Nei primi mesi della pandemia qui in America, quella sensazione di surrealismo ovattato che ci circondava mi dava l’impressione di essere stato catapultato in uno dei romanzi distopici che a me piacciono tanto. Le immagini degli scaffali vuoti al telegiornale facevano paura: il non poter andare a comprare neppure la carta igienica aveva mandato in tilt la catena di distribuzione di questi generi di prima necessità. Così molti supermercati iniziarono a lanciare servizi improvvisati per ordinare la spesa da casa e farsela consegnare a domicilio o andarla a ritirare comodamente parcheggiati di fronte al negozio stesso. Non so in Italia come le grande catene di distribuzione si siano organizzate, ma qui nel New Jersey per lo meno, fatta qualche eccezione, sono pochissimi i supermercati che ti consentono di comprare insalata e carta igienica dalla poltrona del salotto. Leggi il resto di Il supermercato che vorrei
Articoli recenti
Un pazzo senza cervello in metropolitana
Comunicazione di servizio. Grazie a tutti coloro che mi hanno scritto privatamente per chiedermi se stavo bene, dopo aver letto la notizia della sparatoria in metropolitana ieri a New York. Grazie al cielo eravamo ben lontani dal luogo dove si svolgevano i fatti, ma non per questo siamo rimasti meno scioccati. Specialmente sapendo che il losco figuro è ancora a piede libero e potrebbe combinare chissà cosa, mentre migliaia di persone prendono la metro per recarsi al lavoro oggi. Leggevo del suo profilo nell’articolo, e pare che l’uomo sia un disagiato sociale con disturbi psichici che lo hanno portato a compiere questo folle gesto. Disturbi poi amplificati e resi pericolosi dalle sue frequentazioni di certi ambienti e gruppi social dove si rivendicano idee estreme. Prego soltanto che la situazione si risolva senza ulteriori incidenti e senza mettere a repentaglio l’incolumità di persone innocenti che cercano soltanto di portare una pagnotta a casa.
Due chiacchiere con l’idraulico americano
Dato che un paio di settimane fa siamo andati a parlare con il meccanico, mi è venuta l’idea di continuare questa miniserie esplorando le parole usate in vari mestieri. In questo modo posso unire l’utile ed il dilettevole e farti scoprire alcune curiosità tipiche di quel mestiere, di cui raramente si parla in altri ambiti. Da quando abbiamo comprato casa, volente o nolente ho dovuto imparare ad aggiustare o sostituire varie cose che con il tempo si andavano rompendo. Ad esempio, l’anno scorso ho installato dei nuovi tubi in PVC (PVC pipes) per il drenaggio dell’aria condizionata centralizzata dal ripostiglio in cui si trova fino al giardino dietro casa. Il mestiere dell’idraulico (plumber) è abbastanza semplice, una volta capite le basi: serve solo avere gli attrezzi giusti ed un garage dove poterli conservare. Ad esempio, molte delle tubature nelle case costruite negli ultimi 50 anni sono in rame (copper pipes), e generalmente saldate (soldered) tra di loro con una torcia ossidrica. Oggi invece si preferiscono tubi in polietilene, concatenati tra loro a pressione da un anello metallico. Leggi il resto di Due chiacchiere con l’idraulico americano
Chocolat e la brezza del vento del cambiamento
Se per la Quaresima hai deciso di fare il fioretto di non mangiare dolci, ti consiglio di non continuare la lettura di questo post, e tanto meno la visione della pellicola che sto per recensire: Chocolat. Sunshine ed io l’avevamo visto all’epoca quando uscì nelle sale cinematografiche, ventidue anni fa. Ci eravamo appena conosciuti, e sapendo della sua golosità per i derivati del cacao, la invitai una sera al cinema a guardare questo promettente capolavoro con Juliette Binoche e Johnny Depp. L’altra sera, mentre sfogliavo svogliatamente le proposte che appaiono quando si accende la tv intelligente, ho visto il banner che suggeriva proprio la visione di questo film su Amazon Prime. E così, approfittando del fatto che il giorno dopo le scuole sarebbero state chiuse per una tormenta di neve in arrivo dall’est, l’abbiamo rivisto tutti insieme con piacere. Nel seguito parlerò della trama, quindi non te la prendere con me se ti ho rovinato la sorpresa. Leggi il resto di Chocolat e la brezza del vento del cambiamento
Tanti saluti dalla capitale americana
