Quando si poteva viaggiare tranquillamente, prima del Covid, capitava di tanto in tanto che qualche amico mi contattasse per avere informazioni su dove alloggiare e cosa vedere durante il loro viaggio a New York. Per me erano sempre domande a cui non sapevo rispondere, dato che non sono mai stato in nessun albergo nella Grande Mela, ed a parte le solite attrazioni turistiche, non ho mai avuto modo di scoprire molti dei luoghi pittoreschi e meno frequentati dai turisti che la città nasconde tra le sue strade e viali. Poi un giorno ho scoperto il canale YouTube di Piero Armenti, e da allora indirizzo tutti coloro che mi fanno la fatidica domanda a guardarsi alcuni dei suoi video. Piero è un italiano che gestisce un’agenzia di viaggi americana, ma non la classica noiosa agenzia piena di volantini tanto belli quanto vaghi. Piero, infatti, ha deciso di metterci la faccia, come si dice in questi casi, curando un flusso di video informativi che farebbero invidia a Licia Colò dei tempi di Geo&Geo. Leggi il resto di Piero Armenti vuole farti scoprire New York
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Gli ultimi saranno gli ultimi
Qualche settimana fa riflettevo sull’anacronisticità della festa della donna, che tra guerre e quant’altro, quest’anno è sembrata ancora più surreale del solito. E citavo un film con Paola Cortellesi che avevo visto l’anno scorso su RaiPlay, Gli ultimi saranno gli ultimi, di cui vorrei parlarti oggi, anche in occasione della festa dei lavoratori che si avvicina. La trama racconta di due storie parallele che finiscono per incrociarsi al momento opportuno, mentre sullo sfondo si delinea un ritratto desolante di un Paese che arranca ed annaspa nel mezzo di una crisi da cui non riesce ad uscire. Una pellicola che, a mio modesto parere, sottolinea come siano oramai finiti i tempi della commedia all’italiana a cui erano abituati i nostri genitori, che dipingeva un’Italia del dopoguerra contenta ed orgogliosa, sfrontata ed ingenua.
Un’Italia in cui Don Camillo e Peppone rappresentavano le colonne di un pittoresco scontro tra la cultura cattolica e benestante e quella comunista di protesta, ed offrivano la rassicurante certezza che c’era un certo ordine nel mondo. Oggi non è più così: l’occidente è diventato indecifrabile, ci sono movimenti civili, culture plurali, la destra e la sinistra si confondono, la religiosità si trasforma, la laicità e le ideologie si confrontano su altri terreni, e l’immigrazione modifica il nostro modo di guardare noi stessi e gli altri. Ed il cinema non può far altro che tenersi al passo con i tempi. Leggi il resto di Gli ultimi saranno gli ultimi
Gli enigmi per tenere la mente in allenamento
Il fine settimana lungo del 25 aprile è alle porte, e così oggi ho pensato di proporti un argomento leggero ed un’idea per passare qualche ora in allegria con amici e parenti, per stuzzicare la loro curiosità tra una salsiccia ed una pannocchia: gli indovinelli. Ne ho trovati alcuni che vanno dal veramente semplice al contorto, che richiederanno l’ausilio di un tovagliolo di carta ed una penna per essere risolti. Ovviamente t’invito a lasciare un commento con le soluzioni, se hai abbastanza coraggio 🙂 Oppure a rilanciare la sfida e proporne uno che ci farà scervellare.
- Se ne hai uno, non lo condividi con nessuno; se lo condividi con qualcuno non ce l’hai più
- C’è un signore che fa la barba molte volte al giorno, eppure alla fine della giornata ha ancora la barba. Com’è possibile?
- Sei in una stanza al buio con una scatola di cerini. Accanto a te ci sono una lampada ad olio, una candela ed un pezzo di legno. Cosa accendi per primo?
- Ha cinque dita, eppure non è vivo. Cos’è?
