Pare che la navigazione nel web del futuro prossimo non richiederà più l’uso del mouse, ma si farà con le espressioni del volto. Non ho una webcam sul computer al lavoro, quindi non ho potuto sperimentare questa cosa di persona, ma pare che con Opera sia possibile fare linguagge ed altri gestacci col viso, e lui trasforma il tutto in comandi per navigare, aprire nuove finestre, scorrere su e giù per la pagina e via dicendo. Di sicuro un motivo in più per essere “accessibili” a questi modi alternativi di interagire con il computer. Una nota di colore conclude il comunicato di Opera: non guardare siti porno quando la modalità è attiva, si rischia di fare impazzire il browser. Leggi il resto di Faremo un sacco di smorfie
Archivio degli articoli in angolo pc, pagina 35
Dai valore alla tua redazione
Diciamolo chiaramente, chiunque di noi abbia lavorato all’interno di una redazione web, o comunque si sia occupato di gestire un grosso sito aziendale, prima o poi si è reso conto di essere “sottosfruttato”, che poteva rendere di più. Certo, nessuno corre dal capo a farglielo notare, anzi quatti quatti si sfrutta il ritmo un po’ blando di certe giornate di lavoro. Ma esiste un aspetto subdolo anche in situazioni come questa: la demotivazione. I componenti della redazione web vengono trattati come semplici “spacciatori di pixel” e passacarte tra l’ufficio marketing e gli altri uffici che richiedono di pubblicare qualcosa sul sito. Menti sopraffine ridotte a semplice manovalanza perché nessuno dei capoccia sa come tirar fuori il meglio da questo gruppo. Leggi il resto di Dai valore alla tua redazione
Soldi in cambio di rottami
La frase del titolo di oggi non è scelta a caso, ma è la traduzione più o meno letterale di come è stata ribattezzata dagli americani la legge varata da Obama che offre incentivi a chi rottama la propria vecchia auto: cash for clunkers. Clunk è il suono sordo e ovattato di pezzi di metallo che sbattono tra loro, quindi un clunker è un oggetto che produce questo suono, un qualcosa di scassato praticamente. A parte la digressione sul linguaggio, la domanda che si pongono molti blogger americani in questi giorni è se una tale legge ha davvero senso. In Italia l’abbiamo vista già varie volte in passato, promossa dai vari governi per “risollevare il mercato dell’auto” quando soffre. Leggi il resto di Soldi in cambio di rottami
Microsoft paga bene
Il nuovo motore di ricerca di casa Microsoft ha decisamente una marcia in più rispetto alla concorrenza: ti paga moneta sonante quando compri qualcosa seguendo uno dei risultati (anche non sponsorizzati) mostrati nelle loro pagine. Questo non è un articolo sponsorizzato, ma avendo già accumulato 100 dollari in un mese, mi sembrava giusto fare un po’ di pubblicità al servizio Cashback made in Redmond. Chissà se una cosa del genere prenderà mai piede nel mondo del commercio elettronico italiano!

La seconda vita italiana
Un paio di mesi fa mi chiedevo se qualcuno ancora giocasse a Second Life in Italia: stando ai vari riscontri ricevuti, pare che si sia trattato di un fuoco di paglia, almeno nel Belpaese. Adesso ci pensa un articolo del Corriere della Sera a confermare questi miei sospetti. Te ne riporto uno stralcio che analizza il problema più da vicino.
«Second Life in sè non è morta e non morrà di certo. Gode di ottima salute. All’estero, però. Non di certo in Italia». Un po’ per colpa dei media, «nel passato e oggi, sempre e solo nei ritornelli stereotipati che parlavano di piattaforma chat, di sesso e incontri, e di soldi facili». E un po’ perché «gli italiani, tranne qualche rara eccezione si sono fermati al soldo, creando terre sulle quali cercano di affittare negozi per pagare il costo del server (è questa infatti la spesa che si sostiene acquistando terra virtuale). Oppure girovagano in cerca di avventure sessuali, o hanno portato aziende senza dare poi il supporto necessario o consigli per far funzionare la presenza in SL “mescolandola” con una forte presenza web e nei social network»
Ovviamente questi sono gli stessi Italiani che poi s’indignano (in pubblico) del fatto che la Carfagna si presenti in costume dal bagno al mare, e non con un più adatto burkini.
Turisti a quattro zampe
Quando stavo in Italia, l’estate era il momento per organizzare con gli amici qualche gita fuori porta. E si presentava sempre un “problema” (notare le virgolette): cosa fare del cane? Già, il loro cane diventava un povero incomodo quando si trattava di prenotare un albergo o andare in giro per musei o spiagge non attrezzate. Perché se da un lato la società ti dice che non è bene abbandonare un cane in mezzo all’autostrada, dall’altro non ti offre molte alternative quando il fedele segugio vuole venire in vacanza con te. Oggi scopro che la ministra del Turismo ha lanciato un portale: Turisti a 4 zampe (non più attivo, dal 2013, nda). Mi spiace che della Brambilla si parli soltanto quando c’è da etichettarla come “amichetta di Berlusconi” e si trascurino queste belle ed interessanti iniziative. Non mi pare, infatti, di aver visto traccia su altri blog o sulla stampa nazionale di quest’iniziativa. Eppure mi sembra il modo migliore per sconfiggere la piaga dell’abbandono. La teoria dell’agenda setting colpisce ancora, a quanto pare. Leggi il resto di Turisti a quattro zampe
L’approvazione del comitato
La gestione di un sito web affidata ad un gruppo di lavoro (o comitato, se preferisci) è la più alta espressione di come le grandi organizzazioni approcciano il problema. Quando non si sa che pesci prendere, si prendono i “capoccia” di vari uffici, ci si aggiunge il Direttore (o altra figura rappresentativa dell’intera organizzazione) e si crea un gruppo di lavoro. Come in ogni democrazia, in questa squadra di governo ogni componente rappresenta gli interessi del proprio ufficio, e senza dubbio esprimerà un parere su ogni dettaglio discusso: dal colore dello sfondo del menù di navigazione a quanti “suoi” link far apparire nella homepage. Leggi il resto di L’approvazione del comitato
Un sito a sua immagine e somiglianza
Nella puntata odierna di questo cammino dantesco che abbiamo intrapreso qualche settimana fa per sviscerare i problemi dei siti aziendali, parlerò della sindrome del Direttore Generale (o Amministratore Delegato o qualsiasi sia la targhetta attaccata alla porta del Grande Capo). Io ne sono stato una “vittima” più volte, durante le mie esperienze lavorative italiane. Ed anche qui in America, lavorando per una grande organizzazione, non si può dire che le cose siano poi così diverse: quando si tratta di queste cose, tutto il mondo è paese. In pratica, se in alcuni casi si cerca di creare un sito che vada bene per tutti, in altri c’è il Direttore Generale che invece, pur non avendo alcuna competenza tecnica in materia, farà di tutto per costruire un sito a sua immagine e somiglianza. Mi pare che poco sia cambiato, in tal senso, dai tempi dei Faraoni. Leggi il resto di Un sito a sua immagine e somiglianza