Le scuole americane hanno un calendario strutturato in maniera leggermente diversa rispetto alla loro controparte italiana. Mentre voi festeggerete la Pasquetta fra qualche giorno, qui molti distretti sono chiusi per tutta la settimana che si conclude con la giornata che noi cristiani celebriamo con tanta gioia. E così, approfittando di questa pausa, abbiamo deciso di fare una gitarella familiare fuori porta, destinazione Washington, DC. Da oggi siamo qui a respirare per qualche giorno l’aria che tira tra i palazzi del governo. Ma non temere, continuerò regolarmente le trasmissioni sul blog, anche in vista di raggiungere il traguardo dei 100 post, oramai a portata di mano. Intanto mi sento già un po’ come Beppe Severgnini nel suo libro Ciao, America! Leggi il resto di Tanti saluti dalla capitale americana
Quando i siti si spogliavano in massa
Ho deciso di dedicare una decina di minuti al giorno al mio (futile?) esercizio di pulizia dei vecchi contenuti del blog. Finalmente comincio ad intravedere la luce in fondo al tunnel dei link rotti, essendo partito da circa 900 ed avendone adesso meno di un centinaio rimasti da controllare. Uno dei post che mi è capitato per le mani l’altro giorno parlava di un appuntamento annuale abbastanza popolare tra gli smanettoni del web come me, ai tempi d’oro della blogosfera: il CSS Naked Day. Da non confondere con la giornata mondiale del giardinaggio nudi 🙈In breve, gli organizzatori invitavano i partecipanti a disattivare i fogli di stile dal proprio sito il 9 aprile, ed a mostrare il proprio body come mamma l’ha fatto. Oggi ovviamente soltanto una manciata di persone se ne ricordano, e forse nel web tre-punto-zero di cui tutti parlano, non ha neppure più tanto senso partecipare a certe iniziative. A me è sempre piaciuta l’idea di fondo, che mira a promuovere gli standard del web e la scrittura di codice pulito. Un po’ per nostalgia, un po’ per fare una cosa diversa dal solito, ho deciso di partecipare anche quest’anno. Quindi non allarmarti se domani vedrai qualcosa di diverso dal solito, da queste parti.
La formazione italiana che avanza
Il supermercato dove vado a prendere la spesa che ordiniamo tramite il computer si trova a circa 20 minuti da casa nostra. Il che vuol dire che, per ora che continuo a lavorare da casa, è una delle poche occasioni che ho per poter ascoltare i podcast a cui sono abbonato. In genere la mia scelta ricade su Focus Economia di Sebastiano Barisoni, ed in particolare sulla puntata del venerdì, quando racconta casi di ruberie, malasanità e cattiva amministrazione pescati dalla cronaca nazionale. Al fine di fornire un gastroprotettore virtuale agli ascoltatori, dopo aver snocciolato le varie notizie, il buon Barisoni conclude il segmento parlando di un’iniziativa positiva o di una qualche azienda giovane che prova a farsi strada nel panorama nazionale. Qualche settimana fa parlavano degli ITS, Istituti Tecnici Superiori, da non confondere con le scuole superiori con lo stesso nome. Per me è stata l’occasione per imparare una cosa nuova, dato che non ero a conoscenza di questa recente realtà didattica. Chissà, se fossero esistiti ai miei tempi, forse oggi non sarei qui in America. Leggi il resto di La formazione italiana che avanza
Stanley Tucci in giro per l’Italia
Era il periodo di Natale del 2020 quando un giorno andammo a trovare una coppia di amici che non vedevamo da tempo, a causa della pandemia in corso. Mentre gustavamo la cena che ci avevano preparato, si chiacchierava di poter un giorno poter tornare a viaggiare e riabbracciare amici e parenti in Italia. E fu lì che, un po’ come magra consolazione, ci suggerirono di guardare una miniserie prodotta dalla CNN, Searching for Italy, in cui Stanley Tucci portava lo spettatore a visitare gli angoli più nascosti e veraci dello Stivale. Che io sia un grande fan dell’attore newyorkese non è un segreto: sebbene la sua popolarità sia legata a pellicole come Il diavolo veste Prada e Hunger Games, penso di essere uno dei pochi che se lo ricordano come il losco figuro che trafuga il cane Beethoven nell’omonimo film, o come l’amico di Richard Gere in Shall We Dance. Un po’ come con molti dei suoi personaggi, anche in questa bellissima produzione in cui interpreta se stesso, il suo carattere ricercato, garbato e raffinato risplende, dando un fascino unico all’intera serie. Leggi il resto di Stanley Tucci in giro per l’Italia