena. Leggi il resto di Un piatto di pasta contadina

Mi sono fatto una bella rete

Da tempo desideravo mettere in piedi una piccola rete domestica, come oramai ce l’hanno in tanti. Finalmente è arrivato il momento di coronare questo sogno: il router che mi connette all’ADSL ce l’avevo già grazie alla compagnia telefonica che lo fornisce gratuitamente insieme all’abbonamento (costo mensile, 19 dollari per un megabit in download, poco rispetto alle offerte italiane, ma perché qui molti hanno tv ed internet via cavo, una sorta di fastweb italica). Ho comprato uno switch da 8 porte, alcuni cavi di rete, due scatole per dischi di rete sui quali effettuare i salvataggi periodici dei dati più importanti. Me la sono cavata, cambio alla mano, con 80 euro. Eccoti una piccola recensione dei componenti usati. Leggi il resto di Mi sono fatto una bella rete

I commercianti vendono bene

Non c’è nulla da fare, certe cose le dobbiamo proprio venire ad imparare qui nel Paese dell’Aquila calva: specialmente per quanto riguarda lo spirito del commercio, siamo ancora molto indietro rispetto ai cugini d’oltreoceano. Prendiamo i saldi italici per esempio. Si fanno due volte l’anno, sono pieni di fregature, e vengono presentati come un percorso ad ostacoli che mette il consumatore a dura prova: dopo l’acquisto hai 7543 secondi per riportarlo indietro, ma l’etichetta deve essere intatta, l’indumento piegato e stirato, lo scontrino immacolato, e devi fare quattro volte il giro del palazzo. Inoltre non ti ridanno mica i soldi, ma un buono che può essere usato entro altri 7543 secondi. Chiaro che, a queste condizioni, la gente ha paura a comprare e quindi il tutto si risolve nel solito flop stagionale. I commercianti si lamentano, la gente rimane delusa, persino il piatto del Fisco piange. Leggi il resto di I commercianti vendono bene

Emilio, comunicatore furbo

Nei giorni prima della partenza per il Nuovo Mondo, ho deciso di fare un’abbondante scorpacciata, ai limiti del rischio demenza, di televisione italiana. Come già dicevo in un precedente intervento, la mia serata iniziava con i vari telegiornali, per concludersi sul divano con i film in palinsesto. Proprio sull’offerta di informazione e cronaca, vorrei riflettere stamattina: due anni or sono di questi tempi, parlavo della teoria dell’agenda setting, ed ora è possibile vederne una continua applicazione pratica in ogni telegiornale e programma di approfondimento. In breve, per eludere la cosiddetta “par condicio”, basta tacere su alcuni fatti ed enfatizzarne altri: non passa giorno senza un allarme sul rincaro dei prezzi, sulla famosa terza settimana senza stipendio, e via dicendo. Leggi il resto di Emilio, comunicatore furbo

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