Ai tempi dell’università, essendo io uno studente fuori sede, fui costretto ad imparare in fretta e furia a gestire la mia giornata senza l’aiuto di mammà: ancora ricordo la prima produzione di canottiere multicolore, dopo aver mischiato tutti i panni sporchi in lavatrice ed aver impostato la temperatura al massimo. Ricordo anche le visite dal medico curante in seguito alla mia alimentazione tutt’altro che sana e genuina (evviva la mensa universitaria!). Erano i tempi in cui il ragazzo con cui condividevo l’appartamento in centro m’introduceva ai tanti segreti della sua cultura calabrese verace, piena di ‘nduja, soppressata e peperoncini piccanti di Diamante. Per celebrare quei bei ricordi, ti propongo oggi una ricetta velocissima che imparai proprio nei primi anni di vita indipendente universitaria. Leggi il resto di Spaghetti con tonno e olive
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Legion, il virus mentale psichedelico
Correva l’anno 2018 quando il mio collega José, che è sempre stato aggiornatissimo sulle produzioni per piccolo e grande schermo più gettonate, e la cui conoscenza dell’universo Marvel e di altri supereroi in genera rivaleggia quella di Wikipedia stessa, mi consigliò di guardare la serie TV Legion. José conosce i miei gusti, e non manca mai di colpire nel segno ogni volta che mi da un suggerimento. Ricordo che all’epoca finii per guardai tutte e tre le stagioni nel giro di meno di un mesetto, tanto m’intrigò il concetto di base e la bravura degli autori nello scardinare i criteri classici della narrazione convenzionale. Già, perché guardare Legion per me è stato come se avessi assunto sostanze stupefacenti di un certo livello, un trip mentale come mai ne avevo sperimentati prima. La prima stagione specialmente ti prende alla sprovvista, con le sue continue allusioni a cosa sia vero e cosa sia immaginato dal protagonista. Leggi il resto di Legion, il virus mentale psichedelico
Buon viaggio, piccoli mici
Come forse ricorderai, da tempo lavoriamo con la locale associazione che si occupa di accudire cani e gatti abbandonati, che ci assegna alcuni di questi poveri animali in affidamento temporaneo, mentre aspettano di trovare qualcuno che li adotti. Non appena siamo rientrati dalle vacanze, la direttrice ci ha subito chiamato per sapere se eravamo disponibili a prendere una mamma e cinque neonati di circa una settimana. Finora ci avevano dato micetti di un mese o più, già svezzati ed abituati a fare i bisognini nella sabbietta per conto proprio, quindi questa era una nuova sfida in casa Camu. La responsabile ci ha detto che sarebbe stata una passeggiata: “La mamma si occuperà di tutto, li farà mangiare, li pulirà, li riscalderà. Voi dovete solo darle da mangiare e pulire qualche incidente di percorso. Toccate i piccoli il meno possibile, pesateli ogni paio di giorni e lasciate che la natura faccia il suo corso”. Leggi il resto di Buon viaggio, piccoli mici
Il codice si scrive da solo
La notizia non è fresca, ma con tutte le notizie sulla pandemia e sulla guerra, negli scorsi mesi è passata ampiamente inosservata: un servizio di intelligenza artificiale capace di scrivere righe di codice autonomamente, semplicemente leggendo una descrizione testuale di quello che vuoi che il codice faccia. Creato da OpenAI, un laboratorio di ricerca privato, e GitHub, il sito web di proprietà di Microsoft in cui i programmatori condividono il codice, Copilota può inventare funzioni e quant’altro nel giro di pochi secondi. Mi ricorda un po’ quello che fa Gmail quando sto scrivendo una email e mi suggerisce come finirla. Lo so, alcuni inorridiranno al pensare che io usi prodotti marchiati Microsoft e Google, ma oramai ho messo l’anima in pace, e sono pienamente consapevole di essere un prodotto e non un consumatore, nella società moderna governata da chi possiede più dati. Copilota comunque è bravo, quasi in modo inquietante. Leggi il resto di Il codice si scrive da solo
Idee per una vacanza in Florida