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Il mio polpettone di carne
Ricordo ancora quando, appena arrivato negli Stati Uniti, una sera la sorella di mia moglie e suo marito ci invitarono a cena a casa loro per festeggiare. Il menù prevedeva ravioli al sugo e per secondo meatloaf. Il mio inglese era ancora zoppicante, quindi m’immaginai una pagnotta (loaf) imbottita con qualche tipo di carne (meat). Sarà una specialità americana, pensai. Poi, una volta seduti a tavola, mi resi conto che invece si trattava di un altro dei miei piatti preferiti: il polpettone di carne. Era così buono che ne presi qualche fetta in più di quello che il galateo avrebbe comandato. Ovviamente mi feci dare la ricetta, ed ancora oggi rimane una delle pietanze che mi riesce meglio. Già nel lontano 2007 ne avevo parlato, ma oggi ti propongo la mia versione americanizzata. Leggi il resto di Il mio polpettone di carne
Vita da Carlo
Il buon Nicola non manca mai di fornirmi suggerimenti stuzzicanti su come combattere il logorio e la monotonia della vita moderna. Qualche settimana fa, ad esempio, mi diceva di una miniserie TV prodotta da Luigi e Aurelio De Laurentiis, in cui Carlo Verdone si racconta tra il serio ed il faceto, sullo sfondo di una Roma oramai stanca e priva d’amore ma che lui ama tanto. Qui è disponibile su Amazon Prime, con tanto di sottotitoli in Inglese. Nei fine settimana in cui mi dedico a stirare le mie camicie (ognuno si rilassa come crede), porto l’asse da stiro in soggiorno e mi metto davanti alla televisione. E così ne ho approfittato per guardare le dieci puntate da 20 minuti circa che compongono la prima stagione. Premetto che, sin dagli esordi, la comicità agrodolce di Verdone mi ha sempre affascinato. Forse perché mi rivedo nella goffa lotta quotidiana che alcuni dei suoi personaggi devono affrontare per ritagliarsi un posticino nel mondo. Come dimenticare il tenerone Mimmo di Bianco, Rosso e Verdone, e le sue avventure impacciate con la sensuale turista spagnola. Oppure le olive grece di Mario Brega in Borotalco. Solita nota prima di proseguire: nel seguito parlerò della trama, quindi se non voui rovinarti la sorpresa, fermati pure qui. Leggi il resto di Vita da Carlo
Home Depot, il negozio per la casa
Visto che ieri abbiamo parlato con il muratore americano, oggi vorrei portarti con me all’Home Depot, un magazzino edile vagamente paragonabile alle tante ferramenta locali che trovi in Italia. Vagamente perché all’Home Depot trovi tutto, ma proprio tutto quello che serve per costruire, ammodernare e mantenere una casa in buono stato, dalle travi in legno al cartongesso, dalle lavatrici ai filtri per l’aria condizionata, dalla tazza del gabinetto (ma non del bidet, che qui non esiste) alle piante da giardino, dai pavimenti ai lampadari. Personalmente considero questo negozio come la mia seconda casa: negli anni, anche grazie all’aiuto di San YouTube, ho imparato a riparare scarichi e lavatrici, tinteggiare pareti ed installare cornici (o mostrine?) intorno alle porte. E come dice sempre mio suocero (in maniera ironica, s’intende), “non c’è nulla di peggio che possedere una casa”, riferendosi al fatto che non si finisce mai di aggiustare roba. Leggi il resto di Home Depot, il negozio per la casa
Due chiacchiere con il muratore americano
Con l’arrivo della bella stagione, e considerando che alcuni pochi fortunati ancora usano la casa come luogo di lavoro, il desiderio di rimodernare (renovate) la propria abitazione è sempre dietro l’angolo. Noi ne abbiamo approfittato un paio d’anni fa per sistemare il pian terreno della nostra abitazione, togliere la vecchia moquette originale (carpet) e rimpiazzarla con dei bei pavimenti (tiles) italiani. In genere, quando si è pronti per iniziare qualsiasi tipo di lavori, ci si rivolge ad un capomastro (contractor) che poi assumerà i vari lavoratori a seconda di quello che serve (falegname, elettricista, idraulico, e via dicendo). Ora stiamo pensando di rimodernare la cucina, e mentre io e Sunshine ci confrontavamo sulle varie idee, ecco che mi si è accesa la lampadina per le curiosità sull’inglese che ti propongo oggi. Leggi il resto di Due chiacchiere con il muratore americano
Il coquito portoricano per le feste
Sebbene oggi si celebri il Venerdì Santo, già la nostra mente è indaffarata con le preparazioni per le festività pasquali di domenica. In molti, grazie all’allentamento della morsa del Covid, si riuniranno in famiglia o con amici per mangiare le prelibatezze tipiche della zona. Che verranno innaffiate a fine pasto con un bicchierino di liquore. In Italia eravamo soliti assaggiare di questi tempi la crema di limoncello fatta in casa dal nostro amico Massimo, preparata soltanto con i migliori limoni calabresi. Io provai a farla qui quattro o cinque anni fa, ma ammetto che non mi è venuta buona come l’originale. Poi, un giorno in ufficio, era tempo di Natale, una collega di Portorico ci ha fatto assaggiare un liquore simile, il coquito, che mi ha riportato in mente una cascata di bei ricordi per le serate italiane passate a giocare a burraco. Gli americani hanno reinterpretato questa bevanda alcolica in quello che chiamano eggnog (che ricorda vagamente lo zabaione), ma la ricetta originale racchiude tutti i sapori tipici dell’isola tropicale dove è nata. Così ho deciso di condividerla qui, per darti uno spunto per sorprendere i tuoi commensali per il pranzo di Pasqua. Leggi il resto di Il coquito portoricano per le feste