Anni fa c’era un argomento che spopolava sul web, vuoi perché erano da poco uscite varie leggi al riguardo, vuoi perché gli addetti ai lavori finalmente uscivano dalle “caverne digitali” fatte di tabelle e codice HTML primordiale, e cominciavano a muovere i primi passi nel “futuro” della progettazioni di siti. Sto parlando, come il titolo ti ha già fatto capire, dell’accessibilità digitale. Una disciplina che, quando applicata bene, interessa sia la sintassi che la semantica di ogni pagina web esistente là fuori. Io sin da tempi non sospetti, ho sempre avuto una particolare attrazione per questa materia, ben prima che le parole inclusività, diversità ed uguaglianza diventassero di uso comune in tutti gli ambiti della nostra vita. Perché avendo avuto modo d’incontrare amici, parenti e colleghi di lavoro disabili, ho toccato con mano le loro difficoltà nel poter accedere alla rete che tutti conosciamo senza barriere. Un po’ come per gli edifici che devono avere rampe per chi usa una sedia a rotelle, le linee guida per l’accessibilità web mirano a rimuovere questi ostacoli, di cui molti di noi neppure siamo a conoscenza, dai programmi sul nostro computer. Leggi il resto di Assumi un esperto dell’accessibilità
Articoli recenti
Quello che gli altri ricorderanno di noi
La morte è una di quelle cose a cui nessuno vuole mai pensare, e probabilmente il motivo per cui ci siamo costruiti un mondo che ci tiene sempre occupati, che ci spinge a correre e dimenticare il nostro ineluttabile destino. I mass media ci hanno anestetizzato all’idea della morte, che guardiamo passivamente in TV mentre accade in un contesto lontano e complesso. Finché non senti il soffio gelido del signore vestito di nero avvicinarsi alla tua famiglia ed ai tuoi cari. L’altro giorno è venuta a mancare una parente di mia moglie, zia Rosa, con cui abbiamo passato tante feste in allegria. Non è stato un evento improvviso: era già malata da tempo, e grazie a cure di vario tipo, era riuscita a trovare il suo equilibrio ed a convivere con quella malattia che molto lentamente la stava aggredendo dall’interno. Tutti sapevamo nelle ultime settimane che la fatidica telefonata sarebbe potuta arrivare da un momento all’altro. Eppure quando il telefono ha sussultato con un messaggino alle 5 del mattino, quel turbinio di sentimenti che t’investe in queste occasioni ha assestato ugualmente un bel pugno nel nostro stomaco. Leggi il resto di Quello che gli altri ricorderanno di noi
Sto provando il vocabolario interattivo
Qualche anno fa il sito di Repubblica, se non erro, aveva una simpatica funzione che consentiva ai visitatori di evidenziare una parola con il cursore per ottenerne, in un comodo popup, la definizione ed altre informazioni estratte dal vocabolario. Quell’idea mi è sempre piaciuta, perché offriva all’avventore casuale l’opportunità di imparare qualcosa di nuovo ogni volta che leggeva un articolo. All’epoca non arrivai mai ad implementarla, probabilmente anche perché la tecnologia non era matura, e non si trovavano soluzioni gratuite in giro per la rete. Ora, con l’avvento delle nuove funzioni API del sito Treccani, ho finalmente avuto il tempo per aggiungerla al mio sito. Mi piacerebbe avere il tuo parere in merito, anche per capire se funziona su tutti i browser: ti basterà fare doppio click su una qualsiasi parola di quest’articolo per vedere comparire la finestrella con la definizione, come mostra la foto qui sotto. Al momento non restituisce la definizione di parole composte (tipo incontrarla), e sto cercando di capire se e come si possa ovviare a questo problema. Ogni suggerimento è ovviamente più che gradito! Leggi il resto di Sto provando il vocabolario interattivo
Staples, la cartoleria per tutte le tasche
Allora, vediamo, finora abbiamo parlato di supermercati, farmacie, cinema ed ipermercati, che costituiscono la base di quello che potrebbe servirti quando verrai in vacanza in America. Oggi ti porto a visitare la catena di negozi di cancelleria più diffusa sul territorio nazionale, Staples. Letteralmente il nome indica quelle graffette che si usano per la spillatrice, un vero e proprio colpo di genio dell’ufficio marketing aziendale, direi. L’azienda, stando a quanto riportato da Wikipedia, ha aperto i battenti meno di 40 anni fa, e conta una presenza di più di mille negozi principalmente sulle due coste degli Stati Uniti. Un po’ come alla Buffetti in Italia, a Staples puoi trovare dalle sedie per ufficio ai quaderni, dalle stampanti al nastro adesivo, dai biglietti d’auguri al punto vendita UPS per spedire i tuoi pacchi. Se cerchi articoli per artisti (pennelli, tempere, tele e via dicendo), non li troverai qui, ma prometto di portarti a vedere il negozio che fa per te nelle prossime settimane. Leggi il resto di Staples, la cartoleria per tutte le tasche
Un esperimento sociale su scala mondiale
Più o meno dieci anni fa citavo un passaggio dal bellissimo film Quinto Potere del 1976, di cui avevo scoperto l’esistenza grazie a Sebastiano Barisoni del Sole 24 Ore, che ascoltavo religiosamente ogni giorno sull’autobus mentre tornavo a casa. Mi pare che le cose non siano cambiate poi tanto in tutto questo tempo, anzi casomai sono persino peggiorate. Così ho trovato un altro passaggio che mi sembra alquanto attuale. E mi è venuta voglia di guardare questo film per la terza volta.