Un paio di settimane fa l’allegra famiglia Camu ha deciso di prendersi qualche giorno di vacanza e volare verso lidi balneari dal clima più mite per potersi immergere in acque marine che superino la soglia dei 17 gradi in agosto. Già, perché mentre voi nel Belpaese vi godete l’acqua tiepida del Mediterraneo, qui le temperature dell’oceano Atlantico che bagna il New Jersey sono abbastanza frigide anche in piena estate, e ci tocca migrare verso il Golfo del Messico pur di poter rinfrescare le membra in acque meno gelide. Sunshine aveva il desiderio di visitare la zona intorno a Destin, in Florida, e così grazie all’aiuto dell’agenzia viaggi di Costco (eh già, questo marchio comprende molti servizi, non solo i famosi supermercati supersized) abbiamo prenotato un volo diretto da La Guardia ed un albergo a due passi dal mare. Volendo riassumere la nostra esperienza in poche parole, ci siamo divertiti un sacco: sia che tu voglia provare l’ebrezza del parapendio a traino, affittare un acquascooter, passare una giornata al locale parco acquatico o semplicemente crogiolarti al sole steso su una sabbia così bianca che sembra farina, Destin offre tutto questo e molto di più nel raggio di una decina di chilometri. Leggi il resto di Idee per una vacanza in Florida
Perché preferisco le auto in leasing
Il mercato automobilistico americano è esploso l’anno scorso, quando la gente ha cominciato a capire di volersi spostare dalle metropoli verso l’interland (i cosiddetti suburbs), specialmente considerando che in tanti potevano finalmente lavorare da casa almeno parzialmente fino alla pensione. A New York, ad esempio, molti miei colleghi non hanno un’autovettura, abituati ad usare la fitta rete del trasporto pubblico cittadino anche per andare a fare la spesa: in questo modo risparmiano di assicurazione, bollo, parcheggio o garage, ed ovviamente manutenzione. Ma quando ti sposti nell’interland, la macchina diventa una necessità a cui non si può più fare a meno. Così l’impennata della domanda, collegata al taglio dell’offerta per via della penuria di microchip, ha spinto i prezzi del nuovo e dell’usato alle stelle. Una congiuntura di cui ho deciso di approfittare il mese scorso, anche considerando che volevamo cambiare il nostro SUV medio (un Hyundai Santa Fe) con qualcosa di più piccolo e più parsimonioso nei consumi. Leggi il resto di Perché preferisco le auto in leasing
Faccela vedè, faccela toccà
No, non pensare che il caldo di agosto (anche qui stiamo registrando punte di 35 gradi all’ombra nei centri urbani) mi abbia dato alla testa, e che questo blog sia inaspettatamente diventato un luogo di ritrovo per brutti ceffi senza ritegno. Con il titolo mi riferivo semplicemente… alla scrivania sulla quale nascono questi post, alla quale passo buona parte della mia giornata, nella modalità smart working del mio nuovo lavoro. Siamo appena rientrati dalla Florida, ed ho avuto un po’ di nostalgia della mia postazione di controllo casalinga 😀 In realtà l’idea me l’ha data il mio amico Trap, dopo aver visto riemergere questo post dall’oblio nel feed degli articoli qualche settimana fa. Rispetto ad undici anni fa, ora non ho più un angolino nel seminterrato coabitato da ragnetti (simpatici) e nascosto nel buio delle viscere della casa. Adesso ho una stanza vera e propria, un ufficio dove teniamo la mia scrivania, un tapis roulant per la passeggiata giornaliera quando fuori fa freddo e non ho voglia di congelarmi il naso, e l’acquario con i miei pesciolini rossi. Lo so che i meme non si fanno più come ai tempi d’oro, ma non sarebbe carino se anche tu mostrassi la tua “tana” di oggi al mondo intero? Leggi il resto di Faccela vedè, faccela toccà
Le prime impressioni dopo un mese
E così zitto zitto è già passato un mese e spicci da quando ho iniziato il mio nuovo capitolo lavorativo all’Università della California. Se dovessi riassumere i miei pensieri in una sola frase, al momento sarebbe di sicuro che mi pento soltanto di non aver fatto questa scelta prima. Ma d’altronde, fino a qualche tempo fa l’idea di lavorare in smart working, come lo chiamate voi in Italia, non era neppure concepibile in buona parte del panorama lavorativo americano. Quindi sono contento di vedere che, mettendo da parte per un attimo gli sconvolgimenti epocali che ha prodotto in ogni settore, la pandemia abbia creato le condizioni ideali perché quest’idea potesse diventare realtà. Chiaramente il fatto di lavorare da casa non è l’unico beneficio che sto imparando ad apprezzare: rispetto all’università di New York dov’ero prima, la cultura aziendale del mio nuovo datore di lavoro è molto più attenta al benessere dei dipendenti. Per esempio, qualche anno fa hanno implementato un programma chiamato STEP, che in sostanza incoraggia il capufficio a mantenere un dialogo costante con i suoi subordinati, ed affrontare eventuali situazioni di difficoltà e disagio in maniera aperta e collaborativa. Leggi il resto di Le prime impressioni dopo un mese