In questi tre mesi ti ho portato a scoprire varie catene della grande distribuzione americana, ma solo adesso mi son reso conto di aver tralasciato alcune tra le più utili ad un turista italiano in gita nel Paese a stelle e strisce: quelle relative alla ristorazione. All’inizio abbiamo visitato alcuni supermercati, ma è pur vero che una persona in vacanza vuole degustare le specialità locali senza doversi affannare ai fornelli 🧑🍳 Allora oggi partiamo da alcuni posti dove potrai addentare una colazione decente ed energetica per cominciare bene la giornata. Di Starbucks avrai certamente sentito parlare, visto che avevano tentato di aprirne alcuni anche in Italia, con scarsi risultati, a quanto ho letto. La particolarità di questa catena sono i nomi delle bevande caffeinate: dal latte, che corrisponde più o meno al nostro caffè macchiato, all’americano, dal veranda blend al frappuccino, il loro ufficio marketing ha deciso che usare nomi italiani contribuisce a dare un tocco sofisticato e più aristocratico ai loro prodotti. E con quella scusa hanno pensato bene di gonfiare un po’ i loro prezzi, come se quelle bevande venissero direttamente dall’Italia. Leggi il resto di Starbucks, il caffè aristocratico parla italiano
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James prende le richieste alla lettera
Qualche anno fa mi è capitato di scoprire il sito di James Fridman, un artista inglese che ha saputo mettere insieme la sua passione per Photoshop con il tipico senso dell’umorisomo che contraddistingue i sudditi della regina, che trascende lingue e culture diverse. A tutti noi è capitato di avere una bellissima foto scattata durante le vacanze o un evento speciale, rovinata da un piccolo dettaglio sullo sfondo, o da una mano fuori posto. Questo è proprio il servizio offerto da James ai suoi clienti: applicare il suo tocco magico per eliminare quelle imperfezioni. Solo che, di tanto in tanto, il dispettoso artista decide di seguire le indicazioni dei suoi clienti alla lettera, o di interpretarle in maniera diversa da quello che aveva in mente chi ha inviato la richiesta. Il risultato finale, come puoi già immaginare, è davvero spassoso e sagace. Leggi il resto di James prende le richieste alla lettera
Che sistema operativo usare per il Pixel 3a?
A parte l’iPhone aziendale che mi avevano dato tanti anni fa all’università, ho da sempre scelto cellulari Android per il mio uso personale. A partire dal buon vecchio Nexus 5, fino all’attuale Pixel 3a che mi accompagna fedele durante le mie escursioni in giro per il mondo. La motivazione di tale scelta è legata alla libertà di poter “smanettare” con il cellulare, come si faceva ai tempi del Nokia 7110, quando potevi sbloccare funzioni nascoste collegando il telefonino al computer ed usando arcani programmi scaricati da siti alquanto dubbi.
Mi piace l’idea di poter installare un sistema operativo diverso, o di poter personalizzare aspetti del dispositivo che solo a pochi interessano, un po’ per gioco, un po’ per strizzare quanta più performance possibile dal povero malcapitato. Inoltre il Pixel 3a, a parte il costo ragionevole, offre un’esperienza Android pura, ed un’ottica decente che non fa sentire la mancanza della reflex quando si va in giro. Peccato che quest’idillio sia stato rovinato dal recente annuncio che il supporto per questo dispositivo finirà a breve, e che non riceverà più aggiornamenti al sistema operativo. Leggi il resto di Che sistema operativo usare per il Pixel 3a?
Le foto al sicuro tra le nuvole
Correva l’anno 2009. Il buon Camu aveva da pochi mesi configurato un piccolo disco di rete dove salvare tutte le foto scattate negli ultimi anni con la sua fedele macchinetta digitale Canon. Tutto sembrava funzionare a dovere, fino ad una terribile sera di Novembre, quando un temporale creò uno sbalzo di corrente che finì per fulminare proprio quel disco di rete. Furono momenti di panico in casa Camu, che rischiava di essere flagellato in pubblico dalla moglie, giustamente scossa dalla paura di aver perso per sempre tutte le foto di famiglia. Si susseguirono momenti febbricitanti in cui il disco venne portato d’urgenza in sala operatoria nel tentativo di sostituire la scheda madre e poter accedere le foto intrappolate nella sua pancia. Alla fine di una lunga e trepidante attesa, il dottore emerse sorridente dalla stanza con il paziente tra le mani: l’intervento era riuscito perfettamente, ed un buon 90% delle foto erano finalmente al sicuro su due altri dischi acquistati per l’occasione. Tutti tirarono un respiro di sollievo, con la promessa che una cosa del genere non dovesse più accadere. Leggi il resto di Le foto al sicuro tra le nuvole
Oreo ti augura buon fine settimana
Piccolo strappo alla regola che mi sono auto-imposto di non scrivere nulla nel weekend, per un piccolo saluto dal più mansueto della nuova cucciolata di gattini che abbiamo ricevuto in affidamento temporaneo dall’associazione con cui collaboriamo. Si chiama Oreo, come i biscotti americani che ricordano i Ringo Boys nostrani, ed ha circa 5 settimane. Lui ed i suoi fratelli Peppermint, Caramel e Brownie staranno con noi per un mesetto, finché non saranno grandi abbastanza per i vaccini ed il test contro la leucemia felina. Mi scuso per la qualità della foto, ma immortalare queste birbe non è cosa facile.

