Sto provando in queste settimane sul mio fido EeePC un nuovo prodotto Microsoft, quella che i soliti manichei considerano la sorgente di tutti i mali del mondo. Si tratta dell’antivirus Security Essentials, del quale ho già letto varie impressioni positive in giro per la rete. Senza contare le prove sul campo, che lo posizionano nella parte alta della classifica, accanto ai blasonati Karspersky, Nod32, Avast e AVG. Quest’ultimo, in particolare, è ciò che usavo in precedenza (e che uso tutt’oggi sul computer di casa, dato che ho pagato la licenza biennale). E che non m’aveva mai deluso negli sporadici episodi di file infetti scaricati dalla rete, sebbene non gli abbia dato mai troppo lavoro in fondo. Così ho voluto “provare a cambiare, né…” come diceva la Littizzetto in una pubblicità dei tempi in cui ero ancora in Italia. Leggi il resto di La sicurezza essenziale di Microsoft
Archivio degli articoli in angolo pc, pagina 30
WordPress multisito funziona su Tophost
Qualche giorno fa mi ha scritto un lettore chiedendomi informazioni su come avevo fatto ad installare WordPress in versione multisito su Tophost. In effetti si era trattato di un mio esperimento condotto più o meno un paio d’anni fa, che ero riuscito a portare a termine con successo, anche grazie al supporto offerto sui forum Prozone da altri utenti nella stessa situazione. Non avevo ancora mai provato ad attivare l’opzione “network” su uno dei miei domini appoggiati sui server di questo provider, vuoi per mancanza di tempo, vuoi per paura di incasinare tutto e dover ricominciare da capo. Dopo uno scambio veloce di email, mi ha detto che s’era preso di coraggio e s’era lanciato nell’impresa. E che, senza voli pindarici particolari, era riuscito a mettere in piedi la baracca. Potevo dunque astenermi dal “toccare con mano” questa cosa? Leggi il resto di WordPress multisito funziona su Tophost
Il portalinux, portale? si, di fandonie
Chi mi segue da un pezzo sa che, in determinate occasioni, il mio alter ego troll esce fuori in maniera dirompente, trasformandomi dal tipico ragazzo che s’incontra per strada, nel mostro verde e tumultuoso dei tempi di Lou Ferrign-ana memoria :). L’argomento che scatena il mio istinto animalesco è in genere sempre lo stesso: Tophost. Come i tori per le vie di Pamplona, appena qualcuno comincia a sparare falsità su questo provider, vedo rosso e non capisco più nulla. Così è capitato che qualche giorno fa ho letto un articolo su Il Portalinux (non metto il link perché non voglio fargli pubblicità) dove il tenutario, un sedicente venticinquenne sistemista, sparava a zero su Tophost. Stando a quanto si dice nell’articolo (che un manipolo di seguaci ha ritwitterato senza neppure pensare ad indagare un briciolo sulla questione) l’errore di WordPress sul limite dei 32 mega, sarebbe da imputare a Tophost. E che lo stesso identico aggiornamento su tutti gli altri provider è andato liscio come l’olio. Così ho lasciato un commento, appositamente un po’ acido per vedere la sua reazione. Che non s’è fatta attendere. Leggi il resto di Il portalinux, portale? si, di fandonie
L’ipertesto ci rende stupidi
Abbiamo iniziato a vedere, la volta scorsa, come i processi mentali chiamati in causa durante la navigazione in rete, stiano di fatto contribuendo a riconfigurare il modo in cui il nostro cervello lavora. Applicazioni come Facebook o Twitter, che estremizzano il concetto di ipertesto, non fanno che accentuare il problema. Perché ogni frase contiene commenti, che a loro volta sono collegati ai rispettivi autori, o rimandano a considerazioni di terzi. Sbriciolando i concetti in tanti piccoli frammenti che il nostro cervello fa sempre più fatica a ricostruire. E non si tratta di semplici osservazioni empiriche: la ricerca continua a dimostrare che le persone che leggono un testo lineare (un libro ma anche un articolo su un blog) comprendono di più, ricordano di più, e imparano di più di quelli che hanno letto un analogo testo costellato di link. Leggi il resto di L’ipertesto ci rende stupidi
Nuove tipologie di articoli
