due chiacchiere

Archivio degli articoli in ripostiglio, pagina 46

Per le strade di New York

L’ultima trovata della radio pubblica WNYC è stata quella di lanciare un concorso in cui gli abitanti della Grande Mela si possano scatenare immortalando gli infiniti aspetti della città. Come sempre, gli attivissimi non se lo sono fatto ripetere due volte, ed hanno pubblicato all’interno dell’apposito spazio su Flickr migliaia di foto veramente belle. Utili anche per chi sta programmando una vacanza negli Stati Uniti e desidera dare un’occhiata agli scorci più belli ed a volte meno famosi. Io non avevo con me la macchina fotografica, e non ho potuto (e voluto) partecipare: inoltre non sono certo ai livelli di eccellenza che si possono vedere spulciando tra gli scatti pubblicati. Complimenti a tutti!

La 500 e le faccine

Ho ritrovato nella pila di cose che vorrei recensire, un articolo apparso più di un anno fa su Repubblica: così la 500 parla nel traffico. Stando al giornalista, il guidatore avrebbe dovuto avere a disposizione un piccolo telecomando con il quale far accendere i led di un congegno posto sul lunotto posteriore, con cui dare forma a sorrisi, sguardi nervosi, pollice in su o verso, eccetera. L’idea di ringraziare qualcuno, salutarlo o, magari, mandarlo a quel paese, non era malvagia. Ma che io sappia poi il progetto è stato accantonato: non ho visto molte 500 in giro, quando ero in Italia, ma quelle poche non erano munite del diabolico dispositivo di comunicazione. Forse gli ingegneri avranno pensato: già gli italiani alla guida sono stressati, figuriamoci se li facciamo comunicare a gesti!

La festa degli aquiloni

Il piccolo stato del New Jersey, negli Stati Uniti, si affaccia sull’oceano atlantico per diverse centinaia di chilometri. Il caldo estivo e le belle giornate, invogliano a trascorrere allora un bel fine settimana fuori porta. Magari ad ammirare la gara internazionale di aquiloni, e divertendosi a passeggiare sul lungomare che sembra quello di Baywatch. Senza Pamela Anderson e David Hasseldorf, ma con quel modo tutto americano di vivere l’estate.

Che alito tira nella tua bocca?

Si avvicina il tempo degli esami, a scuola. Due anni fa davo alcuni consigli pratici. Oggi mi voglio soffermare su un problema particolare. Quasi nessuno se ne accorge, ma l’alito cattivo è più diffuso di quello che possiamo immaginare. Ricordo sempre con terrore una persona che conoscevo in Italia, che non si rendeva conto degli effluvi pestilenziali che uscivano dalla sua bocca: starle accanto era una tortura, ogni volta. L’alitosi, infatti, può rappresentare una grande limitazione nei rapporti interpersonali, inducendo chi ti è vicino ad evitare il più possibile contatti troppo ravvicinati con il prossimo. Allora non basta riempirsi la bocca di gomme da masticare e sperare che il nostro vicino non si accorga del problema: bisogna conoscere il nemico, e debellarlo alla radice. Leggi il resto di Che alito tira nella tua bocca?

Il cameriere vuole la mancia

Se stai progettando un viaggio negli Stati Uniti, tu Italiano abituato a pagare il “coperto” quando vai al ristorante, sappi che qui non funziona alla stessa maniera. Il cosiddetto tip (la mancia) è a discrezione del cliente, e manifesta soddisfazione al cameriere che ti ha servito la cena. Non lasciare la mancia equivale a dirgli “stasera hai fatto proprio schifo”, sul serio. Pare che questa pratica di filarsela senza aver dato la mancia, o magari pochi spiccioli, sia molto diffusa tra gli europei, come testimoniava un articolo che ho letto su un quotidiano l’altro giorno.

Quasi tutti i camerieri che lavorano in città ne sanno qualcosa: il recente rafforzamento dell’euro ha incrementato il numero di turisti europei che arrivano nella Grande Mela, ignari di questa differenza di abitudini, nel continente americano. Anche perché i poveri giovanotti che girano tra i tavoli, campano sostanzialmente di mance, e poco di stipendio fisso. Quindi eccoti la regola pratica: calcola almeno il 15% del conto (il 20 se ti hanno trattato bene) ed aggiungilo al totale. In molti casi trovi lo spazio anche nella ricevuta della carta di credito, per agevolarti l’operazione. E ricorda: il coperto, qui in America, non è mai incluso nel conto. Tranne in alcuni ristoranti dove stanno iniziando a prendere contromisure contro la spilorceria europea 🙂

In America è tutto… chiaro

Per l’appuntamento periodico con la lingua inglese, vorrei parlare oggi dell’uso della parola clear. A scuola abbiamo imparato che vuol dire chiaro, limpido, ed in maniera meno letterale anche pulito o pulire, a seconda del contesto. Ma nella loro semplicità di vocabolario, gli americani le riservano anche altri usi altrettanto interessanti. Se prendi la metropolitana e senti annunciare all’altoparlante stand clear of the closing doors, please, non vuol dire che devi farti “pulire” dalle porte che si stanno chiudendo. Al contrario, significa “siate al sicuro da” e può essere usato in tanti altri contesti: uscendo dal garage con l’auto, chiederai al passeggero Am I clear? Che in maniera libera potrebbe essere tradotto con: posso andare? Letteralmente: sono al sicuro, se vado?

Bussare sul legno porta fortuna

Ora che inizio a fare pratica con l’inglese in maniera più seria, voglio condividere con te i modi di dire più strani in uso sulla costa americana dell’Atlantico. Ad esempio, mentre in Italiano il gesto scaramantico con cui ci si augura buona fortuna per il futuro è toccare un oggetto metallico o di legno, accompagnato dalla frase “toccando ferro” (non Tiziano), qui si dice knock on wood. Letteralmente si tradurrebbe “bussare sul legno”, ed in effetti la frase è spesso accompagnata dal gesto di battere il pugno chiuso su una superficie (un tavolo, l’altra mano). Se invece vuoi dire che sei fortunato dalla testa ai piedi, non userai la frase from head to feet, ma più correttamente from head to toe. Letteralmente, dalla testa al pollicione (il ditone del piede).

Ricerche strampalate sul blog

Ebbene si, oggi voglio fare i complimenti ai naviganti che sono arrivati su questi lidi cercando frasi davvero curiose. Lo so che ai tempi d’oggi non c’è più nulla di cui stupirsi, ma ammetto che spulciare tra le mie statistiche, ed analizzare le stringhe di ricerca, è un passatempo che mi diverte moltissimo. Ad esempio c’è chi ha cercato chi è la ragazza delle arance, volendo scoprire in anticipo il segreto raccontato nel libro di Jostein Gaarder. Oppure chi, preso da un momento di sconforto, si è affidato ad un motore di ricerca ed ha digitato capita tutto insieme eventi negativi, finendo per trovare l’ispirazione nell’articolo dove parlo della Profezia di Celestino. E confermando che, tutto sommato, questo blog può essere utile a qualcuno. Leggi il resto di Ricerche strampalate sul blog

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