Attualmente, c’è da noi un’intera generazione che non ha mai saputo niente che non fosse trasmesso alla TV. La TV è la loro Bibbia, la suprema rivelazione. La TV può creare o distruggere presidenti, papi, primi ministri. La TV è la più spaventosa, maledettissima forza di questo mondo senza Dio, e poveri noi, se cadesse nelle mani degli uomini sbagliati [..] e quando una fra le più grandi corporazioni del mondo controlla la più efficiente macchina per una propaganda fasulla e vuota, in questo mondo senza Dio, io non so quali altre cavolate verranno spacciate per verità, qui. Quindi ascoltatemi. Ascoltatemi! La televisione non è la verità! La televisione è un maledetto parco di divertimenti, la televisione è un circo, un carnevale, una troupe viaggiante di acrobati, cantastorie, ballerini, cantanti, giocolieri, fenomeni da baraccone, domatori di leoni e giocatori di calcio! Ammazzare la noia è il nostro solo mestiere.
Due chiacchiere con il meccanico americano
L’altro giorno ho portato la macchina dal meccanico per un cambio dell’olio ed una controllatina a freni e liquidi vari. Sin da quando ero in Italia e guidavo la mia fidata Yaris su e giù per lo Stivale, ho sempre considerato il buon stato di salute delle mie autovetture una priorità inderogabile. E così mentre aspettavo nella sala d’attesa che l’untuoso ometto completasse l’opera, mi è venuta in mente l’idea per la lezione d’inglese di oggi. Il tagliando qui si chiama tune up, ed in genere comprende oil change, tire rotation, visual inspection of brakes, brake fluid, radiator coolant and battery, e lascerà il tuo portafogli più leggero di una sessantina di dollari. Se il tizio sta cercando di spillarti qualche dollaro in più, potrebbe inventarsi qualche difetto che necessita una costosa riparazione: se ti parla di timing belt (cinghia di distribuzione), exhaust pipe (tubo di scappamento), alternator (alternatore) oppure di brake pads (pastiglie dei freni), saranno dolori per il conto corrente in banca. Prova a sentire un altro meccanico giusto per confermare che il primo non stesse cercando di approfittarsi di te. Leggi il resto di Due chiacchiere con il meccanico americano
È l’ora di smetterla con… l’ora solare
In America sono già due settimane che ci svegliamo un’ora prima grazie al passaggio al daylight savings time, ed ora si ritorna alle consuete 6 ore di differenza tra Roma e New York. Ogni anno si leggono sui giornali le solite tiritere su come quest’innaturale tortura per il nostro ritmo circadiano sia oramai antiquata e non porti nessun beneficio tangibile neppure per i contadini. Ma c’è un barlume di speranza che, almeno nel Paese a stelle e strisce, sia la volta buona che riusciamo a sbarazzarcene definitivamente. Pare infatti che in Senato abbiano votato una legge che abrogherebbe questo continuo spring forward, fall back (un modo facile per ricordarsi in che direzione spostare le lancette). Una lieta notizia per tutti coloro che ogni sei mesi devono assicurarsi di aggiustare le lancette degli orologi che fanno girare il mondo: come chiunque programmatore potrà confermare, lavorare con orari e calendari sono i due incubi peggiori per chiunque debba scrivere un pezzo di codice, con tutte queste eccezioni, anni bisestili, ore legali che non valgono in tutti gli stati allo stesso modo, e via dicendo. Io tengo le dita incrociate.
La dieta dei 30 giorni funziona davvero
Correva l’anno 2015 quando un mio collega al lavoro mi parlò di una nuova dieta chiamata Whole30, che lui e la moglie stavano sperimentando con l’obiettivo non solo di dimagrire, ma di ridurre l’infiammazione causata dalle varie tipologie di cibo che ingurgitiamo ogni giorno. La dieta è stata lanciata da due nutrizionisti americani, Melissa e Dallas Hartwig, che hanno anche deciso di monetizzare i loro sforzi pubblicando un libro in cui spiegano la filosofia alla base del loro approccio, e propongono una lunga carrellata di ricette per ogni occasione. L’idea di base è di invogliare la gente (specialmente nel Paese a stelle e strisce) ad alimentarsi in modo semplice, privilegiando le proteine, evitando i cibi confezionati e raffinati ed aggiungendo frutta e verdura. Tenendo lontani tutti gli alimenti che scatenano reazioni infiammatorie da parte dell’organismo, si contrastano sovrappeso e obesità, si eliminano le tossine e si riequilibra il sistema immunitario. Leggi il resto di La dieta dei 30 giorni funziona davvero