Come avevo promesso qualche settimana fa, vediamo oggi in dettaglio una delle novità a mio parere più importanti di WordPress 3.0. Un cambiamento che segna un ennesimo passo importante nella trasformazione di questo prodotto da semplice gestore di blog a vero e proprio sistema professionale per la manipolazione di contenuti. E “finalmente” quando dico contenuti, non intendo soltanto articoli e pagine: si potrà andare dai prodotti venduti in un negozio online ai videoblog. Finora era necessario usare una manciata di plugin (a volte abbandonati dagli stessi autori) per aggirare l’ostacolo. Ora non più: il sistema prevede questa funzionalità già di default. Un punto in meno nella lista delle cose che mancano a WordPress e che Drupal possiede 😉 Leggi il resto di Nuove tipologie di articoli
Il cervello riconfigurato
Leggevo l’altro giorno un interessante articolo su Wired che spiegava come la rete abbia cambiato il modo di funzionare del nostro cervello, letteralmente. Stando ad un esperimento condotto da un professore americano, la gente assuefatta alla navigazione ipertestuale ha un’attività celebrale molto più marcata dei neofiti che invece non hanno dimestichezza con mouse da cliccare e pagine web. In particolare l’area della corteccia prefrontale, associata con la risoluzione dei problemi ed il dover decidere qualcosa, si accendeva molto più spesso. Mentre sottoponendo i due gruppi alla lettura di un libro od altre attività “lineari”, non si notavano differenze sostanziali. Insomma, il cervello dei vecchi lupi di mare… ehm, del web, si è riconfigurato, cambiando le connessioni tra neuroni, in seguito all’uso di Internet. Leggi il resto di Il cervello riconfigurato
I cms sono già fuori moda
Discutevamo l’altro giorno col mio capo al lavoro su come il compito di mantenere un sito web stia attraversando una nuova fase: quella in cui i sistemi per la gestione dei contenuti (altrimenti noti come cms, content management systems) monolitici non siano oramai proponibili, specialmente nelle grosse realtà. Questo perché il contenuto non risiede più in un unico posto: l’arrivo del cloud computing e delle API consente di costruire una pagina prelevando spezzoni di informazioni da sorgenti diverse. Si pensi alla tipica home page di una media organizzazione: ci sarà un elenco di eventi che i redattori inseriscono in un’applicazione calendario, ci sarà un video pubblicato su YouTube, ci sarà un cenno al prodotto di punta, i cui dettagli sono contenuti in un database separato contenente l’inventario (o catalogo) aziendale, e se è un’azienda “figa” ci sarà un link all’ultimo post pubblicato sul blog ufficiale, a sua volta gestito magari con WordPress. Leggi il resto di I cms sono già fuori moda
In Italia manco Wikipedia si salva
Partendo da un post di Wolly sull’argomento, mi sono recentemente edotto (ma guarda un po’ come parlo in maniera forbita oggi) su una questione che sembra affliggere la versione italiana dell’enciclopedia online più famosa del mondo: Wikipedia. Personalmente mi rivolgo spesso alla versione americana, che trovo in genere più completa e curata, ma mi rattrista leggere che nel Belpaese in cui tutto va a rotoli, neppure le applicazioni in rete riescono a salvarsi. Il nocciolo della questione? Come forse saprai, in Wikipedia ci sono degli amministratori, che hanno il compito di supervisionare tutto ciò che gli utenti scrivono sui vari argomenti: un po’ vigili urbani, un po’ comandanti in capo di un esercito di volontari che decidono di donare il proprio tempo e le proprie conoscenze per il bene collettivo. Bene, pare che si stiano verificando, sempre più frequentemente, degli abusi di potere da parte dei “capi” italiani, che senza motivi ben precisi, alzano il cartellino rosso (senza neppure quelli gialli come da regolamento) espellendo gli utenti che si azzardano a criticare il loro operato. Ma che per caso questi amministratori sono nati dalle parti di Salò? Certo, non mi stupisce che il solito modo di pensare individualistico all’italiana abbia contaminato anche la rete. Forse sta gente più che su Wikipedia dovrebbe stare su Facebook.