Ascoltiamo il buon Giulio Sapelli
Focus Economia è una trasmissione di Radio24 che seguo da quando ancora abitavo in Italia e dopo il lavoro andavo a farmi una nuotata alla piscina comunale. Grazie a Google Podcasts continuo ad ascoltare il buon Sebastiano Barisoni di tanto in tanto anche qui in America, perché a differenza delle tante testate giornalistiche di parte, è uno dei pochi che secondo me dice le cose come stanno, senza troppi fronzoli e senza sventolare bandiere politiche (anche se a volte gli ascoltatori lo etichettano come un leccapiedi di Confindustria).
Di tanto in tanto invita un ospite di eccezione per fare il punto economico della situazione, il professor Giulio Sapelli. Negli anni ho scoperto di essere molto in sintonia con quello che dice l’Uccellaccio (questo il soprannome dato all’accademico da Barisoni), e gioisco come un bimbetto di fronte al negozio di caramelle quando so che è ospite della puntata che sto ascoltando. La scorsa settimana i due parlavano della guerra in Ucraina e delle sanzioni a Putin. Sapelli, ancora una volta, ha echeggiato esattamente quello che io sostengo da tempo: le sanzioni non servono a nulla, la guerra va combattuta con le armi e con la diplomazia. Leggi il resto di Ascoltiamo il buon Giulio Sapelli
Supporthost, hosting italiano di qualità
Come forse ricorderai, tra le tante cose che mi tengono occupato, c’è il plugin per le statistiche che iniziai a sviluppare la bellezza di 16 anni fa, e che ad oggi conta più di 100 mila installazioni ed un nutrito gruppo di utenti (Davide, mi mancano i nostri scambi epistolari sull’argomento!) che continuano a suggerirmi nuove funzionalità. Nel lontano 2015 decisi di monetizzare i miei sforzi e mettere in piedi un sito dove vendere estensioni in gradi di arricchire Slimstat con funzioni tipo rapporti via email, analisi degli utenti e via dicendo. Leggendo le recensioni del tempo, la scelta di dove ospitare quel sito cascò su Bluehost, un provider americano di fascia media che all’epoca offriva tutto quello che mi serviva, dall’accesso via terminale alla possibilità di puntare i DNS su servizi tipo Cloudflare. Nel tempo però mi sono reso conto che la qualità del loro servizio clienti lasciava alquanto a desiderare. Poi è arrivato il Covid, e per quasi due anni ho smesso di mantenere il plugin. Fino ad un paio di mesi fa, quando finalmente ho ritrovato l’ispirazione per rimettere mano a questo progetto, complice il fatto che era arrivata l’ora di rinnovare il dominio. Leggi il resto di Supporthost, hosting italiano di qualità
Pasquale Sciarappa, un pugliese in America
Dato che ieri ti ho parlato di un italiano che ha fatto successo nel Paese a stelle e strisce, oggi vorrei segnalarne un altro che seguo con piacere. Nell’era dell’effimera notorietà che i giovani inseguono sulle piattaforme social come TikTok, che dura giusto il tempo di un breve balletto sculettante, fa piacere vedere che qualcuno riesce ancora a ritagliarsi il suo angolino di popolarità per la genuinità dei contenuti, piuttosto che per le fattezze fisiche messe in bella mostra. È il caso del signor Pasquale Sciarappa, uno chef pugliese emigrato tanti anni fa in un paesino del New Jersey, che ha saputo preservare il legame con la sua terra natia nelle tradizioni che continua a portare avanti in famiglia. Un vero e proprio personaggio come oramai, sfortunatamente, non se ne vedono tanti in giro, con il suo forte accento italiano, i suoi modi di fare semplici ed a tratti rustici, ma sempre veraci e divertenti. Il suo canale YouTube è pieno di ricette, che lui stesso presenta passo passo, dopo aver salutato i suoi spettatori con il suo inconfondibile Hello everybody! Leggi il resto di Pasquale Sciarappa, un pugliese in America